• www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
    Direttore Responsabile: Michele Pisani

Entella, Pordenone e J. Stabia: storie diverse ma che vengono da lontano

Condividi i nostri articoli

Hits: 36

Risultati immagini per juve stabia festa

DI STEFANO SICA

Tre vincitrici, tantissime deluse e il solito nucleo di squadre che si contenderanno i due posti rimasti per accedere in B attraverso i play-off, al netto di qualche sorpresa che potrebbe rovinare i piani delle big. La Lega Pro unica, rinominata Serie C dal 2017, ha esaurito domenica 5 il suo quinto anno di vita (il terzo coi play-off allargati) per quanto riguarda la stagione regolare. Tornano in B Entella e Juve Stabia, prima volta per il Pordenone. Mai in dubbio il predominio di friulani e campani, più tormentata l’ascesa dei liguri. L’Entella ha regalato il brivido, il Pordenone il sogno, la Juve Stabia l’imprevedibilità.

ENTELLA – Non c’è prezzo più bello da pagare che vincere soffrendo, espellendo definitivamente in un urlo liberatorio quella sintesi di sentimenti contrapposti, inconciliabili e palpitanti che ci si è portati dentro per troppo tempo. In questa stagione dell’Entella, fatta di sorpassi e controsorpassi, c’è tutto e il contrario di tutto. Dall’esclusione dalla B dopo una serie di ricorsi a valanga, alla gioia di sabato scorso. In extremis, all’ultimo sussulto, quando la realtà del campo stava mortificando nuovamente i biancazzurri al culmine di una gara surreale, stritolata tra i miracoli di Mazzoni, due gol annullati e altre occasioni d’oro fallite. Non c’è stata solo la filiera di ricorsi che, dopo la sentenza del Tar Lazio di novembre, hanno lasciato al palo i chiavaresi. C’è anche il racconto di un campionato vissuto a lungo in testa, poi smarrito dopo lo scontro diretto perso a Piacenza, infine riacciuffato grazie anche alla gentile cooperazione del Siena, il primo giustiziere dei biancazzurri in questa stagione. Chiavari è stata terra di riscatto anche per chi aveva bisogno di affrancarsi da sfortune e inciampi di vario tipo: il tecnico Roberto Boscaglia, reduce da due annate non esaltanti a Novara e Brescia, o Matteo Mancosu, costretto ad oltre un anno sabbatico in Canada prima di restare addirittura svincolato. Il centro che ha messo k.o. la Carrarese lo ha ripagato di tante sofferenze. Poi c’è stata l’emersione del portoghese Dany Mota Carvalho, classe ’98 capocannoniere della sua squadra con 13 gol dopo aver già fatto intravedere di che pasta fosse fatto con la Primavera del Sassuolo. L’Entella rientra lì dove già meritava di stare, avendo rispettato regole e principi che altri avevano eluso. E venendo privata di un ripescaggio che sarebbe stato sacrosanto, regole alla mano. Ecco perché il ritorno in B ha fatto giustizia di quelle tante zone d’ombra che la scorsa estate avevano penalizzato i chiavaresi. E sfuma finalmente il ricordo doloroso di quelle “tracotanze” e di quelle “influenze” strane e indecifrabili, come ebbe a dire il presidente Antonio Gozzi.

PORDENONE – Dopo Cremona, Attilio Tesser fa il bis e centra per la quarta volta in carriera la vittoria di un campionato tra i professionisti. E’ il coronamento di un percorso che il Pordenone ha studiato, progettato ed eseguito da almeno quattro anni, e che solo nella recente stagione aveva vissuto qualche intoppo. Dalla delusione del maggio del 2016, seguita alla semifinale play-off persa col Pisa, al delirio del Bottecchia di poche settimane fa dopo il 3-1 alla Giana Erminio, passando per l’altro appuntamento sfumato col Parma solo ai rigori. Di questa ascesa, Bruno Tedino è stato a dir il vero uno degli attori principali. Emanuele Berrettoni, Michele De Agostini e Mirko Stefani hanno rappresentato invece la linea di contiguità tra quel match di ritorno pareggiato col Pisa tre anni fa, e la giornata indimenticabile regalata alla città lo scorso 28 aprile. Una cavalcata che ha visto i Ramarri sempre in testa, padroni di un torneo mai in discussione e unica squadra di C rimasta imbattuta in trasferta. Festeggiare il centenario in cadetteria sarà magnifico. Poi servirà la continuità per mantenersi a certi livelli. Non a caso Mauro Lovisa, dominus da 12 anni di questo nuovo miracolo friulano, ha già chiamato a raccolta le forze produttive del territorio. E’ questa l’unica strada possibile per provare ad emulare realtà anche minori che nel tempo si sono garantite stabilità e visione lunga. Si parte da due tesoretti: un settore giovanile all’avanguardia e un progetto di crowdfunding che renderà i tifosi sempre più protagonisti. Spazzate via le voci di un esilio a Treviso, Lovisa rilancia e giura fedeltà alla sua gente. Udine, in questo senso, sarà la prossima casa dei neroverdi. I rapporti tra le due città sono proficui e il Friuli potrà allineare finalmente due sorelle nei principali campionati nazionali. Ma la copertina di questa annata record la merita soprattutto Leonardo Candellone, classe ’97, 15 gol senza rigori e la palma di vice cannoniere del girone. Solo Granoche, con 9 penalty calciati, ha fatto meglio. L’attaccante tornerà al Toro per fine prestito ma un rientro in neroverde è probabile. E conveniente per tutti.

JUVE STABIA – Delle tre promozioni in B, quella della Juve Stabia è stata certamente la più inattesa. In estate, il club era vicino ad esalare l’ultimo respiro. Impossibile per il patron Franco Manniello continuare da solo, perché a volte accade che la forza della passione venga castigata dall’invadenza di una gestione che si fa col passare del tempo sempre più ingombrante. Con la longa manus di Fabio Petroni, ex numero uno del Pisa, la società ha iniziato a respirare, anche se resta da decifrare il ruolo del vice presidente dimissionario Giovanni Palma (una sua uscita dalla ripartizione azionaria sembra comunque nell’aria). La Juve Stabia chiude questo torneo con due record invidiabili: le Vespe restano infatti la squadra meno battuta di tutta la C, con soli due stop, e mantengono la difesa meno perforata, con appena 18 gol al passivo. Numeri che fanno parlare anche in Europa in quanto, nei campionati professionistici, i gialloblù possono vantare la retroguardia più solida insieme a quella del Logrones (Segunda Division). Il pipelet stabiese Paolo Branduani rimpiangerà solo di essersi fermato a 60 minuti dal record di imbattibilità di Buffon (fatale il 2-2 casalingo di marzo con la Cavese), dopo essersi attestato a quota 914 polverizzando la soglia raggiunta da Dino Zoff. A tal proposito, con la Virtus Francavilla ha esordito tra i pali il 2002 Matteo Esposito, l’ultimo baby scovato dallo staff tecnico di Fabio Caserta (trainer emergente e con un futuro luminoso davanti a sé) e curato con certosina professionalità dal preparatore Amedeo Petrazzuolo, l’eroe del 3-1 rifilato al Napoli in C nel 2006. La Juve Stabia torna in B dopo cinque anni contro i favori del pronostico, a dispetto degli scettici e consapevole di aver speso (stipendi e gestione generale) molto meno di tanti altri club arrivati alle spalle. E’ stato un campionato sostanzialmente dominato dalla prima all’ultima giornata: persino la sconfitta immeritata di Catania, la prima stagionale, era stata benigna per i ragazzi di Caserta avendo lasciato in tutti la convinzione di essere una squadra forte, qualitativa, organizzata, affamata. L’unico momento di difficoltà lo spogliatoio lo ha vissuto nella settimana a cavallo tra il pari di Bisceglie e la vittoria decisiva col Trapani. Aveva lasciato qualche scoria lo 0-0 in terra pugliese, con due elementi dello staff e altrettanti calciatori (Vitiello e Mezavilla) squalificati dal Giudice sportivo. Solo un gruppo granitico, sano nei rapporti interni e pieno di capitani coraggiosi poteva uscirne senza farsi sopraffare da tremolii e braccini corti. Non a caso la Juve Stabia in questa annata ha accumulato tantissimi punti durante il recupero, segno di una tenuta mentale non comune. E così il cerchio si è chiuso.

About Stefano Sica 758 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

Commenta per primo

Lascia un commento