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Quella fra ‘O Professore Sarri e la città di Napoli è con molta probabilità la più bella storia d’amore che nel calcio avremmo mai potuto raccontare. Tutti noi ricordiamo lo scetticismo con il quale l’ex Empoli fu accolto a Napoli, scetticismo più che tollerabile visto quanto sia esigente la piazza partenopea. Ma l’uomo che avrebbe di lì a poco cambiato la storia del club non si è scoraggiato e ha cominciato a costruire passo dopo passo, una squadra che, ora come ora, è riuscita a far finire nell’ombra anche il settimo storico scudetto della Juventus di Massimiliano Allegri. Una squadra che è finita persino sotto le invidie di chi sa che un certo livello calcistico non riuscirà mai a raggiungerlo. Sarri, anche per questo, è simbolo di un enorme cultura calcistica che affonda le proprie radici nell’Olanda di Cruijff del Mondiale del ’74 e nel Milan di Sacchi che ha influenzato il calcio italiano negli anni ’80. E chi antepone lo spettacolo calcistico al risultato e alle statistiche concorderà certamente con quel Sarri che, dopo la vittoria per 2-0 in Germania e con la tanto criticata uscita dall’Europa, dichiarava che se si domandasse a qualcuno di ricordare il campionato Mondiale del ’74, questo vi risponderebbe che non ricorda nulla se non che quei mondiali furono esclusivamente dell’Olanda e non di chi li vinse. E’ ciò che sperava Sarri, ma soprattutto ciò che speriamo noi italiani: che fra vent’anni questo Napoli non sarà dimenticato. Chi ha un po’ di onestà intellettuale, riesce, poi, ad andare anche oltre un terreno di gioco con 22 giocatori e a capire, realmente, cosa ha impedito che quel bel gioco del Napoli non fosse ricordato solo per la qualità. Ma questa è “roba” che non riguarda il calcio, ma chi ne detiene il potere.
Nel giro di tre anni il Sarrismo ha cominciato ad affondare le sue radici nel territorio campano (e non solo) instaurando uno dei legami più stretti fra popolo e comandante. E come Fidel Castro ed Ernesto Guevara segnarono gli anni ’50 del Novecento mettendo alle strette quel forte imperialismo americano, così Sarri ha messo alle strette il potere politico ed economico che da anni la squadra bianconera esercita nel campionato italiano. Sì, lo ha messo in pericolo fino a costringere Allegri a pretendere rispetto per la Juventus, forse con un pizzico d’invidia nei confronti el suo amico toscano. Il resto è noto a tutti: la propaganda nazionale sotto il loro controllo e le più oscene figuracce di una Var che, proprio in quanto tecnologia, non dovrebbe che assicurare la giustizia in campo.
E se persino l’ufficialità di Ancelotti, allenatore di un certo spessore internazionale e una bacheca ricca di trofei, è stata accolta con un filo di scetticismo, allora ci rendiamo conto davvero di quanto il calcio di Sarri abbia insegnato non solo al popolo napoletano, ma ad un’Italia intera. Un calcio che si distingue per l’umiltà, per il sacrificio e per la gioia che solo insieme permettono l’applicazione di quei principi che lasciano a bocca aperta persino Sacchi, lui che quei principi li ha introdotti in Italia.
La Juve ha fatto un grande campionato, ma secondo me l’ha fatto anche il Napoli eppure si tende a sminuire anche loro perché non hanno portato nulla a casa. Per me il Napoli ha vinto la coppa, lo scudetto del manuale del calcio. Hanno vinto quelle cose che hanno fatto divertire tutti, anche me che sono stato lì a guardarli giocare in piedi. Le parole di Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, che esprime una realtà italiana tanto vera quanto frustrante. Realtà in cui se non vinci non sei nessuno, realtà che condiziona la nostra mente con degli schemi fissi fino a rimanere estasiati, liberati, quasi innamorati di chi, invece, quegli schemi li spezza o meglio li utilizza per giocare a calcio e far divertire anziani, giovani, donne e bambini.
Napoli ama Sarri, Sarri ama Napoli. Il tutto racchiuso nell’immagine di quel meraviglioso inchino, simbolo di umiltà e quasi di chi deve qualcosa ad una tifoseria unica al mondo. Sarri ha fatto rivoluzione, in un mondo in cui tutti eravamo abituati ad un regime totalitario ed oppressivo. Sarri ha portato al potere i calciatori, così come i comunisti portarono al potere la classe operaia. Sarri è quel comandante, che in fondo non è comandante per niente. O, se lo è, riesce a valorizzare l’aspetto umano fino a portare uno come Gonzalo Higuaìn ad infrangere un record che in serie A perdurava da ormai 66 anni. Maurizio è come il professore delle superiori che non dimenticherai mai, perché nonostante ti abbia bacchettato per farti assumere un metodo di studio ottimale, ha instaurato con te il più bel rapporto che prescinde dal suo e dal tuo ruolo.
Una città come Napoli difficilmente si è lasciata piegare sulle ginocchia, ma stavolta ha proprio ceduto perché è tanta la tristezza che il tecnico toscano sta lasciando nel cuore di ogni napoletano. E addirittura sorgono i dubbi come riusciremo ad abituarci ad un calcio che potrebbe sacrificare la bellezza al risultato?. E’ il corso della storia, per cui fino a prova contraria ogni evento ha un inizio e, in alcuni casi purtroppo, anche una fine. Siamo giunti al più brutto dei divorzi e sembra che persino i tifosi, che certamente non hanno mai conosciuto Sarri, ne paghino le conseguenze come se lo conoscessero da una vita. Perché è tutta lì la grandezza di un uomo: farsi conoscere da un popolo attraverso gesti e parole imperfetti (perché la perfezione non esiste) giungendo fino al cuore di ognuno di noi, fino a lasciarci senza parole.
Caro Sarri siamo alla conclusione, alla conclusione di una storia d’amore vissuta intensamente e che continuerà nonostante i due amanti in questione saranno costretti a vivere un po’ lontani. Napoli si inchina a te e al tuo Sarrismo, capace di far emozionare anche la persona più fredda d’animo. A Napoli sei e sarai molto di più di un semplice allenatore e nei confronti di un popolo che nel corso della storia ha sempre insegnato tanto, stavolta sei tu che ha insegnato a noi e noi abbiamo appreso, apprendiamo e apprenderemo le tue meravigliose ed uniche lezioni di calcio e di vita, quelle che (ahimè) non si possono comprare..
Grazie maestro di calcio, di vita e di umiltà. Napoli ti abbraccia.

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