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La stagione 2018 di Formula Uno parte con il botto. Come nel 2017 i protagonisti sono loro due: Vettel ed Hamilton, Hamilton e Vettel. Il campione iridato in carica e il ferrarista danno vita in Australia all’ennesima pagina di un duello infinito, che da più di un anno ormai catalizza le attenzioni del circus.
Sembrava una vittoria quasi scontata per Hamilton, inumano al sabato con record della pista in qualifica e oltre 6 decimi alle due Ferrari (e a tutti gli altri); sembrava pronto a ricominciare da dove aveva finito, forte di una vettura che a dire il vero è e resta la migliore del lotto. In partenza l’inglese si difende bene dagli attacchi di un agguerrito Kimi Raikkonen, seguito da Vettel e dalle due sorprendenti Haas di Magnussen (grande spunto al via su Verstappen) e Magnussen. Kimi sembra tenere bene il ritmo di Hamilton con le UltraSoft, meno bene Vettel che giro dopo giro accumula qualche secondo di ritardo.
Poi, però, il miracolo arriva dall’alto e il circuito di Albert Park si tinge improvvisamente di rosso: al giro 26 le due Haas rientrano una dopo l’altra per il pit-stop. Incredibile ciò che accade, con i meccanici che sbagliano in entrambe le occasioni e costringono sia Magnussen che Grosjean al ritiro: quando il francese abbandona la pista, tuttavia, ferma la macchina nel cuore del circuito ed ecco che interviene la Virtual Safety Car. Vettel approfitta della situazione per rientrare ai box e sopravanzare sia Raikkonen che (soprattutto) Lewis Hamilton, balzando come un canguro australiano, in maniera clamorosa, davanti a tutti. Da quel momento la gara del tedesco si trasforma in una difesa strenue su Hamilton, infuriato e deciso a riprendersi a tutti i costi la leadership. L’inglese ci prova ma non riesce mai a rendersi pericoloso: poi, a 5 giri dalla fine, accusa persino dei problemi all’usura del motore che lo costringono a rallentare e a chiudere a più di 5 secondi dal ferrarista.
Una strategia fortunosa ma impeccabile da parte della Ferrari, che ha sfruttato gli episodi della gara per andarsi a prendere una vittoria incredibile. I valori in pista tuttavia dicono altro: Hamilton ha dimostrato di avere più passo del tedesco sia nel primo che nel secondo stint con gomma Soft, ma in virtù di un motore ferrarista decisamente migliore del passato non è mai riuscito ad impensierirlo in fase di sorpasso. C’è tanto da lavorare a Maranello, ma iniziare una stagione con un doppio podio (terzo Kimi Raikkonen) e da sfavoriti non è poco.
Sorprende un fenomenale Fernando Alonso, quinto al traguardo con la McLaren e nella morsa delle deludenti Red Bull. Quarto Ricciardo, sesto uno sciagurato Max Verstappen: partenza con l’handicap del sorpasso subito da Magnussen, poi una serie di sbavature culminate in un erroraccio in curva-1 che gli ha fatto perdere diverse posizioni. Male anche l’altra guida Mercedes, Valtteri Bottas, giunto ottavo al traguardo dopo una gara anonima e favorito da diversi ritiri davanti a lui, altrimenti avrebbe faticato persino ad andare a punti.
Il Mondiale 2018 inizia dunque con i fuochi d’artificio. La rivalità fra Vettel ed Hamilton segnerà probabilmente anche quest’annata. Dopo il primo round siamo 25 punti a 18 per il tedesco, prossimo appuntamento: Bahrein.


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