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Centottanta minuti decisivi per il Napoli per agguantare la qualificazione alla Champions. Contro un altra squadra già retrocessa, il Cesena, gli azzurri hanno evidenziato gli stessi limiti caratteriali dimostrati contro il Parma. Anche stavolta la squadra di Benitez, oggi in tribuna, va prima in svantaggio e dopo aver ribaltato il risultato concede ancora un altro gol agli avversari chiudendo il primo tempo sul pareggio. Nel secondo tempo poi, la qualità tra gli organici viene naturalmente fuori ed allora i romagnoli sono costretti a capitolare, ma il Napoli non va oltre il 3 a 2 e fino al fischio finale i tifosi azzurri rivedono i fantasmi della notte di Kiev. Continua a latitare la convinzione dei propri mezzi, in molti frangenti la personalità che trasmette questa squadra è di poco superiore a quella di un fringuello, gli avversari ormai lo hanno capito e riescono a mettere in difficoltà il reparto arretrato senza nemmeno impegnarsi più di tanto. A questo punto dopo aver impattato e vacillato contro avversari retrocessi, le perplessità su una vittoria allo Juventus stadium anche se al cospetto di una Juve 2 reduce dalla finale di Coppa Italia, sono più che fondate. L’opacità dei regolamenti italiani nelle gare conclusive dei tornei, permetterà a Lazio e Roma di conoscere in anticipo il risultato della gara di Torino e allora il Napoli ed i suoi tifosi comprenderanno che non si è più padroni del proprio destino, il biscottone romano sta già in lievitazione, speriamo che lunedì non lo infornino, perché altrimenti l’ultima partita contro la Lazio sarà utile solo ai contestatori. Con il Dnipro gli azzurri hanno avuto diverse attenuanti tra sfortuna e gol irregolari regalati dagli arbitri agli avversari, ma a Parma si è compromessa una stagione.
Gianni Pagnozzi

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