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“Adesso, quando guardo indietro, mi rendo conto di quanto io sia stato privilegiato. Di quanto sia stata fortunata la vita che ho vissuto.
È stata un’esistenza movimentata, la mia, caotica,
complessa, faticosa ma ricca di emozioni, in cui non ho mai avuto il tempo di annoiarmi.
Il tempo è volato.
Anche se non li vedevo spesso, con i miei figli ho cercato di mantenere un rapporto equilibrato.
Mai fatto dei favoritismi, tanto che mio figlio Massimo, veniva preso in giro dagli amici perché se doveva andare alla partita si comprava i biglietti:
«Ma come?» gli dicevano, «il figlio di Mazzone paga per entrare allo stadio?»
Mi fa ancora sorridere di tenerezza il ricordo di mia figlia Sabrina che una volta si mise addirittura in coda e aspettò il suo turno per avere un mio autografo…”
Quanto ti vogliamo bene, Carletto.

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