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DI STEFANO SICA

Si è aggregato lunedì pomeriggio al gruppo dell’Equipe Campania di stanza al Vallefuoco di Mugnano. Pronto per un’altra scommessa con se stesso e un’ennesima avventura itinerante che ne esalti tenacia e determinazione. Chi pensa che Mario Terracciano abbia alzato bandiera bianca al termine dell’ultima stagione, probabilmente non ha fatto i conti col suo stato d’animo straripante. Alla soglia dei 38 anni, il centrale difensivo puteolano lancia il guanto di sfida e si candida per una nuova maglia, che sia in D o in Eccellenza. Le quasi 30 partite disputate da titolare tra Puteolana e, dopo il mercato invernale, Rione Terra, certificano peraltro una condizione fisica ottimale, sintomo di integrità e benessere. Il futuro immediato ora è un campo da calcio e il riconoscimento – guadagnato negli anni – di un ruolo guida da esercitare in uno spogliatoio verso i giovani. Una carica naturale e persino necessaria in vista di un avvenire da tecnico, come pure potrebbe essere nei suoi progetti. Avrebbe voluto influire di più Terracciano sulle sorti della squadra della sua città natale. Poi gli eventi, frutto della crisi societaria esplosa in autunno con la difficile convivenza tra Danilo Leone e Carmine Franco e l’addio di quest’ultimo (poi arrestato lo scorso marzo), hanno fatto implodere il mosaico granata, con l’esodo di alcuni calciatori verso Ercolano, dove lo stesso Leone aveva trovato rifugio. Saranno giorni di sudore e di preparazione per il colosso ex Manfredonia e Sorrento, aspettando la chiamata giusta. Qualche sondaggio già fiocca, anche da parte di qualche società che in Promozione vuole esserci solo di passaggio. Qualcosa può sbloccarsi e i prossimi giorni faranno chiarezza in tal senso.

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