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Non le manda a dire Alessandro Ferro, colonna portante della dirigenza della Frattese, dopo il provvedimento del Prefetto di Napoli col quale viene disposta la chiusura totale al pubblico dello stadio Ianniello per il derby di domani con l’Afragolese. Un intervento fiume, rilasciato ai microfoni di FootballWeb, con cui si esprime tutto il rammarico societario già emerso qualche ora fa con un lungo comunicato ufficiale. C’è rabbia e sconcerto in queste ore nell’entourage nerostellato. Un sentimento comprensibile, che Ferro prova a motivare con argomenti solidi ed inequivocabili.
“E’ stata una autentica doccia fredda, una ingiustizia che, come società, mortifica la nostra passione, i nostri investimenti e la nostra professionalità. Ed è oltremodo repressiva verso una tifoseria come la nostra che si è sempre distinta per correttezza e civiltà. I tifosi sono sempre stati il nostro orgoglio, un fiore all’occhiello di cui andare fieri. Additarli, come si è fatto nel dispositivo prefettizio, come causa di intemperanze insieme ad altre tifoserie, non solo è umiliante nei loro confronti: semplicemente non corrisponde alla realtà dei fatti degli ultimi anni. Non si è mai verificato un episodio in tal senso, non siamo mai stati costretti a pagare multe causate dal loro comportamento. Ma c’è di più: questo provvedimento non è solo eccessivamente punitivo verso il club ed i suoi sostenitori, ma è anche e soprattutto lesivo dell’immagine della nostra città. E’ innanzitutto una questione di principio, ed è bene che si sappia che il nostro disappunto è in difesa della dignità di Frattamaggiore e dei frattesi. Quando ieri abbiamo avuto le prime comunicazioni informali circa una possibile chiusura dello Ianniello, con tutta la dirigenza ci siamo guardati negli occhi. Eravamo increduli, spaesati, avviliti. Oggi siamo arrabbiati. In momenti come questi, verrebbe voglia di mollare, di lasciar perdere tutto in quanto esistono evidentemente forze superiori contro le quali è impossibile combattere”.
Eravate pronti per vivere una grande domenica di festa…
“Avevamo pianificato tutto affinché questo evento riuscisse nel migliore dei modi. Intanto la decisione di indire la giornata nerostellata, con una partecipazione massiccia di tifosi e famiglie alla partita. Poi il video preparato dai due massimi dirigenti, e in tal senso va ribadito che col nostro ex presidente, Raffaele Niutta, ci lega un grande rapporto di stima e amicizia. Quindi la nostra disponibilità, comunicata all’Afragolese, a girar loro un quantitativo di biglietti del settore ospite da utilizzare per la prevendita ad Afragola. Pratica che avrebbe evitato eventuali resse prima del match. Perché sia chiaro, questo stop penalizza ingiustamente anche i tifosi dell’Afragolese, e ci tengo a sottolinearlo. Non abbiamo lasciato nulla al caso, cosa avremmo dovuto fare di più? Dispiace, infine, che in questo paese si debba assistere spesso ai tipici balletti all’italiana: nel dispositivo del Prefetto si scrive che è possibile proporre ricorso al Tar entro 60 giorni. Il provvedimento lo abbiamo ricevuto oggi e il danno è già fatto. Di cosa stiamo parlando?”.
Cosa vi sentite di dire ai vostri tifosi?
“Che il loro sostegno in questo momento è fondamentale. Vengano fuori allo stadio ed incitino i ragazzi prima del loro ingresso allo Ianniello. Ne abbiamo bisogno noi e ne hanno bisogno loro. Mai come ora servono unità e coesione per fare fronte unico contro manovre che non possono non lasciare sconcertati. Ci è stato sferrato contro un fendente violento e inaspettato, che fa male. E dobbiamo reagire, tutti insieme. Non sappiamo chi abbia ordito tutto questo, ma di certo è stato un colpo basso, che non meritavamo”.

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