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Uomo vero…“I miei gol li dedico sempre alla Sardegna.
Ho avuto e continuo ad avere una regione che mi segue, che gioisce con me se gioco bene e forse soffre se gioco male.
E’ un discorso che va oltre il calcio. Ed io me ne sento profondamente partecipe.
Non sono nato a Cagliari ma è come se lo fossi. Non è neppure un debito di riconoscenza: è un amore ricambiato.
Sento l’amore dei sardi verso di me, lo sento quando sono in campo e quando calcio a rete. Mi aiuta, mi dà forza.
A Cagliari non mi sono affezionato solo ai colori rossoblu della società: hanno un valore infinitamente minore dell’amore della gente umile.
E’ a questa specie di comunione fra me e la Sardegna, per nulla legata al calcio, che io do valore.
Dopo aver conquistato lo scudetto potevo andarmene dalla Sardegna, ma avrei tradito i pastori che arrivano allo stadio in sella a biciclette sgangherate e che mangiano fuori dalle mura di cinta pane e formaggio, le donnette vestite di nero che mi portano fiori all’aeroporto quando sto per partire o che mi invitano a tenere a battesimo il nipotino.
Sono il simbolo di una regione che mi ha eletto figlio adottivo.
Così sono rimasto e credo che saranno questi sentimenti a tenermi legato alla Sardegna”.
Gigi Riva
Ci sarebbero tante cose da dire, ma forse le ha già dette tutte lui.

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