20 Settembre 2026
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A tu per tu con Marica Longini

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Abbiamo incontrato l’affascinante Avvocato Marica Longini. Marica è un avvocato di diritto sportivo famosa al grande pubblico per essere ormai  da anni, come ammette lei stessa, ospite di tante trasmissioni sia su emittenti private che su Rai e Mediaset. Marica in passato è stata ospite fissa del Processo di Biscardi e di Quelli che il calcio note trasmissioni sportive a respiro nazionale. Quest’anno lavora per il programma B come Sabato su Rai 2  e per TeleLombardia. La Longini è una tifosissima della Lazio e ci illustra quali sono le aspettative della squadra capitolina per questa stagione e chi lotterà per il secondo posto. Ritiene Mancini l’uomo giusto per la Nazionale e la Var un’ottima lotta agli errori dei fischietti.            

Sei un affermato avvocato nel mondo del calcio quando e come ti è venuta l’idea di percorrere questa strada?

Sono avvocato da un bel po’ di anni, non ti dico da quanto altrimenti scopri la mia età…ahahahah..’come se non si sapesse già!   

L’amore per il calcio è nato quand’ero piccola, andavo allo stadio di  Via Del Mare per seguire il Lecce con mio papà (era il grande Lecce di Barbas, Pasculli,ecc…), il quale mi spiegava il modulo adottato dal mister, i vari ruoli dei giocatori, com’erano messi in campo, il perché di un’ammonizione, di un’espulsione, cos’è il fuorigioco.

Poi, come ha detto lui stesso, l’allieva ha superato il maestro!  

Successivamente, una volta cresciuta, ho deciso di studiare giurisprudenza alla Cattolica di Milano e, da lì, poi il passo è stato breve, perchè ho coniugato la mia passione per il calcio, che nel frattempo cresceva sempre di più, con quella per il diritto. 

La professionalità, la metodicità, l’impegno costante, che solitamente metto in tutto ciò che faccio, ripagano sempre e il successo è arrivato. 

Sei nota anche per essere un’ opinionista televisiva come ti trovi in questa veste

Beh, direi che mi trovo benissimo, è una vita che lo faccio, come ben sai! 

Attualmente collaboro, in particolare, con Telelombardia, il mio primo amore, e la Rai (da quest’anno è partita la trasmissione “B come Sabato” su Rai 2).

Esattamente sono almeno 11 anni che faccio l’opinionista sportiva televisiva, ho cominciato con Telelombardia, per poi passare subito in Rai a “Quelli che il calcio”, ho collaborato con la grande Simona (Ventura) per un paio di anni, poi con Nicola (Savino) per altrettanti due, seguendo sempre la Lazio (la mia squadra del cuore, com’è ben noto),  come ospite in studio o inviata e, nel frattempo, sono passata a 7Gold, dove ho trascorso 5 anni, lavorando anche con il grande Aldo Biscardi al suo “processo”, appunto.   

Da lì, poi, ho fatto tante ospitate televisive, sia in Rai che in Mediaset, anche in programmi che non si occupavano (e non si occupano tuttora) di calcio, come, ad esempio, “Avanti un altro”, condotto maestralmente da Paolo Bonolis. 

Sei una grandissima tifosa della Lazio come giudichi l’ultima campagna acquisti dei biancocelesti

Il vero colpo fatto dalla Lazio riguarda il centrocampo ed è stata la permanenza di Milinkovic-Savic, oltre ad aver rinforzato quel reparto con l’acquisto di Berisha e Badelj. Certo è che Sergej non è neppure l’ombra del talentuosissimo giocatore dello scorso campionato, il ragazzo da “150 miloni di euro”, che faceva gola a mezza Europa. Poi c’è da dire che in Italia non abbiamo certo molta pazienza e, già dalle primissime partite, la maggior parte degli opinionisti e giornalisti sportivi hanno paragonato il suo caso a quello di Belotti, pur trattandosi di calciatori aventi ruoli diversi.

Altro colpo della mia squadra del cuore è stato quello di trattenere Immobile, rinnovandogli il contratto con l’aumento dello stipendio, nonché quello di non cedere Luis Alberto, che, tuttavia, non sta dando, nella maniera più assoluto, l’enorme contributo dello scorso anno.   

L’acquisto di Correa per dare man forte al reparto offensivo, cercando di sostituire alla meglio Felipe Anderson ceduto al West Ham, si sta rivelando proficuo nelle ultime partite, anche se, a mio avviso, non basta per sostituire le brillanti prestazioni del brasiliano (soprattutto nella seconda parte della stagione 2017/2018) che ora gioca in Premier. Tuttavia, Simone (Inzaghi) ha la capacità di mescolare bene le sue carte, per cercare di ottenere il massimo rendimento.

Passando al reparto difensivo, l’acquisto di Acerbi, che sta facendo vedere tutta la sua diligenza, voglia di fare, professionalità, non ha colmato le lacune difensive dovute alla cessione di De Vrij.

Milinkovic Savic, un brutto inizio di stagione.  Il motivo?

Sergej (Milinkovic Savic) è senz’altro un grande giocatore, considerando l’età, le sue potenzialità, dotato di fisicità nonchè di tecnicismo. L’ha dimostrato ampiamente nello scorso campionato, attraverso le sue incursioni non solo a centrocampo, visto che nasce come centrocampista, realizzando un numero di gol impressionante sia quantitativamente che qualitativamente, nonchè assist rilevanti, dimostrando di essere un grande finalizzatore anche di testa.

Tuttavia, quest’anno il giocatore più quotato della formazione biancoceleste nonchè uno dei migliori nel suo ruolo in Italia nello scorso campionato non sta brillando come nell’ultima stagione, ed, insieme a lui, anche Luis Alberto, l’altra stella della squadra di Inzaghi, e, con loro, un pò tutta la Lazio.

Proviamo a capirne i motivi. 

L’eccessivo bisogno di affidarsi ai due rifinitori principali, che stanno passando un momento di forma per niente brillante, può essere anche causa di rilassamento nei comprimari e della scarsa intraprendenza che servirebbe per risolvere situazioni in cui l’appoggio verso il compagno più dotato non è agevole.

Quei giocatori più carismatici che non vengono influenzati da questa tendenza, come ad esempio Lulic, espongono comunque i loro limiti tecnici nei momenti fondamentali. Questa difficoltà nel diversificare la propria manovra offensiva contro squadre che la costringono ad un possesso palla consolidato nelle zone avanzate, unita all’insicurezza nell’esecuzione di gesti tecnici e tattici individuali, può essere considerata una valida causa del periodo poco felice della Lazio.

Luis Alberto e Milinkovic Savic dovrebbero ritornare ad emergere, colmando il gap produttivo rispetto alla tendenza dello scorso campionato e lo stesso Inzaghi dovrebbe magari rischiare un po’ di più, modificando alcuni dei punti fermi del suo gioco, al fine di disimpegnare le sue due stelle, al momento poco lucide, dall’onere di essere la risorsa offensiva principale. In questo modo potrebbe dare maggiore coraggio al resto della squadra, tornando magari al sistema ultra rodato, una volta riguadagnate fiducia e sicurezza.

Il presidente Lotito è un uomo particolare, cosa pensi di lui

Ho un buon rapporto con Lotito. Ho sempre seguito la Lazio dappertutto da quando è iniziata la sua gestione, andando già il sabato in ritiro e, cercando, in tal modo, di essere presente, magari solo il sabato sera e/o la domenica mattina (quando giocano ovviamente la domenica,) anche quando sono impegnata a commentare le partite della mia squadra del cuore, in radio o in tv. 

Ricordo anni fa, quando c’era mister Reja, mentre tutti i giocatori erano già a dormire ovviamente, il sabato sera si giocava a burraco con lo stesso mister, il mitico Maurizio Manzini, alcuni medici della Lazio e altri dello staff. Era molto divertente! 

Certo, per molti laziali e non, Lotito è un presidente un pò singolare, per il suo modo di interagire con la stampa, e non solo (sono tanti i laziali che non lo amano). Tuttavia, io penso che, visto che nel calcio sono sempre meno gli investitori seri, dobbiamo tenerci stretto Claudio Lotito, perchè, grazie anche all’apporto di Igli (Tare), scelto sempre da lui come DS da svariati anni, la Lazio riesce a fare buone/ottime stagioni,raggiungendo anche obiettivi importanti, nonostante non abbia una rosa molto ampia, su cui contare per affrontare gli impegni del campionato nonchè quello dell’Europa League.

Se un giovane volesse intraprendere la tua carriera che suggerimenti gli daresti?

Innanzitutto gli direi che è necessaria una grande passione, come in tutti gli ambiti, questo in particolare per le difficoltà che si incontrano, grande tenacia e immensa determinazione, nonchè competenza, professionalità e, prima di ogni cosa, grandissima capacità di fare pubbliche relazioni!!! Parte tutto da qui, se non si è in grado di interagire nel modo giusto, studiando e aggiornandosi sempre per fare l’avvocato, in questo caso di diritto sportivo, per parlare in tv di calcio a 360°, sapendo di avere a che fare con un pubblico sempre più aggiornato e, giustamente, esigente, e, per fare il procuratore sportivo, andando ad assistere di persona a partite di tutti i livelli, di tutti i tipi, in diversi continenti, come ho fatto io e faccio ancora, andando da sola in Uruguay, Paraguay, Cile,Argentina, Brasile, per arrivare, prima degli altri su un determinato giocatore e poter prendere seri contatti col club in cui gioca e con il procuratore o i procuratori che lo assistono, quasi sempre, in quei paesi, titolari del cartellino del calciatore medesimo, senza limitarsi a vedere i video caricati su you tube, non si può intraprendere nessuna delle attività su menzionate.

Ci vuole grande energia, grandi capacità volitive in ordine agli obiettivi da raggiungere, un pò come in tutti i campi, ma in questo, in particolare, essendo pieno di “squali” (ride). Altra cosa fondamentale è cercare di mettere tutti gli accordi/contratti o pre contratti per iscritto, in modo da potersi tutelare in maniera adeguata.

Capitolo secondo posto, chi vedi favorito per questa posizione?

Premesso che non piace né a Spalletti, né ad Ancelotti l’epiteto di Anti-Juve, perché non ci si può confrontare con i più forti che da sette anni non solo vincono ma dominano il campionato, penso che sia l’Inter che il Napoli stiano disputando ottimi matches, sia in campionato che in Champions League. Entrambe le squadre hanno acquisito la consapevolezza di essere forti, di giocare bene a calcio, di avere, nel caso dell’Inter, una difesa blindata, con De Vrij che è il nuovo mattone inserito nel muro già eretto da Skriniar, oltre ad un goleador come Maurito Icardi, nonchè un ottimo centrocampo e l’abilità di Spalletti di ruotare i propri uomini, l’esempio ne è Miranda, nel caso del Napoli, un gruppo che, già ai tempi di Sarri, era abituato ai piani alti, e, anche se ha perso Jorginho e Reina, ha acquistato Ruiz e Verdi, e, poi, ha la punta di diamante che è ovviamente Lorenzo Insigne, proficuo mai come quest’anno, per non parlare del contributo dato da Mertens, Milik e Callejon, senza contare l’abilità a vincere di Carletto Ancelotti, che oramai fa parte del suo DNA, campione già in Italia, Inghilterra, Francia, Germania, tre volte in Europa.

Roberto Mancini è l’uomo giusto per la Nazionale?

Sì, è l’uomo giusto per due motivi fondamentali: 1.ha le caratteristiche ideali per guidare la Nazionale, dopo il terribile tracollo subito sotto la Presidenza di Tavecchio, vale a dire, competenza, entusiasmo, carisma, capacità di dialogare molto con la squadra, equilibrio,buon senso. 2. quando ci si pone una domanda del genere, occorre, in particolare nello specifico, sempre chiedersi chi potrebbe prendere il posto del tecnico della Nazionale, chi potrebbe essere meglio di Mancini, essere libero, quindi non vincolato ad alcuna squadra, e chi, in possesso dei due elementi essenziali su citati, accetterebbe un incarico simile, senz’altro gravoso e pieno di enorme responsabilità.

Var, cosa pensi di questa procedura?

E’ una procedura (introdotta dal precedente presidente della FIGC) che, dopo un periodo di rodaggio, nello scorso campionato,direi che è oggi indispensabile per prendere alcune decisioni in merito a determinate azioni di gioco. Certo, occorre ridurre il gap tra la sua applicabilità e la discrezionalità che, a volte, la fa da padrona su determinate situazioni più controverse. Nonostante ciò, penso che sia un ottimo strumento di valutazione e spero che venga presto introdotta la normativa per la sua utilizzazione anche nel resto dell’Europa, per partite di Champions ed Europa League. 

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