16 Maggio 2026
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Brodino di Capodanno

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Zero gol con Juventus, Pordenone (120 minuti), Sassuolo, Milan (altri 120), Lazio; un gol con l’Udinese. Bottino magro per una squadra che, in tutte le precedenti giornate, aveva fatto dell’attacco una grande dote, in virtù delle bocche da fuoco fameliche di Perisic, Candreva e sopratutto Icardi. Si spiega anche e sopratutto così il periodo nebuloso dell’Inter, reduce dalle due sconfitte in campionato con Udinese e Sassuolo e la cocente eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Milan.

Il pari interno con la Lazio rappresenta allora un brodino discreto per i calcoli europei di classifica, utile a mantenere il terzo posto ma sopratutto un confortante +4 sul quinto posto occupato proprio dai capitolini, al netto della gara da recuperare a fine gennaio contro l’Udinese. Uno 0-0 piuttosto bugiardo, in realtà, al termine di una gara bella ed intensa, con numerose occasioni da una parte e dall’altra -protagonisti Handanovic e Strakosha- e un rigore per gli ospiti prima assegnato da Rocchi e poi (giustamente) annullato dalla VAR. L’Inter ha dimostrato segnali di vita, elemento importante anche in ottica futura visti i prossimi impegni a Firenze e in casa con la Roma. Bene certamente la difesa, che continua a subire poco nonostante il momento opaco. Ranocchia è rinato, Skriniar si conferma partita in partita, ma è da registrare in particolare la scoperta di Joao Cancelo.

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Non crediamo di esagerare nel credere che il nazionale portoghese sia il terzino con più qualità che, dai tempi di Maicon, si siano visti arare la fascia destra nel San Siro nerazzurro. Giocatore con tecnica impressionante palla al piede, grande abilità nel dribbling e nell’uno contro uno; c’è da migliorare una fase difensiva non ancora ottimale per prestare i migliori servigi ai rigidi dettami del calcio italiano e della Serie A nello specifico, ma il materiale per lavorare è di primissima scelta. Da riscattare a fine stagione, senza se e senza ma.

Di contro, come detto, l’attacco non vive un momento florido. La flessione di Perisic in particolare è evidente e imbarazzante, ma anche Candreva e Icardi ieri sono stati tra i peggiori. Manca quella cattiveria agonistica dovuta ad uno strano senso di appagamento o, chissà, ad una estrema sicurezza di non perdere a prescindere il posto nell’undici titolare. In questo senso forse un po’ di panca farebbe bene, Allegri insegna; ma non tutti ce l’hanno ad allenare.

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Chiudere il 2017 e il girone di andata al terzo posto e con un margine rassicurante sul quinto (garanzia di un posto nella prossima Champions) resta comunque un risultato straordinario per quelle che erano le aspettative su questa Inter. Occorre però superare velocemente questo periodo di scarsa lucidità e trovare alternative al solito gioco sulle fasce. Con l’aiuto delle idee di Spalletti e, perchè no, del mercato, la squadra potrà certamente migliorare. Buon 2018 a tutti dalla redazione di Footballweb.

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