16 Maggio 2026
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Die Hard Milan

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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata


Belotti-Paletta, il duello della serata

Vecchio cuore rossonero. Nello stadio Olimpico ‘Grande Torino’, che rende omaggio al vecchio cuore granata, a scintillare per carattere e voglia di non mollare sono i colori ospiti. Rendere omaggio al Toro di Mihajlovic, che per un tempo fa vedere i sorci verdi a Romagnoli e soci, è cosa buona e giusta. Magnificare la rimonta (seppure incompleta) della squadra di Montella è opera altrettanto dovuta. Di fronte ai granata, lucidati a dovere dalle strigliate del tecnico serbo e capaci di tagliare a fette in verticale lo sfilacciatissimo Milan della prima frazione, a suonare la sveglia è sempre quel ragazzotto con le manone foderate da guanti. Donnarumma evita il tracollo intuendo il rigore centrale di Ljajic e sbarra la strada alla mazzata di grazia. Da lì, la riscossa prende vita e si concretizza nella ripresa, frenando la sua spinta sul più bello, ma regalando una lotta a viso aperto (e a difese inguardabili).

Belotti esulta per il gol del vantaggio

SHOCK INIZIALE – Si sapeva che non sarebbe stata una passeggiata per la squadra di Montella e le attese sono state ampiamente rispettate. L’assenza di entrambi i laterali di sinistra (De Sciglio e Antonelli) costringe Vincenzino a lanciare Calabria, costretto a indossare le scarpette al contrario, con conseguenti disagi nel crossare col mancino e la cronica abitudine al passaggio orizzontale verso il centro del campo. In difesa, però, i problemi sono parecchi e nascono anche dalla scarsa copertura del centrocampo, con Bertolacci e Pasalic incapaci di fornire il giusto schermo a Locatelli, perennemente asfissiato dal pressing avversario. Le note dolenti si estendono anche all’attacco. Sul terreno glaciale dell’Olimpico granata, il 23enne Belotti dispensa lezioni in pompa magna a Bacca, mostrandogli l’intero repertorio dal primo all’ultimo capitolo. Il confronto è impietoso, soprattutto nella prima frazione. Il ‘Gallo’ è ovunque: te lo ritrovi a pressare Bertolacci, ad aprire il gioco e a scappare in profondità a un sonnecchiante Romagnoli. Un paio di volte Valdifiori tara bene il contagiri a proporre lo scatto del suo pivot di riferimento, ma Donnarumma resta vigile. Quando, però, Ljajic offre sfoggio dei suoi virtuosismi da piè veloce del dribbling, con annesso tiro ciccato, Belotti non perdona l’ennesima pennica in area di rigore ed affonda la zampata. Vantaggio dei padroni di casa, ma soprattutto terza rete di Belotti ai rossoneri nei tre scontri stagionali. Niente male per uno col Milan nel cuore, ma i tifosi milanisti si rallegreranno di non incontrarlo più quest’anno. Quelli tra il 21′ e il 31′ sono dieci minuti infernali per la squadra di Montella, che resta quasi imbambolata dinanzi all’intraprendenza degli avversari. Quando a sfondare non è Ljajic sulla sinistra, ci riesce Iago Falque sulla destra, mentre Belotti furoreggia e manda al manicomio mezza retroguardia. Chiaro che, dai e dai, il Toro perviene anche al raddoppio di Benassi, con un’altra azione più insistita che bella, ma che porta in area milanista almeno sei uomini.

Donnarumma ipnotizza Ljajic

MANCATO COLPO DI GRAZIA – Con due reti di coraggio e il morale alle stelle, il giovane Barreca si fa beffe di Abate sul suo campo preferito, quello della velocità. L’ingenuità del terzino e capitano rossonero è colossale e regala il penalty del possibile k.o. alla squadra di Sinisa. Dal dischetto non ci va Belotti, memore dell’errore della prima giornata proprio contro i rossoneri, bensì Ljajic. Il risultato, però, è lo stesso: Donnarumma resta in piedi e tiene in piedi i suoi, smanacciando via l’intenzione del serbo di chiudere il match. A guardare i numeri, se si vuol battere Gigio quest’anno, non bisogna puntare sui calci di rigore: tre errori su tre dal dischetto col 17enne in porta. Il Milan, per tutta la durata del primo tempo, ha dato la sensazione di essere grigio come il plumbeo clima di Torino, freddo e amorfo come i pur apprezzabili scambi in velocità di Bacca e Bertolacci, sino al minuto 45, gli insospettabili protagonisti che verranno. Protagonisti, come sempre, Suso e Bonaventura sulle fasce, soffocati dalla corsa di Zappacosta e Barreca e dai raddoppi, ma mai veramente fuori dal gioco. Lo spagnolo firma alcune delle conclusioni più pericolose su cui Joe Hart dimostra di poter ancora dire la sua.

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Episodio dubbio: Zappacosta ‘calcia’ Bonaventura in area del Toro.

RISCOSSA ROSSONERA – E’ la ripresa, però, a scardinare le certezze che il Torino aveva sedimentato con dovizia sulla gara. Accantonate le sovrapposizioni di Calabria sulla sinistra, clamorosamente impossibilitato a fiondare cross col mancino, resta come valvola di sfogo la ghiacciatissima fascia destra, dove Suso spesso evita la linea del fallo laterale tanto amata per evitare di lasciarci una caviglia e la cede volentieri agli sprint di Abate. Da uno di questi nasce la rete che accorcia le distanze: palla bassa velenosa del capitano milanista, Bonaventura raccoglie sul secondo palo e centra per Bertolacci che, dopo aver litigato animatamente con la goal line technology, festeggia il ritorno al gol dopo oltre un anno d’astinenza. Tra gli urlacci di Mihajlovic che fiuta il pericolo, il Toro sprofonda nel mondo dei sogni e il Milan ne approfitta. A vestire i panni dell’eroe è Bruce Willis Paletta che, tra una sportellata e una diagonale precisa, trova pure il tempo di prendersi il pari in due mosse. Dapprima, su angolo di Suso da destra, il difensore cavalca le nuvole e incorna: Hart si oppone in corner con un intervento più efficace che stilisticamente perfetto. Le avvisaglie vengono confermate poco dopo, quando sul corner seguente Rossettini abbraccia troppo affettuosamente il John McClane di Buenos Aires, trascinandolo a terra e provocando il rigore che Tagliavento non può esimersi dal fischiare. Rigore sacrosanto come quello non concesso ai rossoneri nella prima frazione su Bonaventura, solare come l’espulsione non comminata a Obi per aver trebbiato senza remore il povero Abate, prima che Sinisa lo tirasse fuori per evitare guai. Dal dischetto Bacca fa quello che sa fare meglio e converte in rete l’uno contro uno con Hart. Forse proprio qui sta il risvolto più mesto della serata rossonera: dopo il 2-2, gli uomini di Montella sembrano quasi accontentarsi del pari riacciuffato, dedicandosi esclusivamente alle ripartenze e rischiando il nuovo tracollo. Nè Belotti con un’azione magistrale da bomber puro (che fischia nelle orecchie di Donnarumma), nè le ripartenze di un Suso stranamente poco altruista spostano l’ago della bilancia e cristallizzano il 2-2 finale.

Montella, furioso con Niang

A fine gara, Montella lamenterà lo scarso impegno di Niang e non sarà certo possibile dargli torto. L’aeroplanino gli ha riservato gli ultimi cinque minuti, rinunciando di fatto a Lapadula e non ha ricevuto accelerazioni degne di nota. Soprattutto, è mancato in fase di copertura quando Calabria era rimasto infortunato, lasciando spazi enormi sulla destra a un Torino mai domo. Restano pesanti anche il giallo a Locatelli (diffidato) e il rosso finale a Romagnoli (per somma di ammonizioni), che costringeranno entrambi i calciatori a saltare l’impegno casalingo di sabato. Una perdita non da poco in uno scontro fondamentale contro i lanciatissimi partenopei di Sarri. Col Napoli servirà la massima attenzione difensiva. E visto che, probabilmente al fianco di Paletta troverà posto Gomez, non c’è certo da star tranquilli. Non resta che affidare all’ennesimo colpo di scena di una stagione che, nonostante tutto, continua a regalarne. O almeno sperarci.

Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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