16 Maggio 2026
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Napoli piegato dallo strapotere di Madama

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


Troppo forte questa Juve, il Napoli ci ha provato a spaventarla, a tratti ci è anche riuscito passando in vantaggio, ma poi i bianconeri hanno preso il sopravvento. La sensazione, ma è più di una sensazione, è che questa sia la Juve più forte degli ultimi anni, non solo per la presenza di un mostro sacro come Cristiano Ronaldo, ma proprio per il complesso di squadra. Non le manca niente, abbonda in tutto: qualità, fisicità, fantasia, affiatamento, fame e mentalità. Non è stato un Napoli da buttare, anche se poteva essere più intraprendente, soprattutto dopo il vantaggio iniziale di Mertens. Ottima la pressione alta di Allan che ha recuperato un pallone sulla trequarti, ha servito Callejon in mezzo alla difesa bianconera e lo spagnolo ha servito a Mertens, tutto solo in area di rigore, un pallone che doveva essere solo spinto in fondo al sacco. Ma già in precedenza, il Napoli si era reso pericoloso con il palo di Zielinski, nei primi venti minuti gli azzurri sembravano padroni della scena prima che la Juve iniziasse, a sua volta, ad impadronirsi del campo costringendo gli uomini di Ancelotti ad abbassarsi. Troppo facile per Mandzukic battere Ospina con un colpo di testa in area dopo un cross dalla sinistra di Cristiano Ronaldo, che mandava in tilt Hysaj prima di servire alla grande il compagno di reparto.

Se poi gli episodi favoriscono la squadra più forte, allora c’è ben poco da fare. Se il tiro di Zielinski, ad inizio match, aveva centrato il palo provocando solo un brivido ai tifosi dell’Allianz, quello di CR7 è finito sui piedi di Mandzukic, per il quale è stato un gioco da ragazzi depositare in rete. Il Napoli era in difficoltà ma provava comunque a reagire, poi l’arbitro Banti ha pensato bene di mandare anzitempo negli spogliatoi Mario Rui per doppia ammonizione, con un minimo di buonsenso, avrebbe potuto lasciar correre. La contesa non è stata decisa dalla direzione arbitrale, ma è stata oggettiva la disparità di trattamento sulla distribuzione dei cartellini, dopo l’intervallo, il Napoli aveva già mezza difesa ammonita, mentre si è sempre sorvolato su interventi da giallo dei padroni di casa. Sotto di un gol e di un uomo, il Napoli non si è perso d’animo arrivando a confezionare una clamorosa palla gol ma Callejon, tutto solo davanti a Szczesny, non ha avuto la lucidità e la cattiveria necessarie per giustiziare il portiere polacco.

Sul 3-1 di Bonucci è calato il sipario sulla partita, il Napoli aveva dato tutto e neanche con tutto l’orgoglio possibile avrebbe potuto rimettere in piedi la partita. Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca perché è la seconda in sette partite di campionato e il discorso scudetto, qualora fosse stato mai aperto, pare già chiuso a tripla mandata. Giusto rimarcare lo strapotere di una Juve che, quando vuole, surclassa le avversarie, otto vittorie su altrettante partite, Champions compresa, per Madama e ci si chiede se c’è chi riuscirà, prima o poi, a fermarla. Il Napoli deve rammaricarsi più per la pessima prestazione di Genova alla terza giornata che per la sconfitta all’Allianz Stadium, ora non può più sbagliare perché, con il vertice che sembra blindato, c’è un secondo posto da difendere, e non è facile perché c’è una Inter ritrovata e minacciosa. La notte di mercoledì contro il Liverpool sarebbe l’occasione ideale per accendere di nuovo i cuori dei napoletani, ma anche i Reds di Klopp, come la Juve in Italia, danno l’impressione di avere una marcia in più.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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