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Sconfitta senza attenuanti quella subita dall’Avellino di Bucaro a Sassari contro una Torres più motivata e affamata dei biancoverdi .
Neanche la presenza di circa cento irriducibili supporter giunti dall’Irpinia è servita a motivare una squadra apparsa irritante e timorosa, incapace di imbastire la pur minima minaccia alla porta avversaria nonostante la presenza contemporanea di Sforzini e De Vena che forse tanto compatibili non sono visto che compiono spesso gli stessi movimenti.
Dopo l’esonero di Graziani e la roboante vittoria alla prima di Bucaro sulla panchina dei biancoverdi contro la Lupa Roma nessuno s’aspettava una cocente sconfitta come quella maturata quest’oggi nella gara che per molti rappresentava l’inizio della rincorsa alla vetta occupata da un Trastevere un po’ in affanno.
Dopo circa quattro mesi di gestione cominciano a naufragare i progetti del gruppo Sidigas incapace di tramutare punti i famosi assegni circolari mostrati in comune davanti agli occhi dell’ex sindaco Ciampi nel giorno dell’assegnazione del titolo per la partecipazione al campionato di serie D.
È mai possibile che solo l’Avellino tra le squadre blasonati cadute nell’inferno della serie D da dieci anni a questa parte è allergica alla vittoria del campionato? Non è che forse per vincere in queste serie sarebbe opportuno affidarsi a gente di calcio come avvenuto a Salerno con Lotito ,a Parma con Scala ed Apolloni ,Bai con De Laurentis ,per non parlare di Modena e Cesena regolarmente in testa ai gironi di competenza?
Eppure l’esperienza di nove anni quando l’allora Avellino .12 guidata da dirigenti e allenatore inadatti ad una categoria come quella della D riuscì solo grazie ad un ripescaggio ad essere riammesso in lega pro non è servita come lezione.
Può mai Alberani ottimo dirigente di pallacanestro essere capace in pochissimo tempo a disposizione e in pieno basket mercato alle prese con l’allestimento di un roster come quello della Scandone etichettata da tutti come la rivale principale della corazzata Milano in campionato e da anni alla ricerca della vittoria di un trofeo di prestigio sia in Italia che in Europa ,capace di interessarsi anche di calcio? Potrebbe uno dei maggiori dirigenti calcistici italiani come Marotta far vincere uno scudetto all’Armani Milano se fino ad oggi s’è interessato solo del mercato della Juventus?
Purtroppo però non è solo l’aspetto tecnico a lasciare basiti gli affezionati del calcio ,ma anche quello dirigenziale dove è evidente l’assenza fissa di un patron capace di imbastire un minimo di progetto. Il settore giovanile non doveva essere un punto di forza della nuova società? E lo stadio? È mai possibile che ancora non si trova un intesa con il comune sia per la convezione che per la sistemazione e la manutenzione ordinaria dell’impianto?
Ma come il Bari ha già una linea marketing da squadra di categoria superiore con sponsorizzazioni importanti e pubblicità a led nel San Nicola e l’Avellino con una struttura da Champions League seppure in un altro sport no?
Forse è giunto il momento per la proprietà di chiarire bene le idee, visto che c’è ancora il tempo e gli acquirenti giusti per farsi da parte e dedicarsi a solo al Basket.

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