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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Una vittoria che vale molto più dei tre punti messi in palio. Perché strappata con le unghie e con un attaccamento alla maglia indicibile. La Frattese, domenica scorsa, ha fatto tremare il cuore. Ha risvegliato animi e passioni come forse non aveva mai fatto nel corso di questa stagione. Non perché non si sia espressa su livelli eccellenti per un lungo tratto del campionato, sia chiaro. Ma per una rabbia e una voglia di crederci commoventi, contro ogni vento contrario e ogni episodio avverso. Sotto questo aspetto, il match col Real Forio, crollato solo in pieno recupero con una magia di Costanzo, potrà rappresentare una svolta capitale nell’autostima e nelle convinzioni del gruppo di Ciaramella.
Avrebbe abbattuto anche un toro la svista, a mezz’ora inoltrata della ripresa, del direttore di gara, il nocerino Franza, mal assistito nella circostanza dal primo assistente Pelosi della sezione di Ercolano. Evidente la “parata” sulla linea di Calise sul tap-in vincente di Spilabotte. Tutti hanno visto, meno coloro che erano deputati a farlo. Eppure, paradossalmente, i nerostellati hanno trasfigurato questa ingiustizia in un grimaldello per tramortire le residue resistenze isolane. Segno di un famiglia coesa, sfrontata, solidale, che ha carattere, che crede in se stessa e nel proprio sogno. Se è vero che ogni squadra traduce in campo la filosofia e la personalità del proprio allenatore, questa Frattese oggi incorpora pregi e virtù di Andrea Ciaramella. Il suo stratega tattico ma anche la guida esigente e mai paga. Lui, tanto flemmatico fuori dal campo quanto divorato dall’adrenalina ogni volta che la panchina diventa il suo perimetro inesplorabile.

Poi, certo, le partite più ostiche i nerostellati riescono a vincerle anche per la qualità di molti singoli, oltre che per le alternative di lusso di cui lo stesso trainer di Durazzano può godere. Non è un caso che i due golden boys della sfida con i biancoverdi, siano stati Claudio Costanzo ed Allegretta, autori di una prestazione non entusiasmante. Il primo, va detto, a corrente alternata anche perché frenato da un problema fisico che lo aveva costretto a saltare qualche allenamento di troppo in settimana. Entrambi sono venuti fuori alla distanza con la forza della loro classe e la prepotenza della loro leadership. Una mano sontuosa al capitano gliela ha fornita Seck, riportato in mediana dopo l’eccellente prestazione in retroguardia ad Afragola. E’ sempre più una certezza il senegalese ex Messina, strepitoso come sempre in interdizione anche se, stavolta, meno propenso agli inserimenti proprio per coadiuvare un Costanzo non al meglio. Ancora una volta maestosi Petrarca e Spilabotte, vere colonne portanti di difesa e attacco. Con un Passeri da rivedere (ma è forse nel ruolo di interno che il ragazzo scuola Napoli può rendere al meglio) ed un Allegretta troppo discontinuo, l’attaccante napoletano è stato il vero regista del reparto offensivo con le sue intuizioni e la sua propensione a lavorare con e per i compagni. Ciaramella sa oramai di poter contare su una rosa nutrita che, se al completo, gli permette di operare scelte tecniche in assoluta indipendenza. Basti soffermarsi sulle modifiche apportate all’undici titolare dopo l’intervallo, con l’inserimento di Milvatti al fianco di Petrarca e lo scivolamento di Pellini a destra. Movimenti che hanno ridisegnato il 4-3-3 con l’avanzamento in mediana di Capitelli, inizialmente scelto come terzino destro, e con l’avvicendamento tra Passeri e Solimene come esterno d’attacco a sinistra per stravolgere l’eccessiva apatia in fase offensiva. Insomma, il tesoretto della Frattese è dato anche da tanti elementi dotati di assoluta duttilità e da una panchina autorevole, che per il match con la truppa di Impagliazzo ha accolto addirittura calciatori di prima fascia come Perna o giovani rampanti come Solimene o Milvatti, quest’ultimo a lungo titolare nel corso di questo campionato. E mancavano Gervasio Costanzo, squalificato, e Giovanni Somma, infortunato.

E poi c’è il grande cuore di questa squadra. Quello che può gonfiare il petto dei tifosi che, mai come domenica, hanno capito di che spessore è fatto l’attaccamento dei loro beniamini ai colori nerostellati. Con queste premesse, nulla è impossibile. Fatto sta che la Frattese la sua rincorsa verso i play-off dovrà progettarla soprattutto allo Ianniello, dove sono in programma test tutt’altro che proibitivi al netto dello scontro diretto col Mondragone che dirà molto in questo senso. In trasferta, c’è un poker di partite che sulla carta può creare allarmismi (Puteolana domenica al Conte, Savoia, Casoria e Giugliano). Ma niente è impossibile per Costanzo e compagni, lo dice la realtà di fatti oggettivi e non più interpretabili. Le altre sono avvisate.

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