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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo uno dei più importanti giorni nella vita di un grande difensore italiano: Paolo Maldini. Il giorno in questione è il 31 Marzo 1988. A Spalato, in campo scesero Italia e Jugoslavia. La nazionale azzurra era reduce dal fallimentare Mondiale di Messico ’86. Infatti, all’ormai ex Ct Bearzot, subentrò Azeglio Vicini. Il nuovo commissario tecnico decise di puntare su alcuni giovani che egli stesso aveva allenato nell’Under-21. Tra questi ci fu proprio Paolo Maldini. Il difensore esordì contro la suddetta Jugoslavia in una amichevole che terminò 1-1 con i gol di Viali e Jakovlijevic. Il centrale di diesa, all’epoca diciannovenne, entrò all’ottavo minuto della ripresa subentrando a Francini. Da quel giorno fu chiamato quasi sempre in nazionale maggiore. Ha vestito la casacca azzurra dal 1988 fino al 2002, anno dell’addio dopo il Mondiale 2002. Il motivo fu soprattutto una critica ricevuta a causa del gol subito dall’Italia agli ottavi contro la Corea del Sud. Il golden-goal, siglato da Ahn, che valse la qualificazione dei coreani sarebbe stato causato proprio da Maldini. Così il centrale difensivo azzurro abbandonò la nazionale nonostante gli inutili tentativi di Trapattoni (all’epoca allenatore azzurro) di trattenerlo. Ha disputato con la maglia della nazionale ben 126 partite, di cui 74 indossando la fascia di capitano. Inoltre ha messo a segno ben 7 reti. E’ secondo solo a Matthaus per il numero di presenze in campionati del mondo. Sono 23 contro le 25 del tedesco. Maldini ha, però, disputato più minuti giocato: 2216 minuti. Il tedesco, invece, è stato spesso sostituito dai compagni disputandone così di meno. Che tipo di calciatore era Maldini? Era innanzitutto un terzino sinistro di natura, nonostante calciasse, però, con il destro. Ricoprì anche il ruolo di centrale di difesa. Era abile a calciare con entrambi i piedi ed era dotato di grande stazza fisica accompagnata da eleganza e velocità. Abile nel gioco aereo, era inoltre bravo nell’anticipo e nei tackle. Infine era anche efficace a volte in fase offensiva. E’ uno dei senatori del Milan e uno dei pochissimi calciatori italiani ad aver giocato in tutta la carriera solo con una casacca addosso. In questo caso, quella del Milan. Un Milan a cui fu legato dal 1984 fino al 2009, anno in cui diedero l’addio anche altri “senatori” rossoneri. Con il Milan ha confezionato ben 647 presenze e 29 reti segnate. Ad accompagnare la sua importanza nel club dei diavoli, sono, poi, i numerosi trofei vinti con la squadra della sua vita. 7 campionato italiani, 5 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia. In ambito internazionale, invece, Maldini ha conquistato: 5 Coppe dei Campioni/ Champions League, 5 Supercoppe UEFA, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Mondiale per Club. Praticamente, di tutto! Maldini, nonostante sia stato una delle bandiere, nonché pilastro del Milan, forse non ha mai ricevuto la giusta riconoscenza da parte della società. Tuttavia, l’ex calciatore dichiarò che i suoi 25 anni trascorsi al Milan furono semplicemente stupendi. A terminare quest’articolo, sperando di aver reso omaggio ad uno dei difensori più forti in Italia, riportiamo qualche citazione su Maldini. “Come negli altri sport, non c’è più l’attaccamento alla maglia. I ragazzi a 22 anni sono miliardari. Alle prime difficoltà nel club se ne vanno. Esistono ancora eccezioni, che diventano eroi. In Italia, Paolo Maldini è un esempio straordinario.” Queste, ad esempio, le parole di Yannick Noah, ex tennista e allenatore di tennis, in riferimento all’immenso talento azzurro. L’ultima che riportiamo è semplicemente il riassunto, non solo di un calciatore, ma di un uomo. “In 23 anni di carriera non si è mai allontanato da un senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell’etica che ne fanno una delle icone del calcio.”

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