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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Doveva essere per la Frattese la partita della svolta. Quella in grado di misurarne obiettivi e reali ambizioni. I nerostellati l’hanno bucata senz’appello, ridimensionati da un avversario di ben altra portata e in uno stato fisico e motivazionale strabiliante. Il Savoia di questo periodo è squadra difficile da affrontare. Quadrata, solida, sicura di sè e accuratamente distante da quella ancora in fieri di qualche settimana fa. La Frattese, viceversa, non è più quella sbarazzina che aveva ammaliato fino al derby col Giugliano. Un mese fa, questa sfida avrebbe messo di fronte con ogni probabilità valori e bioritmi diversi, a tutto vantaggio dei nerostellati. Ipotesi che chiaramente lasciano il tempo che trovano. Vince il Savoia, quindi, e lo fa con assoluto merito. Troppo contratta la Frattese, che ha sofferto oltremisura la rilevanza della posta in palio e lo strapotere dei bianchi. Difetti di personalità che hanno condannato la squadra di Andrea Ciaramella, poche volte audace e quasi mai convinta di potersela giocare ad armi pari con gli oplontini.

SCELTE TECNICHE – Ciaramella schiera dal primo minuto Ammendola e lo piazza alle spalle di Spilabotte in un 4-2-3-1 che vede Petito e Allegretta agire sugli esterni col tandem Castaldo-Claudio Costanzo in mediana. Terracciano prende posto in panchina e al centro della difesa si vede il solito duo Milvatti-Petrarca, con Gervasio Costanzo a destra e Vitale a sinistra. In porta c’è D’Auria. Sull’altro versante, Franco Fabiano sceglie il 4-3-3 con Sardo terzino destro e Liccardo play. Ancora una chance per il 2000 Pappagoda come interno di centrocampo.
PRIMO TEMPO – La Frattese soffre l’approccio al match e non è la prima volta che accade. La timidezza nerostellata è palpabile e invita sin dalle prime battute il Savoia all’arrembaggio. Una conclusione di De Rosa sfila a lato, quindi Caso Naturale prova ad azionare la testa incornando due traversoni tesi (il secondo dello stesso De Rosa): palla in entrambi i casi larga. Per metà tempo si gioca praticamente negli ultimi 20 metri nerostellati e Vitale deve pure uscire per una contrattura: dentro Capaldo. Gervasio Costanzo, arretrato a destra dopo le ottime prestazioni sfornate in mediana, soffre le scorribande di Caso Naturale prima e Di Paola poi. Ma pian piano la Frattese esce dal guscio e si guadagna un calcio franco sulla fascia sinistra, a ridosso della linea laterale. La parabola di Claudio Costanzo è un arcobaleno che si eclissa all’altezza del secondo palo trovando una leggerissima deviazione di testa di Petrarca (26′). Pezzella non è esente da colpe anche se appare coperto nella circostanza. E’ un gol inaspettato, quasi come quello di Gervasio Costanzo che due settimane fa riportò in equilibrio la Frattese contro il Giugliano dopo un breve momento di difficoltà. Anche stavolta la sensazione generale è che i nerostellati possano approfittare di tanta grazia mettendo la loro gara in discesa. Ma non sarà così. Il Savoia riprende a ruggire e prepara la grande marcia di avvicinamento verso il pari. La punizione di Liccardo è smanacciata da D’Auria, quindi Di Paola si inventa una verticalizzazione bruciante che mette Caso Naturale in condizione di battere a rete: la difesa di Ciaramella è dormiente e il numero uno nerostellato non può che atterrare l’esterno. Il rigore successivo è trasformato da Sardo anche se D’Auria ne intuisce l’angolazione (32′). L’esiguità temporale del vantaggio è una mazzata psicologica per la Frattese, che forse mai avrebbe immaginato una reazione così repentina. Così, due minuti dopo (34′), il Savoia mette la freccia con un numero d’alta scuola che probabilmente entrerà nella top ten dei gol stagionali più belli: Di Paola raccoglie un corner, finta su Allegretta, si beve Gervasio Costanzo e Spilabotte e scarica a giro lì dove D’Auria non può arrivare. Alzarsi ad applaudire è un dovere morale. Il Savoia, pago, può così ammorbidire il proprio forcing, ma la Frattese ha poche munizioni da spendere. E il tempo si chiude col Savoia sempre avanti: Pappagoda sfrutta una corta respinta di Petrarca per confezionare il tiraccio che però non inquadra la porta, prima che lo stesso difensore nerostellato pulisca in angolo una botta dalla breve distanza di De Rosa.
SECONDO TEMPO – La ripresa ha pochi spunti da offrire. Il Savoia tira parzialmente i remi in barca ma la Frattese non ha la forza nè la lucidità per provare l’impresa, pur mantenendo un certo possesso palla che però non porta risultati tangibili. Muro rileva Ammendola e va a sinistra, liberando Petito dietro Spilabotte, ma la musica non cambia. Sono piuttosto i bianchi a sciupare una ripartenza gustosa con Di Paola che si invola a destra trovando sull’altro lato Fava con una buona assistenza rasoterra: sinistro poderoso della punta da posizione molto stuzzicante, ma D’Auria salva. Ancora una trama molto elaborata degli ospiti porta De Rosa al bolide da fuori area, D’Auria (top nerostellato di giornata) spazza in angolo un pallone destinato nell’angolino alla sua destra.

NUZZO SHOW – Il tema monocorde della sfida lascia spazio piuttosto a quanto avviene sugli spalti. I tifosi della Frattese, dopo aver apposto uno striscione polemico contro il loro ex presidente, ed ora patron del Savoia, Antonio Nuzzo, cominciano ad apostrofarlo con alcuni cori ironici e qualche epiteto anche offensivo. La replica del massimo dirigente oplontino, per quanto intimamente comprensibile, è assolutamente da censurare e si concretizza in gestacci tanti inutili quanto poco consoni alla carica da lui ricoperta. Uno scontro a distanza certamente evitabile, tanto più da chi detiene la leadership di un club prestigioso come il Savoia. La tensione era nell’aria dopo la fine del matrimonio tra Nuzzo e Frattamaggiore, con tutte le polemiche che ne sono scaturite e che hanno portato alla nascita dell’attuale C. Frattese. Un nervosismo che ha indotto l’ex presidente nerostellato, visibilmente irritato già dal momento del suo ingresso allo Ianniello, a farsi scortare da alcune guardie del corpo che hanno preso posto con lui nella tribuna ospite. Tuttavia anche stavolta Frattamaggiore ha risposto alla grande, non cedendo a tentazioni malsane e non andando al di là di un certo disappunto verbale, sebbene qualche volta eccessivo. E ha risposto in modo esemplare anche la dirigenza frattese, garantendo all’entourage oplontino una accoglienza serena e confortevole, a dispetto di qualche affrettata malignità. Non c’erano dubbi su questo. Loro, D’Errico e soci, questa partita l’hanno vinta.
CASO NATURALE CHIUDE I GIOCHI – L’attenzione generale torna poi sul terreno di gioco dove Caso Naturale prima fa le prove del gol (sinistro di poco alto), poi sfodera la sassata da fuori area che fa secco D’Auria (25′). Il lancio di Pappagoda era stato agganciato male da Gervasio Costanzo, trovando la rapacità mortale dell’ex Casalnuovo, top player dei suoi insieme a De Rosa e Di Paola. Altre prove di quadrilatero offensivo per Ciaramella, con Spilabotte che si sposta a sinistra mentre il neo entrato Damiano si disimpegna centralmente con Allegretta (Muro va a posizionarsi a destra). Ma l’ultimo quarto d’ora sfila via senza emozioni, con la Frattese che prova qualche iniziativa per mera inerzia. Finisce così. Vince il più forte e il più meritevole. I nerostellati perdono invece il secondo match consecutivo e scivolano al quinto posto, scavalcati dalla Maddalonese e raggiunti dal Mondragone. Ed ora dovranno ammortizzare ogni eventuale contraccolpo psicologico. Non sarà facile ma neanche proibitivo. Basterà ricordarsi cosa si era e da dove si è partiti.

C. FRATTESE-SAVOIA 1-3
26′ pt Petrarca (F), 32′ Sardo (S) su rig., 34′ Di Paola (S); 25′ st Caso Naturale (S)
C. FRATTESE (4-2-3-1): D’Auria (26’ st Fusco), Costanzo, Milvatti, Petrarca, Vitale (17’ pt Capaldo); Costanzo C., Castaldo; Petito (26 ’st Damiano), Ammendola (15’ st Muro), Allegretta; Spilabotte. A disp.: Terracciano, Argillo, Passarelli. All.: Ciaramella.
SAVOIA (4-3-3): Pezzella, Sardo (31’ st Palmieri), Riccio, Allocca, Del Prete; Pappagoda (42’ st Liguori), De Rosa, Liccardo; Di Paola (49’ st Abbatiello), Fava (33’ st Esposito G.), Caso Naturale (37’ st Galizia). A disp.: D’Aquino, Esposito F. All.: Fabiano.
ARBITRO: Maccarini della sez. di Arezzo (Vitale di Salerno/Longobardi di Castellammare)
NOTE: spettatori 300 circa; ammoniti Capaldo (F), De Rosa (S), Milvatti (F), Costanzo Gervasio (F)

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