16 Maggio 2026
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Cristiano Bergodi: “L’Avellino merita ben altre categoria, per la storia e per un pubblico fantastico”

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Allenatore di spessore, uno dei pochi a farsi onore all’estero, in Romania è considerato tra i migliori degli ultimi cinque anni.  Cristiano Bergodi ha giocato in massima serie con Pescara e Lazio, storico un suo gol nel derby capitolino. “Ciao Michele che ti posso dire? L’Avellino era l’Avellino. Innanzitutto va detto che in quegli anni di serie A era un campo ostico per tutti,  al Partenio quando si andava per giocarsi la partita si era consapevoli che era difficilissimo vincere. Da calciatore li ho affrontati con il Pescara di Galeone purtroppo per i Lupi proprio l’anno della retrocessione, andammo a giocarci la partita, quella importante della stagione. Fu l’anno che in pratica ci furono due retrocessioni ti ricordi? L’Empoli era già condannato. Era il campionato 1987-88. Ce la giocammo noi, l’Avellino e un’altra squadra e purtroppo retrocesse l’Avellino. Noi giocammo la partita, quella più importante della stagione, facemmo 1 a 1. Ad inizio gara passò l’Avellino con Colantuono e noi facemmo gol con Berlinghieri. Posso solo dirti che era davvero una buona squadra con giocatori di spessore come Schachner, Colomba, Benedetti e tanti altri.  Che era una squadra ostica te lo posso confermare visto che li ho poi riaffrontati quando giocavo con la Lazio ed i Lupi erano in serie B. Perdemmo a Roma, in Coppa Italia, fummo eliminati proprio dai biancoverdi che si imposero con una doppietta di Bertuccelli. Ad Avellino era terminata a reti bianche. All’Olimpico fu una partita proprio incredibile, noi giocavamo in serie A ma non si notò la differenza. L’Avellino è sempre stata una squadra difficile per tutti”. Segui le vicende calcistiche dell’Avellino? “Come non potrei, se non lo facessi ci sei tu a ricordarmelo (parte una risata). L’Avellino merita ben altre categoria per la storia e per un pubblico fantastico”. In Romania sei al secondo posto con il Rapid di Bucarest, in piena lotta promozione, ti manca l’Italia? “Qui sto bene, sono anni che alleno”. Torneresti nel belpaese, verresti ad Avellino? “Michele, Avellino è una di quelle piazze che non si possono rifiutare”.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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