16 Maggio 2026
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Dalla SPAL al Tuttocuoio: le “strane” denominazioni nel calcio italiano

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Tutti sanno, o per lo meno la maggior parte degli sportivi, perché Juventus, Sampdoria, Lazio, Inter non portino il nome della propria città. La Juventus perché fondata da alcuni ragazzi che frequentavano un liceo classico di Torino: da qui il nome latino della squadra che esaltava il valore della gioventù del sodalizio appena fondato. La Sampdoria deve il nome dalla fusione tra l’Andrea Doria e la Sampierdarenese avvenuta nel 1946; ma già precedentemente il regime fascista aveva imposto la fusione, con la nascita di Dominante e Liguria, antenate degli odierni blucerchiati. Il nome Lazio fu suggerito da un giovanissimo Olindo Bitetti, anche lui imbevuto di studi classici, il quale suggerì il nome della regione che vide lo sbarco di Enea e la nascita della città eterna. L’Inter, o meglio Internazionale, dovette il suo nome alla volontà dei fondatori di essere, appunto, internazionali in polemica col Milan che aveva accolto il diktat della federazione di schierare solo calciatori italiani, in barba alle origini britanniche della società.
Questi i casi più famosi; ma, restando nell’ambito del calcio professionistico, chi sa di dove è la Giana? E il Tuttocuoio? Ma andiamo con ordine. In Serie B gioca la Spal, la cui denominazione non vuole indicare una parte del corpo umano, bensì le origini alquanto originali della società. Caso forse unico al mondo, la Ars et Labor era originariamente un circolo religioso e culturale fondato nel 1907 da un prete salesiano, Pietro Acerbis. Nel 1913 quando il calcio si aggiunse all’atletica e al ciclismo, discipline che erano entrate a far parte delle attività del circolo, si passò alla denominazione Società Polisportiva Ars et Labor, anche se la sezione calcistica adottò il nome di A.C. Ferrara. Abbandonata poi quasi subito la denominazione cittadina per S.p.a.l. durante il fascismo la società biancoceleste, colore dei salesiani, tornò al vecchio nome della città estense. Dal dopoguerra si sarebbe poi deginitivamente tornati all’acronimo Spal (ma senza punteggiatura).
In Lega Pro abbiamo la Giana Erminio e il Tuttocuoio, ma… di dove sono queste due squadre? Gorgonzola e San Miniato. I milanesi devono il loro nome, che in realtà è il cognome e il nome di una persona, alla volontà di onorare la memoria di un giovanissimo militare gorgonzolese caduto eroicamente difendendo la patria sui campi di battaglia della prima guerra mondiale; in onore del soldato Erminio Giana il Gorgonzola divenne per sempre il Giana, orgoglio della città del famoso formaggio. Il Tuttocuoio di San Miniato, anzi della frazione di Ponte a Egola, deve invece il suo nome alla principale attività della zona in provincia di Pisa, ovvero la conciatura delle pelli. A pochi km di distanza, a Santa Croce sull’Arno, il Cuoiopelli conferma la tradizione.
Terminiamo con la Lupa Roma: dispiace deludere i romantici che pensano a un legame con la celebre leggenda di Romolo e Remo. Lupa è un acronimo che all’origine, quando la squadra era esporessione della città di Frascati, voleva signoficare “Ludentes Vivendi Perdiscimus Artem”. Cosa significa? Vocabolario alla mano e studi di latino in testa: “giocando apprendiamo l’arte del vivere”. Complimenti!

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Collaboratore del sito www.footballweb.it cura la Casertana

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