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Servizio di Adamo Recchia @riproduzione riservata
Alessandro Gilardi è un giovane portiere che sta cercando una squadra.
Proviene dalle giovanili del Torino ed ha trascorsi recenti nella Pro Vercelli di Mister Longo attuale tecnico del Frosinone in serie A.
Alessandro ci racconta la sua giovane carriera.
Sei alla ricerca di una squadra che prospettive hai
“A dire il vero piu che la prospettiva c’e la speranza di trovare al piu presto una soluzione, anche perché dopo due anni di serie B, pur avendo giocato poco, ritrovarmi a casa senza una squadra mi dispiace molto. I mister che ho avuto fino ad adesso hanno avuto solo belle parole nei miei riguardi, sia calcisticamente che umanamente. Ma fino ad ora nessuno si è preoccupato di darmi una mano. L’unico che si è interessato alla causa, e che ha sempre creduto in me, è stato Moreno Longo che oltre a portarmi a Vercelli 2 anni fa, quest’estate ha provato a portarmi a Frosinone, dove purtroppo c’era un sovraffollamento di portieri e oltretutto andavo ad influire sulla lista degli over dato che da quest’anno non sono piu giovane per il professionismo“.
Raccontaci qualcosa di Te dove sei nato calcisticamente
“Sono nato e cresciuto al Torino Fc, dove ho giocato dai “Primi Calci” fino alla Primavera riuscendo ad arrivare fino in finale scudetto contro il Chievo, poi perso ai rigori. successivamente ho fatto 2 anni di serie D giocando con il Bellinzago prima ed il Chieri poi. Dopo l’annata con il Chieri sono andato a fare il ritiro con il Kaiserslautern, squadra di seconda divisione tedesca, ma mentre ero li mi arriva la chiamata di Mister Longo che vuole portarmi a Vercelli, al quale non ho potuto dire di no. Li ho passato i successivi 2 anni giocando una sola partita al “Benito Stirpe” contro il Frosinone“.
Come mai hai scelto proprio il ruolo di portiere
“Mi ci hanno buttato quando ero piccolo al Torino perche ero il piu alto della squadra! A parte gli scherzi, facevo l’attaccante da piccolino ma vedendo poi come si sono evolute le cose, non ci avevano visto poi cosi male“.
Hai avuto un passato nel Torino raccontaci questa esperienza
“16 anni sono difficili da raccontare in poche parole, ma diciamo che sono stati una bella fetta della mia vita. è stato un bel percorso di vita dove ho imparato i valori dello sport e dove sono cresciuto a livello umano grazie alla competenza delle persone che ho incontrato in questa lunga strada. Il mio sogno sarebbe stato quello di riuscire ad arrivare in prima squadra, soprattutto perche sono tifoso da quando sono nato. Purtroppo non ce l’ho fatta ma chissa… Mai dire mai“.
Questo campionato è già stato ipotecato dalla Juventus come vedi la lotta per il secondo posto
“Dato che siamo alle prime giornate è difficile stilare una graduatoria, ma vedendo la competitività di Roma e Napoli penso che siano loro 2, insieme alla juve, a giocarsi il campionato“.
Che obiettivi Ti poni per il futuro
“L’obbiettivo principale è sicuramente quello di riuscire a trovare nell’immediato una società che mi dia fiducia, per poter dimostrare quello che valgo. quelli futuri sicuramente sono quelli di riuscire ad arrivare il piu in alto possibile, ma non mi pongo limiti.. il calcio spesso regala sorprese inaspettate“.
Mancini lo giudichi l’uomo giusto per la nazionale
“Io credo che sia un ottimo allenatore, il problema della nazionale non e lui. Il vero problema è che in italia c’è questa “moda” di avere sempre piu stranieri in rosa e purtroppo i giovani italiani non crescono piu“.
Var come giudichi il primo anno
“Sicuramente positivo, anche se nella prima parte di campionato era stato usato in modo un po troppo leggero, successivamente si è stabilizzato ed è stato usato molto bene“.

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