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Nonostante la sconfitta, sono tanti i motivi di soddisfazione per Pasquale Santosuosso, trainer dell’Agropoli che, al termine del match perso allo Ianniello con la Frattese, si ferma ad analizzare gli spunti più interessanti del derby con FootballWeb. “Noi siamo una squadra giovanissima e, se ci troviamo in questa posizione di classifica, evidentemente qualche problema ci sta – ci dice -. Ma tutto questo divario tra noi e loro non si è visto. La Frattese è team più esperto e davanti è messa davvero bene. Noi abbiamo mancato 3-4 occasioni nitide. I se ed i ma nel calcio non esistono ma potevamo mettere la palla dentro in una di queste situazioni. Anche nel secondo tempo avevamo iniziato bene prima di regalare un altro gol col nostro portiere che è uscito malissimo”.
Si è avvertita l’assenza di un terminale offensivo efficace?
“Noi un attaccante di peso non lo abbiamo. E contro il Gragnano non avremo neanche Manfrellotti che è stato ammonito e sarà squalificato. Nel ruolo non abbiamo neanche un ragazzino. Avessimo avuto in organico un elemento in grado di assicurare almeno una decina di gol finora, ora staremmo in zona play-off”.
Sullo 0-2 forse c’è stato un calo psicologico.
“Abbiamo regalato i primi due gol nei momenti più importanti della gara, ci poteva stare. Ma anche sullo 0-3 abbiamo ripreso a giocare, si è fatto gol e si è sfiorato quello del 2-3. Ma la partita era ormai compromessa”.
Parliamo di singoli: Chiariello e Laezza su tutti a nostro avviso.
“Chiariello, pur essendo un ’96, è un giocatore di altra categoria. Concordo anche su Laezza. Ma, ripeto, eccetto l’attacco abbiamo fatto tutti una buona gara. Anche Cristiano ha giocato bene. Però siamo riusciti a complicarci tremendamente la vita. Si è perso, credo, più per colpa nostra che per meriti della Frattese che, comunque, resta una squadra forte che non a caso sta in testa alla classifica. A Siracusa abbiamo sbagliato tanti gol e fallito un penalty, per poi perdere la partita al 94′ su rigore. Questo significa che la squadra è viva ma paga il fatto di essere troppo giovane. Dovremmo capitalizzare di più ciò che costruiamo. Ma non c’è chi la butta dentro e dobbiamo fare di necessità virtù”.

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