
Views: 3

Quando hai scoperto il calcio? “Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 6 anni. Ho appeso le scarpe al chiodo, diciamo così, a 23, indossando sempre la casacca del Centro Schuster, una società calcistica molto conosciuta a Milano. Da piccolino ero centrocampista centrale, poi a 16 anni sono diventato attaccante. Ci siamo tolti tante soddisfazioni. Abbiamo quasi sempre vinto il campionato. E devo dire che farlo con i tuoi gol dava maggiori soddisfazioni. Mi chiamano Simo Gol o SuperSimo, perché un po’ come Inzaghi, senza sapere bene come, buttavo spesso la palla dentro”.
Var, cosa pensi della tecnologia nel calcio “E’ giugno che un gol realizzato venga convalidato grazie alla tecnologia. E che gli errori vengano limitati. Probabilmente molti campionati del passato avrebbero avuto un esito diverso con il VAR”.
Molti club italiani appartengono a società straniere come spieghi questo fenomeno.“Si tratta della globalizzazione. E questo ormai avviene non solo nel calcio, ma in tutti i settori. L’importante è che oltre al proprio portafoglio si pensi anche al bene dei tifosi, che sono il vero motore di tutto il sistema”.
I nostri vivai sono pieni di stranieri come ti giustifichi questo trend. “Le società vogliono giocatori forti. Non importa che siano italiani o stranieri. Io credo che quando si è giovani il calcio debba essere solo un gioco. Prima dovrebbe venire lo studio. Ma ormai molti 13/14 enni non pensano più a divertirsi ma a provare a diventare professionisti per guadagnare tanto e uscire con la show girl di turno.

Lascia un commento