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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Nel calcio difficilmente esistono sconfitte rigeneratrici, questo si sa. Ma ci sono dei piccoli passi indietro che possono infonderti quella fermezza necessaria per reagire, per ripartire. Pur nella normale delusione per un esito che nessuno si aspettava, lo stop di mercoledì al Torre col Siracusa (1-2) ha lasciato comunque nell’aria un senso di soddisfazione generale. Anche un vuoto per quello che poteva essere e non è stato soltanto perché a stenderti è stato un avversario più forte di te. E’ ovvio che se la Paganese è ancora laggiù (raggiunta nuovamente dall’Andria, riuscita persino nell’obiettivo di uscire indenne da Lecce), un motivo ci sarà. Ma il percorso verso una guarigione completa è in atto e nessuno può fermarlo. E’ piaciuta soprattutto la ripresa disputata dagli azzurrostellati, i quali non si sono mai arresi, accettando il guanto di sfida imposto dagli aretusei e prevalendo spesso nei duelli individuali o nella caccia rabbiosa di quelle che sono le famose seconde palle. Insomma, un passo indietro per farne due avanti. In definitiva è questa la Paganese che vogliono i tifosi: una squadra capace col suo atteggiamento di “nascondere” anche un risultato negativo. Perché l’anima di un gruppo può percepirla anche un tifoso arrabbiato, e troppe volte quest’anno la passione di chi vive di azzurrostellato era stata avvelenata da indolenze gravi.
IMPATTO DE SANZO E SCELTE TATTICHE – Di certo c’è che la luna di miele tra Fabio De Sanzo e il suo gruppo è dolce e destinata a continuare. Anche le parole tenere spese dal tecnico verso i suoi ragazzi nel post gara col Siracusa, incoraggiano questa sensazione. E’ questo l’aspetto dirimente che per certi versi giustifica la scelta di una continuità senza rischi per il dopo Favo: puntare su un gestore, un motivatore, un conoscitore della rosa e del contesto Pagani. Col Siracusa, il trainer di Castrovillari ha mischiato un po’ le carte, causa anche l’assenza di Scarpa. Da qui, con l’assenza di capitan Scarpa, l’adozione del 3-4-1-2 con Cesaretti a ridosso del duo Cuppone-Cernigoi. Una soluzione che verrà riproposta oggi pomeriggio a Catania (ore 14-30) nel quadro di un undici titolare che non subirà modifiche rispetto a quello sceso in campo coi siciliani (Scarpa ancora out per infortunio). Tentare l’impresa con la forza della sfrontatezza e di chi non ha nulla da perdere, si può. Ecco perché non verranno toccati uomini e modulo. Segno anche che, evidentemente, la condizione fisica di tutti è buona e non impone avvicendamenti.
I SINGOLI – Cesaretti su tutti. Positiva la sua performance nonostante la marcatura stretta di Toscano, che a volte lo limita ma in altre circostanze lo lascia lavorare in libertà, come in occasione della perla che regala agli azzurrostellati il momentaneo 1-1. Del resto non c’erano dubbi sul fatto che un giocatore della sua qualità potesse disimpegnarsi bene anche da trequartista, dopo aver svolto tutti i ruoli nel tridente (attaccante ed esterno). Restando nel reparto offensivo, si attende ancora il miglior Cernigoi. L’ex Vicenza un paio di palle buone per sbloccarsi le ha avute (una troppo ghiotta nel primo tempo), ma le ha sprecate. E’ chiaro che il giocatore deve recuperare il ritmo partita e digerire l’adattamento alla categoria. Solo così il suo inserimento nel mondo azzurrostellato avverrà in modo davvero fattivo. Da rivedere Cuppone, mentre in difesa ci sono responsabilità precise di Piana e Carini in occasione del primo gol aretuseo di Bernardo: il primo ritarda il rinvio, il secondo l’anticipo sull’incursione di Giordano. Un doppio errore di leggerezza. Anche il raddoppio siciliano fa riemergere in un certo senso un vizio storico della retroguardia azzurrostellata, che spesso fatica a trovare i sincronismi giusti sulle palle alte (che siano angoli o punizioni). Su questo elemento, De Sanzo dovrà lavorare tantissimo.
BERRETTI – 3-0 a Matera (doppietta del golden boy Buonocore e sigillo di Catalano) e leadership ufficiale del girone E. Vola la Berretti di Mimmo Panico, grazie anche al pari contemporaneo (3-3) del Lecce sul campo della Virtus Francavilla. I play-off saranno un’avventura tutta da vivere ma i piccoli azzurrostellati la respireranno da protagonisti. L’obiettivo, dichiarato recentemente proprio da Panico, è uno e inderogabile: arrivare fino al “palazzo”. Ci sono i mezzi per farlo. E la scorta di una filosofia di gioco che ha impressionato anche alla Viareggio Cup nonostante l’eliminazione. La manifestazione è stata però una palestra valida per il gruppo, che si è cimentato con formazioni Primavera. Quindi più strutturate. Questa Paganese non si sente inferiore a nessuno e ci proverà. Partendo da un primo posto nella regular season che nessuna squadra giovanile azzurrostellata aveva mai raggiunto nella propria storia.

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