16 Maggio 2026
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Maggio tutto l’anno. Lode ad un grande professionista

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


Dieci e lode. Dieci, come le stagioni che Christian Maggio ha disputato in maglia azzurra. Arrivò all’ombra del Vesuvio nel 2008 e fu un grande colpo di mercato perché era reduce da una stagione superlativa disputata con la Sampdoria di Mazzarri, dove andò addirittura in doppia cifra come gol stagionali. Per il Napoli era il secondo anno in serie A nell’era targata De Laurentiis, per la prima volta si giocavano anche gare europee. L’acquisto di Maggio doveva servire ad alzare un po’ il livello di competitività della squadra, i vari Hamsik, Lavezzi, Gargano si erano rivelate scommesse vincenti, bastava qualche altro tassello per fare di quel Napoli di Reja una matricola terribile del campionato italiano. E quella squadra partì alla grande in campionato impattando a Roma per poi piegare la Fiorentina in casa, grazie anche al primo gol di Maggio in maglia azzurra. Ma un altro gol importantissimo lo siglò qualche settimana dopo, nella grande notte contro il Benfica, in cui ci si giocava l’accesso ai gironi della Coppa Uefa.

Da quanti anni non si disputava una gara simile! Fuorigrotta fu presa d’assalto dai tifosi e il San Paolo offriva un colpo d’occhio unico. Dopo l’iniziale vantaggio lusitano, gli azzurri ebbero una reazione impressionante ribaltando il risultato in pochi minuti con Maggio che siglò il gol del 3-1. Gli bastò poco per rivelarsi un acquisto azzeccatissimo, per tanti anni è stato un fulcro di un Napoli che cresceva di anno in anno. Con Mazzarri in panchina, tecnico di cui aveva fatto le fortune già a Genova sponda blucerchiata, ha giocato ad altissimi livelli anche in Champions League vincendo anche una coppa Italia nella famosa finale del 2012 contro la Juventus di Conte campione d’Italia. Con Benitez in panchina, invece, ha vinto un’altra coppa Italia battendo in finale la Fiorentina e una Supercoppa nella famosa finale di Doha contro la Juventus di Allegri. Dopo gli anni del boom, in cui era uno stantuffo sulla fascia destra nonché una pedina quasi irrinunciabile per gli equilibri della squadra, negli ultimi tempi è stato relegato un po’ ai margini accettando il ruolo di comprimario con una professionalità esemplare.

Qualcuno avrebbe voluto che facesse già le valigie, invece, anche in questa stagione, nonostante le 36 primavere, ha risposto sempre con prestazioni positive quando è stato chiamato in causa. Anche in partite delicate ha dovuto prendere il posto di Hysaj senza far rimpiangere mai l’albanese, confermando di essere un elemento sempre affidabile a dispetto dell’età non più verde. Come era giusto che fosse, aveva perso lo sprint dei tempi migliori ma ha sempre saputo dosare alla grande le energie, facendo affidamento a tutta la sua esperienza per scegliere con precisione i tempi di ogni intervento senza venire mai meno alla disciplina tattica, altra sua grande prerogativa. Si era guadagnato sul campo i galloni di vice-capitano dando fino all’ultima stagione un importante contributo alla causa in termini sia di presenze in campo che di carisma. Per la sua edificante serietà è stimato da tutta la tifoseria, qualcuno ha storto il naso per il fatto che Sarri non gli abbia voluto concedere neanche un minuto nella gara che sanciva il suo congedo in maglia azzurra dopo un decennio di emozioni, gioie e soddisfazioni. Ma il buon Christian non aveva bisogno di una passerella simbolica, il pubblico del San Paolo gli ha tributato ugualmente gli onori che meritava, sono i giocatori come Maggio che i napoletani non dimenticheranno mai.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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