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Tre punti d’oro, che valgono una stagione. L’Aversa Normanna abbatte la Turris al Bisceglia (1-0), secondo pronostico, e vede finalmente la salvezza. Un traguardo difficile, voluto, ma oramai alle porte agli sgoccioli di una stagione piena di complicazioni. Troppo labili i corallini per impensierire la squadra di Mauro Chianese, ancora affaticata dalla trasferta di Lentini (da oggi la Sicula Leonzio è matematicamente in Lega Pro) ma sempre a guardia di una partita mai in discussione. Pur non brillando, hanno corso pochi rischi i normanni a fronte di un avversario che ha pensato ad onorare la sfida non portando con sé pretese urticanti o smanie di belligeranza. E che è caduto senza quasi combattere.
CAMBIO MODULO – Per il derby con la Turris, Chianese deroga dal consueto 4-3-3 per riproporre il 3-5-2 nel quale Esposito e Ciocia agiscono da quinti di difesa con Terracciano, Guastamacchia e Di Prisco a protezione del numero uno Lombardo. A Cigliano la regia, con Marzano e Trofo ai lati. In avanti, a Scalzone e Guillari è conferito il compito di tenere in apprensione la retroguardia corallina. Dall’altro lato, Giovanni Baratto schiera i suoi col 4-4-2: Tedesco e De Rosa si disimpegnano larghi in supporto del duo Varriale-Improta, con il gambiano, ex Berretti del Benevento, Joof Saikou in mediana insieme a Cavaliere. Al centro della difesa c’è l’ex Di Girolamo, assistito da Salvatore.
INIZIO SOFT – Ritmi lenti e aria vacanziera nella prima fase del match. Le squadre faticano a carburare e l’unica vera emozione la regalano i 50 tifosi della Turris che, accompagnati da una rappresentenza porticese, incitano i corallini senza soluzione di continuità. L’Aversa non si scopre, attende e studia come prendere le misure alla truppa di Baratto che, seppur timidamente, prova a scuotere la fiacchezza di una partita che non ha nulla da dire. Improta, servito da una punizione rasoterra di Salvatore, trova attento Lombardo, poi il siluro di Cavaliere sorvola la traversa. Piccole sollecitazioni che tuttavia non danno la sensazione di una supremazia chiara o almeno imminente.
LOMBARDO SUPER – E infatti i granata cominciano a risvegliarsi un po’ dal torpore e vanno vicini al vantaggio con un colpo di testa di Guillari nell’aria piccola sugli sviluppi di un corner: Joof salva sulla linea. Lo stesso attaccante sollecita poi i riflessi di Abagnale con una fiondata sottomisura ma è in fuorigioco. In campo c’è grande equilibrio e la Turris replica con un sinistro vellutato di Tedesco su calcio franco: Lombardo fa il miracolo e, in questo duello tutto affascinante tra ex Sorrento, ricaccia successivamente dalla porta l’angolo tagliatissimo dell’esterno corallino. I normanni, pur serrando bene i ranghi difensivi e lasciando poca profondità al quadrifoglio torrese, faticano a creare gioco. Ciocia a destra non sfonda quasi mai e lo stesso Esposito, a sinistra, deve badare principalmente a non scoprire troppo la corsia di competenza anche se in seguito il suo diagonale chiamerà Abagnale ad una respinta faticosa. La mediana bada di più alla fase di contenimento e, nonostante la posta in palio bruciante per i granata, la certezza è che solo un episodio occasionale può spostare gli equilibri.

TURRIS IN 10 – Ed è ciò che accade al 37′: sugli sviluppi di un lancio chilometrico, Salvatore e Abagnale riesumano la commedia degli equivoci e consentono a Scalzone di aggrapparsi disperatamente al pallone e di potersi involare a rete, il numero uno corallino lo abbatte e scatta il rosso automatico. Entra Atteo per Cavaliere e Baratto non rinuncia ai due attaccanti stringendo Tedesco e De Rosa a centrocampo. Ma il primo tempo finisce senza altri sussulti. Risultato giusto perché l’Aversa abbaia ma non morde e la Turris fa il compitino.
CAMBIA L’ASSETTO NORMANNO – Per Chianese arriva il momento di osare: l’Aversa si ripresenta con Del Prete al posto di Ciocia inserendo poco dopo il ’96 Cassetta per Trofo. Si passa al 4-2-4 con Esposito a destra e Cassetta a sinistra, mentre Cigliano e Marzano presidiano il centrocampo. I granata cambiano totalmente pelle e algoritmi, e iniziano a martellare i corallini fino allo sfinimento. Di Girolamo salva sulla linea su Terracciano, che aveva fatto irruzione in area con un’incornata prepotente, poi l’Aversa passa (11′): Marzano si fionda su un pallone vagante e Salvatore lo stende ingenuamente bucando i tempi dell’anticipo. Il penalty, concesso dal signor Esposito di Aprilia, è trasformato da Scalzone (palla da un lato, Atteo dall’altro). Per 15 minuti la gara vive una fase di anonimato assoluto: la Turris non ne ha più e neanche ha tanta voglia di rovinare la festa ai normanni che, dal canto loro, badano a far girare la palla con estrema oculatezza. Fatto sta che Chianese continua a muovere le proprie pedine come uno scacchista consumato e, sempre nel quadro del 4-4-2, Esposito torna a sinistra consentendo a Cassetta di arretrare sulla linea dei mediani con lo spostamento di Marzano a destra come esterno offensivo. Si torna quindi al 3-5-2 con Esposito richiamato ad allinearsi alla linea difensiva come quinto a sinistra.
RESA CORALLINA – Del resto, pur con una Turris non irresistibile, i granata cominciano ad accusare un po’ di stanchezza anche se la gestione della sfida è imperiosa per personalità e concentrazione. Per vedere una sortita corallina bisogna aspettare il 25′ ed è quasi un fulmine a ciel sereno: il cross dalla destra di Gallo è incornato alla perfezione da Tarallo (subentrato poco prima ad un Varriale spettatore aggiunto nel pomeriggio del Bisceglia) che manda il pallone a stamparsi sul palo dopo una palombella velenosa. Chianese getta quindi nella mischia Mariani richiamando Cigliano. Ci si attende un moto d’orgoglio della squadra di Baratto, ma è un’aspettativa vana. Lombardo è praticamente inattivo e la difesa può sonnecchiare senza ronzii esterni. I granata controllano agevolmente le operazioni, non soffrono mai e, quando possono, provano a depredare l’area avversaria. E Scalzone, dopo aver eluso l’intervento di Atteo, trova una buca maligna che gli impedisce di concludere a porta vuota (e di griffare il settimo gol stagionale) consentendo al pipelet ospite di riprendersi la sfera. Poco o nulla da segnalare nel finale: mentre gli ultras corallini danno il via alle contestazioni verso la società, Di Girolamo spedisce alto un fendente da oltre 40 metri per poi, in pieno recupero, pescare con un arcobaleno gustoso De Rosa il quale, da posizione defilata, conclude di prima intenzione trovando però il muro granata pronto a rifugiarsi in corner.
A PICCOLI PASSI VERSO LA GLORIA – Solo due tappe separano i normanni dal traguardo, che a questo punto è una mera formalità nonostante il blitz del Roccella a Cava (e in considerazione dei tre punti che arriveranno a tavolino per l’abbandono del Due Torri). Nella giornata di ieri, peraltro, la Corte Federale d’Appello aveva restituito al club il punto di penalizzazione comminato a febbraio dal Tribunale Federale Nazionale per una vecchia vertenza con l’ex trainer Salvatore Marra. Per la Turris, l’ennesimo capitolo di una annata fallimentare per programmi, proclami ed investimenti annunciati. In settimana, come noto, si era dimesso tutto il vertice societario (il Dg Calce, il Responsabile dell’area tecnica Mascolo, il Ds Vitaglione e i dirigenti Scarlato e Colantonio) e lo stesso presidente Giuseppe Giugliano, dopo le recenti contestazioni, ha annunciato la volontà di passare la mano. “Non cedo il titolo al Comune, chi vuole rilevarlo si rivolga al gruppo Aggregazione Ultras“, il suo muro contro muro. Era partita tra fanfare e frecce coralline l’avventura della Turris. E’ finita con la richiesta ai giocatori di ridursi i compensi per lasciare il club quanto meno indebitato possibile, visto il naufragio di tutti gli obiettivi stagionali e il disimpegno dell’attuale proprietà. Sarà un’altra estate bollente a Torre del Greco.
Stefano Sica
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