16 Maggio 2026
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Nola-Bitonto, il risveglio della ragione

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“Il sonno della ragione genera mostri”. Francisco Goya non potrà saperlo, ma il Nola, al suo ritorno in Serie D, gli ha tributato un inizio stagione tutt’altro che esaltante, interrotto solo quest’oggi dalla prima vittoria interna col Bitonto. Il pittore spagnolo non aveva di certo la sciarpa al collo del Nola, quando dipinse quella che sarebbe diventata la sua icona artistica distintiva, eppure avrebbe potuto trarne ispirazione per il seguito: “il risveglio della ragione”. Miracoli dei cambi di panchina, che consegnano agli annali risultati in contrapposizione a distanza di pochissime settimane. Miracoli del calcio, che sa trasformare squadre perse negli individualismi più spietati in macchine dotate di motori a quattro cilindri di sacrificio e carburatori di umiltà. Sorprendentemente, come si diceva in apertura, il Nola si sbarazza dei pugliesi bitontini, sin qui arrampicatori di alta classifica.

Quando il mare è in tempesta, rifugiarsi nel porto sicuro è la scelta più saggia. De Sarno, col suo 4-4-2 disciplinato e accademico, sceglie proprio questa strada. La matrice di continuità è la rinuncia ad un centrale di ruolo, per abbassare un centrocampista tra i 4 del reparto arretrato. Vaccaro trova posto, infatti, al fianco dell’ultimo sforzo di mercato Esposito, nella linea completata dai terzini under Paradisone e Anzalone. Esperienza e spregiudicatezza nel cuore della mediana con D’Anna e Del Prete, supportati lateralmente dalle scorribande di Scielzo, a sinistra, e Troianiello, a destra, nel doppio ruolo di ali e fluidificanti. Punte acuminate dello scacchiere Esposito e Stoia, col compito di rendere prolifico un attacco fin qui abulico. L’omologo bitontino Pizzulli non rinuncia al suo 4-3-3,  scegliendo di “spendere” due under come terzini e di provare ad allargare le maglie di difesa bianconere con un tridente larghissimo, dove il “9” Patierno è regista d’attacco.

Foto Tulino

Curioso anche che il Nola ritrovi la vittoria con l’arbitro che, ad Agropoli nel maggio scorso, chiuse la cavalcata playoff dei bruniani di Liquidato: quel Papale di Torino che, con qualche decisione discutibile, consegnò la vittoria della finale ai delfini. Che la cabala non fosse in giornata, lo si capisce fin dai primi vagiti del match, quando Vaccaro rischia di beffare l’estremo difensore ospite con una palla velenosa che schizza sul terreno viscido. Terreno scivoloso che aiuta il Nola a confezionare anche la seconda palla gol: Esposito scappa in profondità, ma spreca clamorosamente la chance alzando troppo il pallonetto sul portiere in uscita bassa. Al 10′, però, Scielzo sblocca il match, indovinando l’inserimento su cross preciso di Troianiello dalla destra e presentandosi in smoking all’appuntamento con la rete.  Il Bitonto non ci sta e prova a scuotersi subito. Patierno è il più attivo dei suoi, il fulcro della costruzione offensiva e prova a caricarsi la squadra sulle spalle. I padroni di casa tremano già al 27′ quando la traversa vibra come un diapason all’accordo di Picci, stonato di pochissimo. Lo spunto da piazzato non basta e così i pugliesi aumentano i giri. E’ ancora Patierno a creare spazio, Turitto lo sfrutta, ma il mancino a giro finisce largo. E’ il preludio al pari, che sopraggiunge poco dopo. Patierno ispira la discesa di Paradiso, che si spinge sulla linea del fondo e apparecchia le nuvole alla frustata vincente di Turitto. Il pareggio trovato e tanto agognato dura un battito di ciglia, perchè 70 secondi dopo l’1-1 il Nola torna avanti. Il rifinitore è ancora Troianiello: l’ex Bologna vede Stoia tagliare alle spalle della difesa e lo serve, il giovane puntero fredda Figliola come un killer.

Foto Tulino

 

L’intervallo non frena la voglia di riscatto del Nola che, infatti, quando il cronometro fa segnare 5′, allunga il distacco sugli ospiti.  Quando Troianiello pesca dal cilindro il terzo assist di giornata, Gennaro Esposito fa quello che sa fare meglio, si libera a centro area e trasforma con un’incornata mortifera. Pizzulli corre ai ripari ed inserisce Camporeale a centrocampo, al posto di Biason. Il nuovo entrato si fa vedere subito servendo Turitto, che però non impegna Gragnaniello. Il maggiore sforzo bitontino arriva a cavallo del 20′ della ripresa. Dapprima, Vaccaro è costretto a salvare in extremis una sponda velenosa di capitan Montrone da piazzato di Fiorentino. Poco dopo, invece, è Gragnaniello ad opporsi in maniera decisiva: il portiere bianconero si produce in un’uscita bassa da applausi che disinnesca Turitto lanciato a rete. La stanchezza, i cambi e i falli spengono lo spettacolo e consegnano all’archivio un finale di match non esaltante. L’ultimo spunto ospite è un tiro di Camporeale, che gira largo dalla porta bianconera. Tanto basta al Nola per condurre in porto tre punti vitali. Per il passato, per il presente e per il futuro.

TABELLINO

NOLA-BITONTO 3-1

NOLA
: Gragnaniello 6.5, Paradisone 6.5, Anzalone 6, D’Anna 7 (31’st Colarusso 6), Esposito P. 7, Vaccaro 6.5, Troianiello 7 (42′ Lenci sv), Del Prete 7 (46’st Madonna sv), Esposito 6, Scielzo 7, Stoia 6.5 (26’st Colonna 6). A disp. Capasso, Varriale, Olivieri, Esposito Lauri, Gaetano. All. De Sarno 6.5
BITONTO: Figliola 6, Terrevole 5.5, Paradiso 5.5 (40’st Montanaro sv), Biason 6 (10’st Camporeale 6.5), Montrone 5, Di Bari 5, Zaccaria 5.5 (35’st Schena 6), Fiorentino 6.5, Patierno 6.5 (25’st Faccini 5.5), Picci 5, Turitto 6 (25’st Padulano 6). A disp. Vitucci, D’Angelo, D’Antonio, Lavopa. All. Pizzulli 5.5
ARBITRO: Papale di Torino 6
RETI: 10’pt Scielzo, 40’pt Turitto, 41’pt Stoia, 5’st Esposito.
NOTE: Ammoniti D’Anna, Vaccaro, Del Prete, Terrevole, Di Bari. Spettatori 650 circa.


About Valerio Lauri 761 Articoli
Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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