Views: 1
Chissà se in questi colpi di scena, Made in Lotito, alla fine non ci abbia guadagnato la Salernitana. Fino a venerdì alle 12 con Inzaghi jr allenatore in pectore non ufficializzato. Ma dalle 12.01 senza nemmeno quello, causa il dietro front del Loco Bielsa per guidare la Lazio. Con il Loco che rifiuta, non sono i biancocelesti a star senza guida… È la Salernitana. Eh si. Nella
Logica del risparmio di Lotito, colui che doveva essere il traghettatore, ora è diventato la guida tecnica. Cose mai viste in Italia, non vi è dubbio. Da quel momento a Salerno inizia a montare una rabbia silenziosa. I tifosi dal più piccolo al più grande, cacciano fuori l’orgoglio, e dai covi del tifo, ai bar tutti, fino ad arrivare allo sterminato mondo della rete il grido è unamime : non siamo la Lazio B, siamo la Salernitana e vogliamo rispetto. Quando un squadra è senza guida, iniziano a rincorrersi le voci incontrollate più disparate su chi possa essere il nuovo tecnico. Inzaghi non è Guardiola, ma la gente dopo averlo visto per sette gare, come traghettatore degli aquilotti, aveva iniziato a volergli bene, ad accettarlo ed a rispettarlo ed era ansiosa di vederlo all’opera. Il suo non arrivo, ha fatto temere che potesse giungere un tecnico, con poca esperienza, quasi alle prime armi e desideroso di mettersi all’opera. L’identikit fatto, portava dritto al mantovano Bollini. Ma ecco che tutti sono sorpresi.
Il vulcanico, a volte fin troppo, Claudio Lotito, è solito rispondere ai cronisti quando vengono poste domande sul futuro in questo modo. “E chi so’? Il mago di Napoli?” Beh, non sarà il mago di Napoli ma il copatron granata, su forte indicazione del ds Angelo Fabiani, alla fine ha deciso di puntare su un altro “mago”, quello che ha origini ad Ottaviano. Sì, perché “mago di Ottaviano” è proprio il soprannome di Giuseppe Sannino, nuovo allenatore della Bersagliera.
Nato a Ottaviano il 30 aprile 1957 e trasferitosi a Torino per seguire il padre assunto alla FIAT, da giocatore Sannino è stato un onesto centrocampista, con carriera equamente diviso tra Serie C e Serie D. Inizia ad allenare nel 1990, quando viene chiamato a guidare gli allievi della Vogherese. Tra il 1990 e il 1998 guida sempre squadre giovanili sia nel Pavia, sia nel Monza e infine nel Como. L’unica esperienza con una prima squadra la vive nella stagione 1996-1997, con Sannino che allena l’Oltrepò in Eccellenza, collezionando un 6°posto. Poi nel 1998 esordisce tra i professionisti alla Biellese, in serie C2, ma viene esonerato. La stagione successiva passa al SudTirol. A Bolzano, il “mago di Ottaviano” vive i primi momenti felici della sua carriera da tecnico. Prima vince il torneo di Serie D e poi nel torneo successivo ottiene la salvezza in serie C2. Nell’estate del 2001, resta in C2 ma passa al Meda dove viene esonerato. Nel 2002-2003, guida in C2 la Sangiovannese dove sfiora la qualificazione playoff giungendo sesto. Sannino alterna soddisfazioni a campionati deludenti. Infatti, arrivano altri due esoneri per il tecnico napoletano. Prima col Varese nel 2004 e poi nel Cosenza nel 2005, sempre in C2. L’alternanza momenti bui – momenti felici si conferma. Sannino nell’estate del 2005 passa al Lecco e, dopo una tranquilla salvezza nel primo anno, conquista la promozione in C1 nel secondo. Sannino conquista la vittoria nel campionato di quarta serie anche la stagione successiva col Pergocrema. Diventa oramai il “signore delle promozioni” e il Varese lo richiama nell’ottobre del 2008. Qui Sannino si conquista io nomignolo, “mago di Ottaviano”. Rimane tre stagioni con i biancorossi. Nella prima porta il Varese in Seconda Divisione, nella seconda conduce i lombardi in Serie B. E nella terza sfiora la Serie A, arrendendosi al Padova nella semifinale playoff. Un trittico da urlo, che porta comunque Sannino ad allenare una squadra di massima serie. Si tratta del Siena. Il tecnico napoletano non sfigura, conquistando una tranquilla salvezza e la semifinale di Coppa Italia che i bianconeri perderanno col Napoli. Nell’estate del 2012, affronta la prova più dura per un tecnico: quella di essere dipendente di Maurizio Zamparini. Dura tre partite e viene esonerato. Il Palermo però precipita in classifica e Sannino viene richiamato a marzo. Questa volta, neppure i suoi “poteri magici” possono qualcosa e i siciliani retrocedono in B. Il tecnico napoletano viene chiamato alla guida del ChievoVerona, ma a novembre viene esonerato. Rimane senza lavoro solo un mese. Nel dicembre 2013, infatti, vive un’esperienza all’estero. Precisamente, in Inghilterra nella Championship (l’equivalente della nostra Serie B) alla guida del Watford, squadra di proprietà della famiglia Pozzo. Ci rimane sette mesi, conducendo gli Hornets a una tranquilla salvezza. A settembre 2014, passa al Catania in Serie B ma rimane 2 mesi, prima di dimettersi. L’ultima sua esperienza la vive in questa stagione appena trascorsa al Carpi, in Serie A. Sannino subentra a Castori a fine settembre e conquista contro il Torino la prima storica vittoria degli emiliani in massima serie. Fuoco di paglia dato che a quel successo seguono 1 pareggio e 3 sconfitte e patron Bonacini lo esonera, richiamando Castori. Ora la nuova esperienza con la Salernitana. Un tecnico che alterna annate super, ad altre deludenti, a Salerno sperano di vivere quella buona. Il mister, l’esperienza c’è l’ha, le spalle largo anche…Ora deve solo far sognare una piazza affamata di calcio.

Lascia un commento