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Giù il cappello davanti a questa Juventus. Davvero fenomenale. Non si erano messe benissimo le cose dopo la sconfitta interna (1-2) subita contro la Fiorentina nell’andata della semifinale di coppa Italia. Serviva una grande prestazione nella tana viola e i bianconeri hanno ruggito come sanno fare loro. Da vere belve, da animali d’erba. Gli uomini di Montella sono stati annichiliti tra le loro mura da una Juve famelica, travolgente, deflagrante. Matri ha aperto le danze, poi Pereyra a fine primo tempo ha spezzato le gambe ai viola facendo sì che l’inerzia diventasse tutta bianconera. E, infatti, dopo neanche un quarto d’ora dall’inizio della ripresa, Bonucci ha firmato il tris e lì già era calato il sipario, la Juventus aveva le mani sulla finale e per la Fiorentina era tutto sfumato. C’era tanto entusiasmo dopo l’impresa dello Juventus Stadium con la doppietta di Salah, già si pregustava la finale, invece, non si era fatto i conti con la squadra che da quattro anni sta dominando il campionato. Ancora una volta c’è stata una dimostrazione di forza tonitruante, e piovono applausi per Allegri. Molti erano scettici sul livornese, si pensava che avrebbe fatto rimpiangere Conte, invece, sta facendo addirittura meglio. Ormai il campionato è stato ipotecato, c’è la possibilità di alzare un altro trofeo come la coppa Italia e si è ai quarti di Champions dopo aver eliminato nettamente il Borussia Dortmund. La stagione non è finita ma Allegri si è già tolto la soddisfazione di sconfessare chi immaginava una Juventus meno aggressiva e arrembante di quella degli ultimi tre anni, si vede che la mentalità vincente fa davvero la differenza. Che smacco, invece, per la Fiorentina, ma è arrivata l’ennesima dimostrazione di come nel calcio i colpi di scena siano all’ordine del giorno. I viola hanno incontrato la Roma agli ottavi di Europa League e la Juventus in semifinale di coppa Italia. Dopo le due partite d’andata, con il pareggio casalingo contro i giallorossi e la vittoria in quel di Torino, era più facile ipotizzare una Fiorentina in finale di coppa Italia e fuori dalla competizione europea. Invece, si è andati a Roma a fare la voce grossa, imponendosi proprio con lo stesso risultato con cui la Juventus ha ribaltato la sconfitta della gara d’andata. Chi di 0-3 ferisce di 0-3 perisce, si potrebbe dire così a costo di risultare più cinici che mai, quello dell’Olimpico ha permesso ai viola di accedere ai quarti dell’Europa League, quello del Franchi ha fatto sfumare il sogno di andarsi a giocare la seconda finale di coppa Italia in due anni. Ora bisogna scoprire chi sarà l’altra finalista, quella che andrà a sfidare la Vecchia Signora. In un San Paolo stracolmo, si affronteranno Napoli e Lazio, con i biancocelesti in grande spolvero in campionato, mentre gli azzurri sono in piena crisi. Gli uomini di Benitez avevano otto lunghezze di vantaggio dai capitolini ma i due punti conquistati nelle ultime sei partite, e le sette vittorie di fila degli uomini di Pioli, hanno capovolto cose. Ora la Lazio tallona la Roma seconda con un solo punto di ritardo ma con otto di vantaggio sul Napoli piombato in sesta posizione. Basta questo per far capire i diversi stati d’animo con cui le due squadre arrivano a questa sfida, i partenopei, dopo l’1-1 dell’andata, hanno il piccolo vantaggio di potersi accontentare anche dello 0-0 ma stiamo sempre parlando di una squadra che non è riuscita a gestire addirittura un doppio vantaggio in meno di venti minuti contro un’Inter incapace di battere il Parma in casa. Si spera che il pubblico di Fuorigrotta faccia la differenza, ma in campo ci vanno i giocatori, quelli che, in superiorità numerica, non sono riusciti a superare neanche l’Atalanta accusando l’arbitro e non se stessi. La tifoseria non può fare sempre miracoli…


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