16 Maggio 2026
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Con il giovane dirigente teramano, Federico Carboni: “Circoscrivere le scommesse alla A e la B. Occorrono più controlli se si vuole ripulire il sistema. Teramo ha sognato sempre la B, per il bene della città auspico che l’inchiesta si archivi in fretta”

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Intervista di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


Ci risiamo! Ancora una volta il calcio è scosso da fenomeni di scommesse illegali. Non c’è mai fine allo scandalo e, in questi giorni, la bufera imperversa dalle parti dell’Etna. È il Catania la squadra indagata che, secondo quanto emerso, avrebbe comprato alcune partite per non retrocedere in Lega Pro. Ci sono intercettazioni scottanti, che vedono coinvolti il presidente Pulvirenti, l’amministratore delegato Cosentino e l’ex diesse Delli Carri, tutti finiti ai domiciliari. Ormai quasi ogni mese vengono fuori queste nefandezze, queste abiezioni e la già minata credibilità del mondo del calcio si logora ulteriormente. Questi episodi possono macchiare anche le favole che si scrivono sul campo, come quella del Teramo che, approdato in B, è assurto in prima pagina per il calcioscommesse, nel mirino la gara di Savona che ha sancito la promozione dei biancorossi. Per fare il punto generale della situazione, contattiamo proprio un teramano doc, Federico Carboni, giovanissimo dirigente attualmente all’FC “G. Bonolis”, scuola calcio affiliata alla Roma.

La prima questione che affrontiamo riguarda proprio tutte queste inchieste legate al calcioscommesse che stanno inquinando il mondo del calcio: “Sinceramente non sono molto sorpreso da tutti questi scandali, è un meccanismo destinato a continuare fin quando non saranno messi rigidi paletti di controllo. In questo caso, convengo con le parole di Damiano Tommasi, il quale ha affermato che, da quando si è iniziato a scommettere anche su gare di serie D, si è perso il controllo della situazione. Il problema non sono solo le scommesse ma anche e soprattutto la compravendita che esula dal gioco e va contrastata con la collaborazione delle istituzioni e soprattutto con pene esemplari e definitive inerenti alla giustizia e non solo squalifiche a livello sportivo. Per me anche le gare di Lega Pro dovrebbero essere abolite dalle scommesse, ritengo che si semplificherebbero le cose se ci si fermasse alla cadetteria. Sarebbe molto più facile tenere sotto controllo le gare di serie A e di serie B, scendendo di categoria potrebbero iniziare i problemi, a maggior ragione in campionati, come quelli di quarta serie, dove ci sono molte sfide regionali. Il sistema non viene cambiato senza interventi drastici con le dovute e necessarie misure di controllo, e se non si cambia vuol dire che a qualcuno fa comodo. Il fenomeno affonda le sue radici da molti anni addietro, e gli ultimi filoni di inchiesta non sono che propaggini di un seme viziato che seguita ad attecchire ma che bisognerebbe sradicare. In questo senso, le federazioni e le istituzioni sportive stanno facendo scena muta, l’unico ad esporsi veramente e a metterci la faccia più degli altri è stato il presidente della Lega di B, Andrea Abodi, oltre a lui si è esposto molto anche Francesco Baranca, segretario della Federbet, la cui opera di controllo e segnalazione è quasi sempre rimasta inosservata”. Ad essere penalizzata è sempre la parte sana di un mondo che da sport è diventato un vero business: “C’è da constatare, con un velo di tristezza, che le vittime sono tutti coloro che vivono e seguono con passione il calcio, mi riferisco ai tifosi. Purtroppo, devono assistere a spettacoli circensi quando vorrebbero provare emozioni vere, mentre gli vengono ammanniti prodotti finti, preconfezionati e qualcuno deve rispondere di tutto questo. Si rischia di fare retorica, e non è proprio il caso, ma i tifosi sono la parte pulita del calcio, loro ci mettono la faccia, la passione, rinunciano ad altro e per cosa? Per assistere a partite di cui si combinano i risultati, questa storia deve finire una volta e per sempre”.

Da teramano, ha accolto con gioia ed entusiasmo la storica promozione della squadra della sua città nel campionato cadetto. Ma quanto preoccupa il filone di inchiesta che vede coinvolto anche il club abruzzese? “Possiamo dire che dai documenti ufficiali non risulta nulla, ma ci sono semplici avvisi di garanzia. Prima di fare giustizialismo, bisogna attendere l’esito delle indagini. Auspico che tutta la situazione finisca in una bolla di sapone, sperando che il Teramo disputi il campionato cadetto conquistato sul campo, anche se si teme una penalizzazione da parte della giustizia sportiva. Per quanto riguarda la promozione, be’ è stato un grande successo per tutta la piazza e che parte sicuramente da lontano, precisamente dal 2008, da quei ventidue ragazzi che calcarono i campi di Promozione. Ecco perché dico che è un percorso che va avanti da anni e che, di promozione in promozione, ha portato la maglia biancorossa ad issarsi tra i cadetti. I meriti vanno distribuiti tra tutte quelle persone che hanno contributo a che la macchina girasse nel verso giusto, sicuramente la vittoria del campionato di Lega Pro ha sorpreso un po’ tutti, ma questo è il bello del calcio. Nessuno si sarebbe aspettato un Teramo primo in classifica al termine del campionato, sbaragliando la concorrenza di club dal grande blasone”. Meglio parlare di calcio e delle sorprese che sa regalare (quando non viene sporcato dalle combine). Il Teramo era partito male in campionato, l’impatto con il professionismo sembrava essere stato molto duro, si pensava che ci sarebbe voluto un po’ di tempo per acclimatarsi, invece, improvvisamente si è spiccato il volo. Questo il pensiero di Federico Carboni: “Sicuramente le due sconfitte iniziali hanno fatto suonare un campanello d’allarme, ma lì è subentrata la bravura e l’intelligenza del tecnico Vivarini che è riuscito a tenere compatto l’ambiente che, perdendo un’altra partita, avrebbe potuto generare malumori. Dopo gli stenti iniziali, il cammino è stato un crescendo che non si più arrestato e, con la crescita dell’entusiasmo, sono cresciuti anche i risultati. Un plauso allo staff tecnico per l’ottimo lavoro profuso, ma la copertina è tutta per i due attaccanti, Lapadula e Donnarumma, che si sono completati a vicenda facendo la differenza sul rettangolo di gioco”. Da lui che lavora a stretto contatto con i ragazzini, ci facciamo dire quanto sia importante educarli ai sani valori dello sport in modo che possano crescere con una mentalità tale da rifiutare qualsiasi infiltrazione che puzzi di marcio: “Nelle scuole calcio si vive ancora lo sport in maniera pulita e spensierata. Il ragazzo arriva agli allenamenti prima di tutto con lo spirito di divertirsi e bisogna capire che, soprattutto in tenera età, il risultato passa in secondo piano, anzi, serve di più inculcare una mentalità per cui una sconfitta non è un dramma ma un trampolino di lancio da cui ripartire. Bisogna uscire da logiche ancorate ad una mera competitività, e per questo lavoro sono fondamentali gli istruttori. I quali devono saper fare anche gli animatori, perché ciò che conta è che i ragazzi, sia dopo gli allenamenti che le partite, tornino a casa con il sorriso, indipendentemente dal risultato, ripeto. L’istruttore è anche una figura di supporto alle famiglie nonché quella che cura la crescita dei ragazzi entrando in una sintonia da tale da diventare un punto di riferimento cui potersi rivolgere sempre”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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