Views: 13

Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo il giorno in cui si consumò la più grande delle tragedie all’interno degli stadi italiani. Il 7 Giugno 1981, la Sambenedettese, squadra di San Benedetto del Tronto, nelle Marche si giocava l’intera stagione per festeggiare la promozione in serie B. La formazione allenata da Nedo Sonetti aveva bisogno solo di un pareggio contro il Matera per stappare lo champagne. I tifosi, quel giorno, prepararono una meravigliosa coreografia con fogli di giornali per ringraziare nella giusta maniera ogni calciatore. Tuttavia, nessuno poté immaginare cosa sarebbe accaduto poco dopo. Allo Stadio Ballarin, infatti, divampò un incendio nella curva sud (probabilmente causato da qualche bengala). Come prevedibile, le fiamme aumentarono sempre più a causa degli stessi fogli di giornale preparati dai tifosi. Nella calca della gente, pronta a fuggire da una situazione imprevedibile, rimasero intrappolate circa 3500 persone. Inoltre, sfortunatamente, non fu trovata subito la chiave del cancello che separava la curva sud dal campo ed a questo si aggiunse, poi, il mancato funzionamento dell’idrante più vicino. Le vittime furono Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri. Decine e decine, i feriti. Il match terminò sul punteggio di 0-0, ma, giustamente, nessuno volle festeggiare una gara che divenne da subito tragedia. Il rogo cominciò alle 17.00, per poi terminare alle 17.16. Furono attimi di terrore ed in quel quarto d’ora, ambulanze, taxi ed auto furono pronte a trasportare i feriti ai pronti soccorsi più vicini. L’arbitro del match, Paolo Tubertini di Bologna, decise di far disputare, ugualmente, la gara in accordo con entrambe le società. Emidio Lattanzi, giornalista italiano, realizzò un documento sul quotidiano online La Nuova Riviera a distanza di 35 anni dal tragico incidente. In particolare, lo stesso direttore di gara che all’epoca fu protagonista di quei momenti infernali, dichiarò che la decisione di far giocare ugualmente le due formazioni avrebbe evitato l’uscita di tifosi dall’impianto. Questi ultimi, infatti, avrebbero sicuramente ostacolato i soccorsi. Inoltre ad Il Resto del Carlino, storico giornale bolognese, lo stesso Tubertini raccontò gli attimi vissuti in prima persona dal campo. Attimi che meritano di non essere dimenticati. Come non meritano di essere dimenticate le due vittime dell’accaduto. Quest’articolo è dedicato alle suddette Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri, ennesime vittime del calcio, sport che non dovrebbe avere nulla a che fare con la parola morte, ma che spesso ci costringe a scrivere anche articoli che non vorremmo mai. Quelli che ti fanno restare con un nodo in gola, sperando di aver omaggiato nel giusto modo le innocenti vittime delle tragedie sportive.


Lascia un commento