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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Tanti anni di esperienza al vertice del vivaio della Juve Stabia, con una recente parentesi a Campobasso nel ruolo di direttore generale al fianco di Gigi Pavarese. Alberico Turi è uno che il mondo giovanile lo conosce fin troppo bene, nella sue pieghe e nelle sue contraddizioni. E, ospite in studio nel corso dell’ultima puntata di Buonasera Eccellenza, format televisivo in onda su Tv Campane e prodotto da FootballWeb, ha voluto proporre la sua chiave di lettura sul recente flop delle tre rappresentative campane al Torneo delle Regioni, non mancando di suggerire alcune soluzioni in grado di rilanciare celermente il movimento giovanile nella nostra Regione. Idee da adottare subito, come una grande semina capace di garantire un buon raccolto già nei prossimi mesi.
CRAC AL TORNEO DELLE REGIONI – “Andare a casa con tre rappresentative è un dato allarmante. Questo dovrebbe far riflettere tutti gli addetti ai lavori. Bisogna agire subito. Non spetta a me indicare determinate soluzioni, ma ritengo che il Comitato Campano debba prendere provvedimenti seri. Guai a dimenticarsi in fretta di ciò che è accaduto. A volte l’errore è quello di formare queste rappresentative solo guardando ai campionati regionali. Ma bisogna soffermarsi anche sul provinciale. Deve nascere subito un tavolo di concertazione coi responsabili delle rappresentative provinciali. Io al movimento giovanile campano ci tengo, ho lavorato tanti anni in questo mondo. E ci tengo alla meritocrazia. Prendiamo gli Allievi della Toscana: 9/11 arrivano dai Giovanissimi che vinsero l’ultimo Torneo delle Regioni. Ecco perché il discorso della programmazione è fondamentale. E poi non si può partire a lavorare da ottobre: già da ora bisogna fare scouting, andando, per esempio, a visionare i migliori 2004, 2003 e 2002 che saranno i protagonisti il prossimo anno al Torneo. A Caserta c’è Pino Ciontoli che lavora in modo incessante e produttivo con la rappresentativa provinciale, e si avvale della collaborazione di persone che amano davvero questo sport. A Salerno c’è Roberto Chiancone. Bisogna affidarsi a persone così, in grado di lanciare a livello regionale il meglio di cui dispongono. Siamo terra di talenti, e tanti ora si stanno facendo valere in grandi club. Questa Regione ha in sé ragazzi di grande valore e ha bisogno di persone che lavorino con l’obiettivo di farli emergere. Iniziamo, intanto, a partire dall’aspetto strutturale, magari andando a vedere come lavorano certe scuole calcio che si affidano a persone incompetenti. Nelle rappresentative occorrono tecnici. Ed è necessario che i vari gruppi per 2-3 volte al mese si ritrovino per gli allenamenti. I ragazzi man mano devono essere mentalizzati in modo diverso da quello che normalmente viene fatto in una scuola calcio. Dispiace che, prima della spedizione in Abruzzo, qualche dirigente federale si sia dimostrato un po’ troppo baldanzoso in qualche apparizione televisiva. Questi personaggi dovrebbero approfondire di più le cose, magari supportando i tecnici. Tutti conosciamo il valore di Gennaro Monaco, per esempio. Ma persone come lui vanno messe nelle condizioni giuste per lavorare. Esempio: un domani chiamano me come responsabile di una rappresentativa? Bene, se non arrivano i risultati devo avere anche l’onestà intellettuale di rimettere il mio mandato. Nel momento in cui accetto un incarico, chiedo conto di programmi, budget e strutture. E tutto deve partire adesso, non a settembre. Non mi scandalizza chi fa soldi lavorando: mi scandalizza chi distrugge un ragazzo bravo a beneficio di uno il cui papà è il banchiere di turno”.

DUELLO SAVOIA-AFRAGOLESE – “Nel calcio mettere insieme dei nomi non è che dia la certezza di vincere i campionati. L’Afragolese è stata costruita intorno a giocatori importanti ma bisogna capire cosa sia successo all’interno. Non dimentichiamo che c’è stato un cambio tecnico. Alle prime difficoltà la piazza ha iniziato a contestare Borrelli nonostante venisse da un campionato vincente a Portici. A volte le piazze importanti tagliano le teste agli allenatori senza dar loro il tempo di lavorare. Lo dico senza nulla togliere al bravo Coppola. Nuzzo, dal canto suo, ha garantito un campionato importante in una piazza importante. Tuttavia Torre Annunziata gli dovrà dare il tempo di programmare bene perché non si può pretendere di vincere tutto e subito. Ora aspettiamo il Sorrento. Solo loro possono suicidarsi. E poi credo che ad Agropoli non si sia programmato nel modo giusto. Nel girone B sono mancate le corazzate di un tempo, rappresentative anche di piazze importanti. Ma Sorrento, per il suo passato, merita di tornare in un calcio importante”.
L’ADDIO A CAMPOBASSO – “Le esperienze le inizio e le finisco io. Quando non ci sono più i presupposti e i programmi giusti, abbandono determinate situazioni perché, ovunque vado, sono abituato a metterci la faccia”.
SULLA VITTORIA DELL’AFRO-NAPOLI – “Nel calcio non si inventa nulla. Questo sport è programmazione. La società si è posta tanti anni fa un obiettivo e l’ha centrato. In questo tempo si sono strutturati proprio per raggiungere questi traguardi. Le meteore hanno vita breve. Infatti, ormai, di grandi presidenti ne sono rimasti pochi. Non si può pretendere che ogni anno qualcuno si sveni e faccia una squadra competitiva per vincere. Un presidente vince se programma”.

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