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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Storie diverse ma destini simili. Stiamo parlando di Patrick Cutrone e Andrea Favilli, rispettivamente giovani attaccanti di Milan e Juventus. Il primo, l’estate scorsa, è riuscito ad emergere nel nuovo Milan di André Silva e Kalinic (all’ora ancora catalogati come colpi), mentre il secondo, approfittando dell’assenza del super acqusito Cristiano Ronaldo, mostra a tutti qualche sprazzo del suo talento. Ed è proprio grazie al classe 97 e alla sua doppietta che la Juve ha brillato contro il nuovo Bayern di Kovac, vincendo cosi la prima gara dell’International Champions Cup per 2-0. Subito, dunque, arriva il paragone con il numero 63 rossonero, che proprio grazie ad una sua doppietta contro i bavaresi (finita 4.0, ndr), mostrò a tutti le sue doti da rapace d’area.
Sia il passato che il futuro, però, sembrano essere differenti per entrambi. Patrick Cutrone, infatti, a differenza del giovane bianconero, si è fatto tutte le trafile del settore giovanile del Milan, mentre la Juventus, dopo averlo visto di passaggio nella Primavera, lo ha acquistato dall’Ascoli per circa 7 mln di euro. Con questa doppietta e con il mercato di oggi, il valore del classe 97 è certamente già cresciuto oltre i 10 mln e quindi per la Juve può valere già una plusvalenza importante. Tant’è che Favilli non è per nulla incedibile. Discorso diverso invece per Cutrone, il quale ha sempre ribadito di voler rimanere al Milan per molti anni. Nemmeno i nomi che circolano nelle ultime ore (Morata, Benzema, Higuain, ndr) spavetano il classe 98, sempre più deciso nel voler indossare ancora questi colori.
Due talenti, dunque, stanno esplodendo e il fatto che siano due italiani, rassicurano la Nazionale U-21 e quella maggiore, dove l’attaccante del Milan ha già pure esordito (con gol, ndr). La doppietta al Bayern non può far altro che aumentare la luce nella vetrina del gioiello bianconero che, con la partenza di Higuain, potrebbe addirittura ritaglirasi un piccolo spazio tra i due giganti Mandzukic e Ronaldo.

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