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Si attende solo l’ufficialità, il nero su bianco, ma Nikola Maksimovic sarà il primo rinforzo del Napoli a gennaio. Il calciatore arriva dal Torino di Giampiero Ventura, con la formula del prestito fino a giugno e il diritto di riscatto. I due patròn, Aurelio De Laurentiis e Urbano Cairo, si sono accordati per due milioni subito e circa sedici a giugno. Il Napoli potrebbe spingersi anche fino a venti, perché il giocatore è gradito a Maurizio Sarri e la dirigenza partenopea punta sul desiderio del difensore serbo di misurarsi in una grande piazza. Ramadani, il suo agente, è atteso in Italia a giorni. Il Napoli ha fretta, c’è l’esigenza di coprire il ruolo di quarto centrale dopo Albiol, Koulibaly e Chiriches, perché nel frattempo Henrique è tornato in patria, in Brasile, accasandosi al Fluminense. Per caratteristiche fisiche e tecniche, Maksimovic sembra il candidato ideale. Fisico robusto e centimetri (è alto un metro e novantatré), può giocare sia come centrale di difesa che come centrocampista arretrato, a protezione della retroguardia. Ha una naturale predisposizione per il gioco aereo e, almeno fino a ora, ha sempre mostrato grande cattiveria agonistica nella marcatura dell’avversario. È nazionale serbo e in patria è stato paragonato a Nemanja Vidić. La richiesta di oltre venti milioni di euro, formulata da Cairo, è sembrata esagerata fin dall’inizio, ma adesso tocca al giovane serbo dimostrare tutto il suo valore. Napoli non è una piazza facile, si sa. Può esaltare un professionista oltre i propri meriti o demolirlo ben al di là dei demeriti. E c’è l’aggravante dello Scudetto: quest’anno gli azzurri sono in lizza per il tricolore. Non devono raggiungere una generica qualificazione Uefa o limitarsi a “stupire” o divertire, come una qualsiasi squadra di provincia. Non devono di certo trionfare per forza, ma sicuramente hanno il dovere professionale di provarci. Quindi Maksimovic arriva in un ambiente più che caldo: siamo al limite del surriscaldamento globale.

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