16 Maggio 2026
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Il film del Campionato: la sesta giornata

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Juve e Napoli, destini incrociati..

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Paulo Dybala, argentino dalle capacità aliene

Stavolta, il tanto spettacolare Napoli contro la Lazio all’Olimpico non c’è stato. C’è stata una super Juve però, accompagnata ancora dalle prodezze del gioiellino argentino con la numero 10 ereditata da Del Piero. Mentre i ragazzi di Sarri, quindi, soffrono in quel di Ferrara, poche ore dopo la Juventus di Allegri cala il poker lasciando a bocca amarissima Mihajlovic che di certo si sarebbe aspettato un qualcosa in più dai suoi ragazzi soprattutto sotto il profilo della concentrazione. Un azzardo quello di Baselli: entrata semi-killer ai danni di Pjanic con un’ammonizione già ricevuta sulle spalle. Uno di quegli errori che in partite come queste le compromettono. Per i bianconeri è diventata una gara in discesa. Alla doppietta di Dybala si sono accompagnati i gol di Pjanic ed Alex Sandro che hanno assicurato nel complesso una vittoria facile e meritata. Diversa la sorte per gli azzurri. Quanta sofferenza contro la SPAL! Schiattarella apre le danze, mentre Insigne poco dopo comincia ugualmente a ballare. Nella ripresa, nel momento più difficile per i partenopei, Callejon, da prima punta, insacca battendo Gomis. Ma si sa, non dire gatto se non ce l’hai nel sacco: a rovinare i piani del Napoli, un Viviani in forma che batte Reina sul suo palo, fra le “bestemmie” dei tifosi azzurri incollati alla televisione. Poi, però, Dio s’è ricordato che il sangue di San Gennaro si è sciolto e che Ghoulam può benissimo attraversare palla a piede mezza difesa e trafiggere Gomis con un piede, tra l’altro, che non è il suo. Una perda, quella dell’algerino, che sottolinea quanto sia importante arrivare al fatidico accordo per il rinnovo. La serata sembra finire per il meglio, se non fosse che Milik, subentrato in un 4-2-3-1 in fase di test, crolla al suolo toccandosi il ginocchio destro. Non è lo stesso dell’infortunio della scorsa stagione, ma il giorno dopo gli esami hanno evidenziato la stessa sfortunata sorte: rottura del crociato destro e nuova visita con intervento a Villa Stuart. Un colpo per il polacco che rischia un crollo psicologico. La squadra, però, è con lui ed è pronta a stargli vicino in ogni momento. Desini incrociati, dunque, quelli dei due allenatori toscani. Mentre alla scorsa il Napoli dava spettacolo e la Juventus vinceva a stento 1-0, ora sono stati i bianconeri a dare spettacolo ed il Napoli a far scendere in campo la sua versione “economy”. Destini strani, quanto belli. Avere due squadre capaci di mantenere un così equilibrato duello provoca emozioni a non finire. Quelle che verranno a galla soprattutto nella prossima gara quando, mentre la vecchia signora affronterà l’Atalanta del buon Gasperini, il Napoli scenderà con una punta in meno, ma mai privo del suo spettacolo gratis offerto al proprio pubblico e all’Italia intera..

D’Ambrosio salva l’Inter, mentre il Milan crolla sotto i colpi di Duvàn. Roma: ancora tre punti. 

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D’Ambrosio, la perfetta immagine del momento pre-respiro di sollievo

Sospiro di sollievo per Spalletti, dopo Bologna. Questa volta, però, a salvare l’allenatore toscano non è stato Icardi dal dischetto, ma Danilo D’ambrosio di testa. Quella andata di scena a San Siro, infatti, non è stata una delle migliori gare della squadra nerazzurra. Già dalla trasferta in Calabria contro il Crotone si era visto che la squadra di Spalletti non riusciva a trovare i giusti meccanismi per arrivare al gol. Problema che è, poi sorto, anche nella trasferta a Bologna. La certezza dei tre punti contro un Genoa che ha comunque spaventato la porta di Handanovic non può che spronare Icardi e compagni a ritrovare subito il fondamentale filo rosso. Quello che unisce tutti i tasselli del puzzle affinché una squadra, guidata da un allenatore che ha centrato la Champions l’anno scorso e con un ottimo organico, possa ritrovare la qualificazione nella competizione più ambita. A Genova, invece, Giampaolo ha subito riscattato il pari di Verona battendo il Milan di Montella per 2 a 0. Per l’aereoplanino sono ricomparsi i tratti della difesa che si era vista all’Olimpico contro la Lazio e quelli di una squadra che fa fatica a costruire e che spesso non riesce a farlo con la giusta rapidità. Che sia sbagliata o no la scelta del 3-5-2, non sta a noi giudicare. A noi sta riportare, oggettivamente, quelli che possono essere i limiti di questo modulo. Il Bonucci della difesa rossonera non è certamente quello della Juventus affiancato da due pilastri come Chiellini o Barzagli. Una Champions, per ora, ancora lontana per la squadra rossonera. Fassone, però, si ritiene tranquillo e consapevole delle difficoltà che si sarebbero dovute affrontare nei primi sei mesi di stagione. Una squadra va costruita passo per passo e, questo è ovvio, il Milan, come l’Inter, ha dei giocatori giusti per mettere in campo un calcio che possa trascinare ad alti livelli. D’altro canto la Sampdoria di Duvàn continua la sua corsa verso i risultati positivi accompagnati dalle bizzarre feste del presidente Ferrero. Nessun problema, invece, per la Roma di Di Francesco che ha rifilato tre reti all’Udinese di mister Del Neri. Partita alla portata dei giallorossi che hanno riscoperto il faraone El Shaarawy con la certezza Dzeko a ridosso degli undici metri. Chi dagli undici metri, invece, ha sbagliato è Perotti. Il calciatore non ci ha di certo abituati con gli errori dal dischetto. Fortuna, dunque, che non ha compromesso il risultato. Ora Juve, Napoli e Roma dovranno battersela in Champions per far gioire, con una vittoria (la prima della stagione), i propri tifosi e portare lo spettacolo del calcio italiano anche in ambito internazionale.

Il ritorno del Crotone. Benevento e Verona: si salvi chi può!

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Il Crotone batte il Benevento. Destino amaro per i campani, meno per chi non si arrende

In zona retrocessione, poco è cambiato. Poco, ma non niente perché in una sfida decisiva quale Crotone-Benevento c’era chi doveva avere la meglio per aggrapparsi a dei punti troppo necessari dopo gli ultimi risultati. Ad averla vinta è stata la squadra di Nicola che ha avuto la meglio su quella di Baroni graze alle reti di Mandragora e Rohden. Una vittoria importante che condanna il Benevento a restare a 0 punti e che serve a scuotere l’ambiente Crotone e ad orientarlo verso la salvezza in A. Certo è che la squadra dell’ex calciatore del Napoli dello scudetto si trova nel profondo nell’abisso e, forse, sarà ancor peggio dopo la prossima giornata quando in Campania faranno scalo i nerazzurri di Spalletti. In un ambiente scosso quanto quello di Benevento, dopo la faccenda doping del capitano Lucioni, Baroni proverà il tutto e per tutto per provare a scuotere ragazzi oggettivamente demoralizzati. Stesso destino per il Verona di Pecchia che niente ha potuto di fronte ad una Lazio che ha ritrovato bomber Immobile, autore di una doppietta. Mentre la Lazio mira dritto ad un campionato a 4 stelle, il Verona sembra, per ora, fare solo la comparsa. C’è poco da dire sulle ultime tre. Aspettiamo, pretendiamo, vogliamo, speriamo, una risposta sul campo che possa essere un cenno che questo campionato, diversamente dall’anno scorso, laggiù non è già scritto e che possa, invece, essere sempre in bilico..

 

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