16 Maggio 2026
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Nola: la vetta non basta. I tifosi tornano sulla “questione stadio”

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lauriServizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA


Il Nola vola. Almeno sul campo. La classifica del girone A del campionato di Promozione Campania sorride ai bruniani, che possono guardare tutti dall’alto, in virtù della condizione di capolista solitaria. Tuttavia, gli eccellenti risultati conseguiti dalla squadra di mister Galluccio non sono un tappeto sufficiente a nascondere la polvere. La questione stadio, mai veramente dimenticata dai tifosi, torna a farsi viva.

LO STRISCIONE – Siamo al minuto 35 della gara di domenica 11 ottobre tra Nola e Comprensorio Atellano: nel settore occupato dal gruppo ultras Essepienne, all’improvviso, regna uno strano silenzio, poi comincia a comparire uno striscione srotolato dagli stessi supporters. Lo striscione recita:
“Comunale abbattuto, Museo incompleto, “Sporting” agibile ad oltranza: totale 7 milioni di euro sottratti alla cittadinanza! Tutti colpevoli!”

Lo striscione polemico esposto dai tifosi durante Nola - Compr. Atellano dell'11 ottobre scorso.
Lo striscione polemico esposto dai tifosi durante Nola – Compr. Atellano dell’11 ottobre scorso.

L’esposizione dello striscione viene accompagnata da un coro eloquente: “Mantenete le promesse”. E’ un coro di anime ferite, un urlo mai sopito di una passione che va oltre le categorie e oltre le prestazioni sportive.

LA FERITA APERTA – E’ un vuoto che viene da lontano, quello dello stadio a Nola. Il “Comunale”, lo stadio di Piazza D’Armi, ebbe un destino molto meno glorioso della storia che aveva portato con orgoglio negli anni ruggenti del tifo bianconero. Dopo aver accompagnato gli alti e bassi del calcio di Nola, avere ospitato la passione bianconera, lo stadio venne smembrato con un iter a dir poco misterioso. Il primo pezzo perso era un nefasto avvertimento: le torri faro vennero infatti “svendute” (è il caso di dirlo) in modo illegittimo e per una manciata di fave. Un procedimento che non ha mai fatto venire a galla nè colpevoli nè modalità. Era solo il preludio a quello che sarebbe venuto dopo: lo stadio venne infatti abbattuto, su ordine dell’amministrazione comunale, che decise di sfruttare dei fondi europei per costruirvi un Museo della Cartapesta. Ebbene, sembrerà paradossale, ma di quel museo non se ne vide neppure l’ombra. Beh, a dire il vero fu imbastito lo scheletro della struttura, quindi l’ombra si vede eccome e andò a stagliarsi proprio su quella che fu la tribuna coperta del vecchio Comunale. Lo stadio aveva una posizione strategica rilevante, ben collegato dalla rete ferroviaria (non a caso c’era un settore denominato “Curva Ferrovia”) e con un adeguato parcheggio di contorno. Quello che è venuto dopo è stato un tentativo raffazzonato di porre rimedio alle promesse mancate. L’adeguamento della struttura “Sporting”, nel rione Gescal, non ha mai colpito al cuore le esigenze dei tifosi nolani, vogliosi di esprimere il loro grido d’amore per la squadra in una struttura consona. La struttura, oltre ad avere una capienza molto ridotta, è stata interessata da parecchi problemi di agibilità, prima di diventare un catino accettabile (ma solo per i canoni delle categorie inferiori alla Serie D). Sì, perchè lo Sporting, definito “gioiellino” dall’amministrazione comunale, in realtà è costretto a chiedere l’agibilità di anno in anno. Paradossale, visto che è venuta a costare alle tasche dei cittadini almeno 2 milioni di euro. Non bastasse, con un po’ di impegno (e probabilmente maggiore interesse) si sarebbero potuti sfruttare dei fondi regionali che avrebbero permesso un adeguamento (come successo ad Afragola e a Casalnuovo ad esempio). La fortuna, per il Nola, è stata quella di trovare una società che avesse veramente a cuore il destino del calcio bruniano, come testimonia la riconquista del titolo storico di “Società Sportiva Nola 1925”. Da qui, tutta l’indignazione dei tifosi, che si sentono presi in giro da chi, promesse alla mano, aveva giocato sulla loro passione. Indignazione che non conosce compromessi nè pause e che domenica è tornata a farsi sentire ancora una volta. Assordante.

Twitter: @Val_CohenLauri

 

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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