16 Maggio 2026
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Esclusiva Fbw, Simone Togna: “Il gioco del team di Sarri è il migliore in Italia”

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Quando hai scoperto il calcio? “Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 6 anni. Ho appeso le scarpe al chiodo, diciamo così, a 23, indossando sempre la casacca del Centro Schuster, una società calcistica molto conosciuta a Milano. Da piccolino ero centrocampista centrale, poi a 16 anni sono diventato attaccante. Ci siamo tolti tante soddisfazioni. Abbiamo quasi sempre vinto il campionato. E devo dire che farlo con i tuoi gol dava maggiori soddisfazioni. Mi chiamano Simo Gol o SuperSimo, perché un po’ come Inzaghi, senza sapere bene come, buttavo spesso la palla dentro”.

Quando hai capito che poteva diventare oggetto del tuo lavoro? “Ho sempre voluto intraprendere questo mestiere. Dopo qualche apparizione in televisioni nazionali dai 16 ai 18 anni in programmi che però non c’entravano nulla con il calcio, ho iniziato la carriera da aspirante giornalista sportivo. Non ho mai avuto vergogna, questo credo che mi abbia aiutato. E il fatto che sin da piccolo sia riuscito a realizzare delle esclusive ha aiutato. Ho studiato al Liceo Classico Parini. Scrivere un articolo di calcio è una passeggiata in confronto alla tradizione di testi latini e greci.
Sei un giornalista, che consigli ti senti di dare a chi vuole percorrere questa strada? “Sono un giornalista professionista e scrittore. Anzi ne approfitto: chi volesse leggere Storie di tifosi dipendenti dai sogni, il mio primo libro, può acquistarlo sul sito della casa editrice: Urbone Publishing. Per intraprendere questo mestiere si deve avere tanta, tanta, tanta passione e voglia di arrivare. Chi pensa: “Che bello, guardi le partite gratis e ti pagano” è fuori strada. Dietro c’è molto altro. Come ad esempio lo studio dei giocatori che non conosci. O la pazienza di aver aspettato 12/14 h di fila Presidente, Direttori Sportivi e calciatori per un: “No, oggi non parlo”.
Con quali testate collabori ? “Sono free lance. Collaboro con vari media in Italia e all’estero. E lavoro per televisioni, radio, giornali e siti web. Sono spesso ospite in tv per emittenti nazionali e/o locali”.
Questo mercato e’ forte per Milan Juventus e Roma, scarso per Inter e Lazio e Napoli come spieghi questo trend ? “Milan: senza il Fair Play Finanziario ha fatto all-in. Giusto comprare campioni dopo anni buoi per i rossoneri. La Juve, che rimane sempre la favorita, ha rinforzato il reparto avanzato (ma occhio all’eventuale cessione di Dybala) mentre dietro mi aspetto ancora qualcosa. Non è per nulla semplice rimpiazzare Bonucci e Dani Alves. La Roma ha perso tanto, soprattutto in personalità. I nuovi arrivi dovranno essere forti sia sul piano tecnico che su quello mentale. Il Napoli non ha comprato nessuno, punta sui giocatori dello scorso anno. Lo zoccolo duro è davvero forte. Certo a mio avviso manca ancora un fuoriclasse che da solo possa vincere le partite. Ma il gioco del team di Sarri è il migliore in Italia. L’Inter per ora non ha fatto acquisti col botto ma mi aspetto che arrivi almeno un top player. Spalletti potrò rigenerare alcuni giocatori e Sabatini è bravissimo nel suo lavoro. Sono sicuro che la rosa verrà rinforzata (fino a giugno non si poteva per via del Fair play finanziario) e i nerazzurri lotteranno di sicuro per un posto in Champions”.

Var, cosa pensi della tecnologia nel calcio “E’ giugno che un gol realizzato venga convalidato grazie alla tecnologia. E che gli errori vengano limitati. Probabilmente molti campionati del passato avrebbero avuto un esito diverso con il VAR”.

Molti club italiani appartengono a società straniere come spieghi questo fenomeno.“Si tratta della globalizzazione. E questo ormai avviene non solo nel calcio, ma in tutti i settori. L’importante è che oltre al proprio portafoglio si pensi anche al bene dei tifosi, che sono il vero motore di tutto il sistema”.

I nostri vivai sono pieni di stranieri come ti giustifichi questo trend. “Le società vogliono giocatori forti. Non importa che siano italiani o stranieri.  Io credo che quando si è giovani il calcio debba essere solo un gioco. Prima dovrebbe venire lo studio. Ma ormai molti 13/14 enni non pensano più a divertirsi ma a provare a diventare professionisti per guadagnare tanto e uscire con la show girl di turno.

Nazionale ce la faremo a qualificarci per i mondiali ? “Credo di sì. A Madrid non sarà di certo facile. Ma anche se dovessimo arrivare secondi ci sarebbero i play-off. E l’Italia non deve temere nessuno. Semmai dovrebbe essere il contrario”.
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Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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