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Cattiveria, sicurezza, autorità. Questa la ricetta nerazzurra nel lunch-match di San Siro della terza giornata di Serie A 2017/2018, che permette all’Inter di battere una Spal comunque coraggiosa e ben messa in campo, che dimostra ancora una volta di poterci stare in questa categoria, dopo il convincente pareggio alla prima a Roma contro la Lazio e la straordinaria vittoria con l’Udinese tra le mure amiche.
Le gare dopo le soste per le Nazionali non sono mai banali, nè scontate; c’era il rischio da parte dei padroni di casa di poter sottovalutare l’appuntamento di giornata, ma così non è stato. Merito certamente di Spalletti, che già a Roma aveva mostrato una certa confidenza nelle gare contro le cosiddette “piccole”. Il tecnico toscano fa esordire il brasiliano Dalbert a sinistra, schiera Gagliardini con Borja in mezzo e rilancia Joao Mario come trequartista, dietro ad Icardi.

Dopo una partenza coraggiosa da parte della Spal, per nulla intimorita dagli oltre 57mila del Meazza, l’Inter cresce di tono intorno al quarto d’ora di gioco e crea due buone occasioni con Gagliardini. Ci vuole tuttavia un grande scambio tra Icardi e Joao Mario, che viene atterrato in area di rigore, per regalare il vantaggio ai nerazzurri; penalty che viene assegnato grazie all’ausilio della VAR, dopo che Gavillucci aveva ritenuto il fallo al limite dell’area. Dal dischetto Mauro Icardi non sbaglia e sigla il quinto gol in tre giornate di campionato; sempre lui, il 9, decisivo. Ancora Icardi sfiora la doppietta, poi ci vuole un grande intervento di Gomis a negare la gioia del gol a Candreva, prima che Paloschi sprechi l’occasione del pari sullo scadere di tempo.

Nella ripresa i ritmi si abbassano e l’Inter controlla il match; grande traversa alla mezz’ora colpita da Skriniar con un siluro da 35 metri, poi ci pensa Perisic a chiudere il conto. Minuto 87, cross di D’ambrosio e sforbiciata mancina fantastica del croato, che fissa il risultato sul 2-0 e lancia l’Inter in vetta alla classifica, a punteggio pieno in compagnia della Juventus (e aspettando il Napoli).
Pirandello diceva che il cinismo “è un modo di dare leggerezza alla vita quando questa comincia a pesare”; è una spallata autentica da parte dei nerazzurri, che proprio con quel cinismo tipico della grande squadra superano un ostacolo che, in altri tempi, sarebbe potuto divenire un incubo (vedasi la sconfitta di Crotone dello scorso anno). I 9 punti ottenuti finora sono fondamentali per dare morale ad una squadra che, in realtà, ha ancora molto da migliorare, molto da poter offrire. Sul piano del gioco, infatti, si può parlare di un passo indietro, sia rispetto alla gara con la Fiorentina, sia alla sofferta vittoria romana. Le certezze difensive, tuttavia, aumentano: ancora una volta Miranda e sopratutto Skriniar sono tra i migliori in campo, mentre Handanovic ha vissuto un pomeriggio da spettatore non pagante. Non male l’esordio di Dalbert, alle prese con un cliente scomodo e particolarmente ispirato come Lazzari, ma ottimo in almeno due ripiegamenti difensivi.
E poi ci sono loro, sempre loro. Come all’esordio con la Fiorentina, Icardi e Perisic timbrano e decidono il match. Nell’occasione del rigore, fantastico lo scambio del Capitano con Joao Mario, glaciale poi nel freddare Gomis spiazzandolo. Il gol di Perisic è invece fantascientifico, una splendida volée di prima con il sinistro, per un giocatore fondamentalmente unico in Europa nel saper usare entrambi i piedi in quel modo lì. Dopo il rinnovo fino al 2022 siglato tre giorni fa, per Ivan si chiude una settimana da ricordare.

Tra una settimana Crotone-Inter: partita da vincere, per scacciare il terribile precedente dello scorso anno e per rimanere attaccati ad un treno che, Juventus e Napoli in primis, non si fermerà tanto facilmente.

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