16 Maggio 2026
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Brescia-Avellino: il Pagellone dei Lupi

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Frattali 6. Il Brescia lo chiama poco in causa se non con iniziative telefonate sulle quali, comunque, fa sempre buona guardia. Chiaramente incolpevole sul gol di Antonio Caracciolo.

Pucino 5. E’ spesso in difficoltà con Embalo, che in una occasione lo salta pure beffardamente costringendolo ad un brutto fallo. Lo guarda passare in continuazione e, quando il coloured bresciano transita sull’altra corsia, è quasi una liberazione.

Chiosa 6. Da terzino sinistro fa una gara onesta e di grande applicazione. Solo in una circostanza non gli riesce il recupero su Kupisz, che per il resto è sempre ben limitato.

Jidayi 6,5. Prestazione monumentale che riduce ai minimi termini Geijo. Sempre bravo ad accorciare e veloce negli anticipi, rintuzza pure una conclusione a botta sicura di Morosini grazie alla lucidità nell’uscita. L’ex Juve Stabia dimostra di poter interpretare magistralmente anche il ruolo di centrale di difesa che quest’anno gli ha ritagliato Tesser.

Biraschi 6,5. Vale il discorso fatto per Jidayi, col quale l’intesa riesce perfetta al Rigamonti. Tanto da distinguersi nel primo tempo per una grossa chiusura su Embalo, tra i migliori delle Rondinelle.

Paghera 5,5. In fase difensiva si fa apprezzare di più perché, oltre a metterci dedizione, gli riesce di sbrogliare un paio di situazioni insidiose per i suoi compagni. Meno lucido in fase di impostazione, anche se ci mette lo zampino nell’azione che porta Mokulu ad un passo dal gol del pari. Nel primo tempo, però, sballa clamorosamente un lancio in verticale ed è uno dei suoi errori più evidenti.

Arini 5,5. Svolge solo il compitino e non ci mette quel dinamismo a cui ci ha abituati. Uno come lui può e deve fare molto meglio. E poi non gli riesce di sganciarsi in avanti con la stessa facilità palesata in altre gare, e bada soprattutto a contenere (in maniera comunque sufficiente).

Gavazzi 6. Performance più che sufficiente. L’assist a Tavano, in apertura di gara, è egregio, ma l’attaccante non lo capitalizza col gol. Le sue accelerazioni sono a volte micidiali e, in una di queste, nessun compagno è pronto a ricevere un traversone molto tagliato. Tenta anche si sbrogliarla dalla lunga distanza, quando possibile, e nella ripresa va vicino al centro personale con un bolide a giro tanto gustoso quanto sfortunato. Dal 65′ Bastien 5,5. Tanta buona volontà e nulla più. Tesser lo piazza come esterno sinistro nel disperato 4-2-4 finale ma il giocatore non trova mai spunti degni di nota.

Sbaffo 5,5. Tanto movimento ma poco costrutto. Nel primo tempo serve un pasticcino prelibato che Joao Silva decide di non gustare, ma è l’unico vero spunto della serata, nonostante l’indubbia generosità. E sul gol di Antonio Caracciolo, il rinvio di testa è maldestro e decisivo per le sorti infauste degli irpini. Dal 56′ Insigne 6. Più gioie che dolori per il fantasista napoletano, che rispetto a Sbaffo ha un altro passo e un’altra inventiva e la fa vedere con la fiondata con cui di presenta alla difesa lombarda. E’ vero che spesso vuole strafare e perde banalmente palloni importanti, ma in due occasioni serve a Mokulu degli autentici cioccolatini che l’attaccante non sfrutta. Nel primo caso, c’è uno sbandieramento dell’assistente che rende irrilevante la parata di Minelli sul colpo di testa di Benjamin, ma nel finale la gaffe della punta è clamorosa.

Tavano 5. In 55 minuti gli capita di toccare solo un paio di volte il pallone e, in un caso, la sua conclusione è troppo morbida per Minelli. Non è la sua serata e soffre di una scarsa intesa con Joao Silva in avanti. Dal 55′ Mokulu 5,5. Si presenta con una bordata da fuori area e, non fosse altro che per la generosità che ci mette nel fare a sportellate con gli avversari, meriterebbe la sufficienza. Ma l’errore nel finale, col piattone da distanza ravvicinata respinto da Minelli, è da matita blu. E decide negativamente la serata del Rigamonti. In questo caso, paradossalmente, il disimpegno affannoso di Calabresi magari lo disorienta un po’.

Joao Silva 5,5. Anche per lui serata da dimenticare. Si divora un gol a pochi passi da Minelli e talvolta denota anche ansia e impazienza. Con Tavano non c’è empatia, i due in pratica non si cercano mai e contribuiscono loro malgrado a non dare la giusta profondità all’attacco biancoverde. Statico e isolato.

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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