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Come hai scoperto il calcio ? “Ho giocato a livelli modesti, sono sincero, e portando mio figlio a calcio mi sono imbattuto nello Staggia Senese che a quel tempo era una fucina di ragazzi che venivano prelevati da tutta Italia e da qui sono usciti Tarantino, Bettarini, Di Michele, Accursi, Chianese e tanti altri. Sono entrato in società e ho incominciato ad andare in giro per il Sud ed a un provino di ragazzi fatto per Hellas Verona i dirigenti scaligeri mi hanno proposto di fare una prova per loro come osservatore”. Come e quando hai capito poteva divenire un vero e proprio lavoro? “Quando lavori per Foschi, Pastorelli e ti mandano a vedere giocatori della serie C per poterli acquistare, la fiducia che ti hanno dato, importante e poi rileggendo tante schede di ragazzi visti per i campionati minori e sono arrivati alla seria A, Biondini, Tavano, Foggia, Floccari, Ricchiuti, Gianlombardo, Parola, Pagliuca, Cellini e tanti altri ho capito che avevo occhio”. Raccontaci la tua esperienza di osservatore. “Molto bella, ti accosti a un mondo che non era tuo e ti incontri alle partite con ex giocatori che stanno facendo il tuo stesso lavoro e ti confronti e ti danno suggerimenti e ti insegnano, poi riporti tutto questo nella tua esperienza. Ho capito che se vuoi stare in questo mondo l’onesta’ verso i tuoi dirigenti e verso i genitori pura e sincera senza farti comprare da personaggi loschi per spingere i loro giocatori, questo ti porterà ad essere un mezzo uomo. 5 anni con Hellas Verona sia per la prima squadra che poi settore giovanile Siena, Vicenza, impari a essere uomo di sport anche se vedo chi va avanti non sempre per meritocrazia e questo mi fa veramente male”. Attualmente lavori per il Vicenza come ti trovi è come si evolve la cosa dopo la retrocessione in Lega Pro? “Ho finito il 30 giugno, è stata un’esperienza negativa, ho proposto a dicembre 5 ragazzi che poi sono andati in squadre di A e B, sono contento che non ho sbagliato la relazione, ma dispiaciuto che non sono stati convocati in società, e la retrocessione e stata la retrocessione di tutti e sinceramente non importa più di tanto di quello che possa succedere a Vicenza”. Come giudichi la presenza di molti giocavi stranieri nei vivai. “Negativa, molto negativa, ma purtroppo all’estero stanno lavorando molto meglio di noi, arrivano pronti per campionati interessanti, il nostro errore che le società di calcio incominciando dai settori dilettantistici sono basati sul il risultato, se più vinci più sei bravo e più potrai il prossimo anno avere più ragazzi che vuol dire più quote, allenatori che non hanno patentini, che non hanno minimi di conoscenza come gestire una partita , un gruppo di ragazzi e allenamenti fatti perché hanno visto le prime squadre, errore più grande sono i dirigenti che per risparmiare prendono quello che la piazza allenatori propone”. Var, cosa pensi della tecnologia nel calcio. “Importantissima, abbinata a qualche vecchio sistema di allenamento, ritornare alla tecnica e messa con la tecnologia faremo chi la attua dei passi enormi in avanti”. Molti club italiani sono in mano a proprietà straniere, cosa pensi di questo fenomeno. “Nota dolorosa del nostro calcio professionistico che dilettante, si perdono i valori del campanilismo, purtroppo va avanti solo il business e l’attaccamento alla maglia non esiste più. Chi compra adesso sono personaggi che investono per poi riprendere con interessi e in Italia non ci sono tanti paperoni che investono perché i costi del calcio sono proibitivi e giocatori che prendono 6 milioni di ingaggio annuo se moltiplichiamo per una rosa di 30, il conto è facile, prima con 6 milioni si faceva una intera stagione”.

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