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Emiliano Sala: il calcio in lutto, ancora una volta

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Lo avevamo sperato così tanto. Peggio di San Tommaso che crede solo quando vede. Il relitto dell’aereo, del monomotore Piper Malibu, nascondeva negli abissi del canale della Manica il corpo di Emiliano Sala. Dato per disperso, c’è chi sperava fosse in qualche modo ancora vivo, ma ci si dimentica che certe cose si vedono solo nei film. Nel punto esatto in cui i radar persero le tracce dell’aereo, negli istanti esatti in cui Sala registrava quel messaggio vocale da brividi, l’aereo precipitava verso il basso, verso una morte surreale, inaccettabile, ingiusta, infame e tanti altri aggettivi che scrivendo di getto queste righe non vengono in mente. Quanta fatica si fa a realizzare, anche solo da spettatore, che si possa lasciare una famiglia così, dal nulla, come se fosse il più buffo scherzo del destino, come se fosse un sogno da cui svegliarsi, come se fosse un racconto surreale, una scena di qualche serie tv. Quel piccolo aereo da turismo che avrebbe dovuto portare il calciatore nuovamente a Cardiff, dopo la sosta a Nantes per salutare i suoi ex compagni si è trasformato in un tunnel buio per la famiglia Sala, oltre che per il calciatore stesso, che mai poteva pensare di andare in contro ad una morte orribile. Toccanti le immagini reperibili dal web del suo cane Nala pronto ad aspettare il suo padrone, padrone che, per decisione di un qualcosa di più grande, non tornerà mai più a casa. Difficile non farsi colpire da una tragedia così grande, difficile non dedi are due righe a questo calciatore. Perché a volte non conta se la conosci o meno una persona. A volte la morte ti tocca anche indirettamente, anche da lontano, anche se non ti riguarda. A volte ci sono cose che non accetterai mai. A volte si sente il bisogno di sfogarsi, di farsi sentire anche senza un motivo, perché al telegiornale, quotidianamente, se ne sentono di tutti i colori. Ci si rende conto di avere poco potere su un qualcosa che è più grande di te, ma ciò che ognuno di noi può fare è farsi sentire. È trasmettere che certe persone non verranno mai dimenticate. Quando in queste tragedie ci si sente così distrutti dentro, si realizza l’importanza della vita. Sala era un calciatore, a detta di compagni e persone che hanno avuto l’opportunità di conoscerlo, buono, ben voluto, disponibile, affettuoso nei confronti di quei compagni che lo avevano aiutato a fare il salto di categoria, in Premier dove il Cardiff l’avrebbe accolto a braccia aperte, con tifosi pronti ad urlare il suo nome dagli spalti. Il sogno di Emiliano si è spezzato, pronto mentre lui stava spiccando il volo. Troppe domande fanno male alla mente, non resta che testimoniare quanto ingiusta sia la vita in certe circostanze. Ed accostare alla rabbia che prevale su tutto, la volontà di ricordare, di ricordarsi di certi uomini che mai male avevano fatto nella loro vita, e che avrebbero meritato certamente un destino meno crudele, meno osceno, meno ingiusto.

Il corpo trovato all’interno del relitto è ufficialmente di Emiliano Sala. Ed io, come voi, come chiunque che paradossalmente, come in un film, immagina l’impresa di un superstite che sopravvive ad una tragedia sfiorata, non ci credo ancora. Oggi il calcio è in lutto, il calcio è ancora una volta morto, anche se crediamo che certi calciatori, idoli di tifosi e bambini siano in realtà degli invincibili eroi mascherati da comuni mortali.

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Giornalista pubblicista di Footballweb

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