16 Maggio 2026
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Accadde oggi: il Manchester United e il disastro aereo di Monaco di Baviera

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I “Busby Babes”, squadra del Manchester United del 1958

Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo un episodio tragico che non avremmo mai voluto raccontare. Stiamo parlando del disastro aereo che accadde il 6 Febbraio del 1958 a Monaco di Baviera. Innanzitutto c’è da premettere che il Manchester United faceva ritorno dalla gara di Coppa Campioni in trasferta con la Stella Rossa di Belgrado terminata per 3-3 (lo United si qualificò alle semifinale nella stagione 1957/1958 avendo vinto in casa per 2-1). Già nella precedente edizione, gli inglesi furono sconfitti dal Real Madrid in semifinale (i blancos, poi, vinsero l’edizione). Torniamo, però, al rientro da Belgrado. In primis, il volo fu ritardato di un’ora a causa del fatto che il calciatore del Manchester Johnny Berry aveva perso il suo passaporto. Lo scalo a Monaco di Baviera era già previsto affinchè l’aereo si rifornisse di carburante. Il pilota James Thain provò a decollare due volte, senza, però, riuscirci a causa di un surriscaldamento del motore sinistro. La terza volta ci provò in un tratto più lungo della pista, inutilizzato dagli aerei di linea. Il volo 609 della British European Airways dapprima raggiunse i 217 km/h, per poi decrescere fino a 194 km/h velocità insufficiente per spiccare il decollo. L’aereo si schiantò contro le recinzioni dell’aeroporto e travolse una casa vuota. Morirono ben 23 passeggeri dei 44 passeggeri. L’aereo aveva a bordo, infatti, i calciatori del Manchester United allora soprannominati “Busby Babes”L’allenatore dell’epoca Matt Busby aveva le redini di una squadra la cui età media era davvero molto giovane e, inoltre, sopravvisse all’incidente. Inoltre, morirono 8 calciatori del Manchester United: Geoff Bent, Roger Byrne, Eddie Colman, Duncan Edwards, Mark Jones, David Pegg, Tommy Taylor, Liam Billy Whelan. Il pilota Thain fu indagato dalle autorità tedesche per non aver sbrinato le ali, anche se i testimoni affermarono tutt’altro. Il processo proseguì fino al 1968 quando almeno per le autorità britanniche lo stesso Thain era esente da ogni tipo di responsabilità. Infatti la neve finita sulle parti aeree derivava dalla stessa pista resa quasi impraticabile dalla stessa. Il pilota fu licenziato dalla BEA (British European Airways) e tornò alla sua vita di sempre. Una tragedia che rimane molto sentita da tutto il mondo, come quella del Grande Torino e quella recentissima della Chapecoense. Non si dovrebbe mai morire per l’amore verso il calcio e verso lo sport in generale. Questo articolo vuole rendere omaggio a chi morì in quel tragico scontro. Ai giornalisti, ai sostenitori presenti nel volo 609 e, ovviamente, come già detto, ai calciatore dello United. Ci piace pensare che quell’anno il Manchester United avrebbe vinto la Coppa Campioni. Ci piace pensare che non si dimenticheranno mai le persone il cui destino si è spezzato senza motivo, senza una spiegazione che sia ragionevole. Ci uniamo quest’oggi nel loro ricordo. Oltre il danno anche la beffa in quanto si trattava di calciatori giovanissimi. Ci auguriamo che questi episodi possano non accadere più. Ci auguriamo che il calcio (e la vita in generale) possa essere oggetto di tragici incidenti sempre di meno. Concludo l’articolo dicendo che il calcio deve unire ed è importante che con il calcio si possa reagire a tali incidenti come ha fatto il Grande Torino, come ha fatto il Manchester United e come ha fatto la Chapecoense. Tifosi pronti ad essere sempre presenti affinchè tali tragedie lascino sulla pelle dei sopravvissuti solo delle leggere cicatrici. Che il calcio unisca. Sempre.

Un quotidiano inglese racconta del tragico avvenimento
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