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Quando hai avuto il primo contatto col calcio ? “Essendo nato a Londra, il calcio, ma lo sport in generale era molto presente nelle scuole Inglesi; infatti il primo contatto col calcio lo avuto sugli verdi prati inglesi della scuola”. Quando hai capito che poteva diventare un lavoro ? “Nel 1978 mi sono trasferito in Italia con i miei genitori, più precisamente a Salerno, dove ho continuato a studiare e, a giocare, e solo dopo essere approdato nel 1982 nel Varese Calcio che ho capito che il calcio poteva essere un lavoro”. Da giocatore hai militato nelle giovanili dell’Arsenal raccontaci quell’esperienza “Grazie alla scuola calcio del Arsenal ho avuto la mia prima crescita come calciatore; mi allenavo al vecchio “Arsenal Stadium” situato nel quartiere di highbury, all’interno di un “indoor” a 11 struttura ubicato all’interno dello stadio”. In Italia hai giocato nel Varese con Fascetti raccontaci che rapporto avevi con lui. “E’ stato il D.S. Giuseppe Marotta a volermi nel Varese calcio nel 1982, dove ho avuto il piacere di conoscere due personaggi importanti per il mio sviluppo finale come calciatore. Il mister Fascetti e il suo preparatore atletico Enrico Arcelli. Il mister era come un padre per noi giovani, sempre disponibile e pronto a darci dei validi consigli”. Altra piazza importante in cui ha giocato è stata Avellino parlaci di quell’esperienza: “Sono ricordi incancellabili, ho avuto il piacere di allenarmi con il capitano Di somma e il mitico Jorge dos Santos Juary, lo straniero, che dopo ogni goal faceva la “danza della bandierina” . Attaccate le scarpette al chiodo hai proseguito come allenatore nel settore giovanile come è stato lo stacco con la carriera di giocatore. “Sapendo che l’età non ti permette di giocare più ad alti livelli, lo stacco e stato molto indolore e con molto coscienza si attacca le scarpette da calciatore, e si inizia a calzare le scarpe da mister. Negli anni da allenatore ho svolto una prolungata ed intensa collaborazione presso i vivai di società professionistiche e dilettantistiche, cooperando e integrando con tecnici di elevato livello. Questa attività di crescita personale, mi ha permesso di elaborare metodologie operative che offrono un grande servizio verso i calciatori di oggi. Come giudichi l’entrata della tecnologia nel calcio? “Preferisco la non tecnologia su i campi di calcio ( anche se dalla lega Pro in giù non esiste), come sono contrario ai campi in erba sintetici. Anche i settori giovanili sono pieni di calciatori stranieri come giudichi questo fenomeno. “Ho avuto il piacere di collaborare con le società professionistiche e non, e posso dire che molti stranieri sono alla pari con i nostri di casa… quindi credo che abbiamo il dovere di scegliere con cura. Hai allenato due prestigiose società il Giana Erminio e la Tritium calcio 1908 “Si, ho allenato i Giovanissimi nazionali 2000 della Giana Erminio, società di Gorgonzola in provincia di Milano, dove ho collaborato con il mister della prima squadra Cesare Albè, uomo di enorme esperienza di vita e di calcio. La Tritium calcio è una ex società di serie C, che conserva un settore giovanili di alto livello. Dove allenerai Mister per la prossima stagione ? “Praticamente sono ancora senza squadra, ma sono fiducioso di un’eventuale chiamata, ho sempre la valigia pronto.

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