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Grande sorpresa oggi per i giovani e giovanissimi che tifano Salernitana. Sfogliando il quotidiano il Mattino hanno scoperto che il papà di un noto commentatore è stato protagonista nella promozione in massima serie. Non ha di certo dell’incredibile la promozione in B della Salernitana, più che altro il coronamento di una cavalcata eccezionale, tanto per usare uno slang caro al noto Sandro Piccinini. Figlio di Alberto, difensore che mise la firma sulla prima storica promozione della Salernitana in serie A nel 1947, il popolare telecronista Mediaset si congratula con i granata in una lunga intervista concessa al giornalista Enrico Vitolo per il quotidiano “Il Mattino” inserita nell’edizione odierna “Mi fa enormemente piacere la vittoria del campionato della Salernitana, un primo passo è stato fatto per raggiungere definitivamente il calcio che conta. E’ una piazza importante del nostro panorama nazionale, sono contento che sia stato raggiunto questo nuovo traguardo. Non ho avuto modo di seguire da vicino ma sono informato sui fatti. I granata fanno bene al grande calcio. Non voglio rifare la gaffe del presidente Lotito sul Carpi che, per carità, fa altrettanto bene al nostro movimento come immagine, ma piazze come quella granata sono un fenomeno importante e prezioso specialmente con gli investimenti giusti. I tifosi vanno avvicinati sempre di più. Spesso in questa stagione, ad esempio, ho polemizzato con Zamparini, perché il Palermo ha offerto un bel calcio ma lo stadio è rimasto svariate volte deserto. Già le condizioni in generale degli impianti non sono perfette, poi se il costo del biglietto per la curva costa cinquanta euro diventa tutto più complicato. Basti vedere Salerno, ventimila spettatori in Lega Pro sono davvero tanti. Del resto in queste città basta poco per far accendere l’entusiasmo. Ricordo che papà rimase molto legato a Salerno, fu per lui un’esperienza eccezionale. Ma non solo professionalmente parlando, visto l’incontro con Gipo Viani che fu prezioso per la sua carriera e per l’inizio di una prima rivoluzione tattica nel calcio italiano, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto umano. Per anni rimase in contatto con diverse persone, e questo nel calcio non è sempre molto frequente. Dopo che smise di giocare tornò con me a vedere una partita. Fu impressionante il calore che, in ogni angolo della città, la gente gli dimostrava, lo trattavano come un Re. Tutto questo mi impressionò, tanto che gli domandavo spesso perché non abitassimo a Salerno. Ricordi belli ed emozionanti. Per lavoro in passato ho avuto l’occasione di conoscere meglio l’ambiente. Ricordo un campo caldo e passionale, un pubblico critico, forse troppo determinate volte, ma anche e soprattutto competente. Seguivo con interesse Marco Di Vaio ai tempi della A. Di fatto era il mio idolo, lo seguivo con simpatia sin dai tempi della Lazio”. A proposito di Lazio, il discorso non può non scivolare su Claudio Lotito: “Premesso che è un personaggio che può o non può piacere, è evidente che sia un ottimo dirigente sia per quello che concerne il discorso economico che ovviamente quello tecnico. A Salerno ha messo in piedi una società adeguata, e da quello che so non vuole certamente fermarsi alla serie B. La Salernitana aveva bisogno di una stabilità dopo le problematiche degli ultimi anni. Il conflitto d’interesse con la Lazio non penso potrà essere risolto, quando naturalmente si parlerà di un presidente proprietario di due società appartenenti alla stessa categoria. Detto questo, però, credo sia più importante continuare a gettare delle basi solide. In futuro ci sarà modo di trovare delle formule che possano assecondare i criteri regolamentari, come la presenza di nuovi soci in società. Ma ripeto, prima di questo ritengo che sia maggiormente necessario continuare a lavorare sulla strada già intrapresa. Dirigenti capaci, non spese folli e spazio ai giovani”.
Raffaele Cioffi

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