16 Maggio 2026
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Accadde oggi: l’inaugurazione dello stadio “del Sole”, il San Paolo di Napoli

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Stadio San Paolo, 10 Maggio 1987, primo scudetto del Napoli

Per la rubrica “Accadde oggi”, ricordiamo l’inaugurazione di uno dei più capienti stadi italiani, il San Paolo di Napoli, avvenuta il 6 Dicembre 1959, con la Napoli-Juve del 1959, poi terminata per 2-1. Il nome deriva da Paolo di Tarso, che avrebbe raggiunto l’Italia, approdando nel quartiere di Fuorigrotta, dove oggi è sito lo stesso stadio. Il progetto, degli ingegneri Luigi Corradi e Carlo Cocchia, comprendeva, inizialmente, solo la costruzione di un anello, quello superiore. Poi, ne fu aggiunto un altro, l’attuale inferiore con una capienza massima dell’epoca di circa 87’500 spettatori in piedi. In occasione degli Europei del 1980 e dei Mondiali 1990, lo stadio fu, poi, ristrutturato. Fu aggiunta una copertura, con l’eliminazione del tabellone elettronico, con seguente riammodernamento della pista di atletico e dell’impianto di illuminazione. L’aggiunta del terzo anello, portò la capienza ad essere di circa 76’800 posti. ‘anello, durò, ben poco, a causa del fatto che ad ogni rete, i tifosi, saltellando provocavano vibrazioni che si diramavano, tramite i piloni di sostegno, nel terreno. Tale episodio provocò danni agli appartamenti circostanti, ma d’altronde si sa: quando segna il Napoli è come se tremasse la terra sotto i piedi. Il San Paolo, però, in occasione della ristrutturazione del 1990, fu causa di un processo durato fino al 2006: gli ingegneri e le persone che si occuparono di tale impegno, furono accusati di corruzione. Il processo, però, è terminato con la completa assoluzione degli imputati (in più, quelli condannati, circa 50, non sono mai stati condannati a causa del maturare della prescrizione). In aggiunta, si sono riscontrati negli ultimi anni, innumerevoli problemi dell’impianto, tant’è che si pensò ad un progetto, che avrebbe portato la costruzione di un nuovo stadio a Ponticelli, piena periferia della città. Tale progetto, però, non è mai stato approvato. Ma guardiamo l’altra faccia della medaglia. Lo stadio San Paolo, è uno degli stadi belli per atmosfera, tant’è che non è mai facile per nessuna squadra giocarci all’interno. In occasione di un Napoli-Manchester City, terminato 2-1, sfida di Champions League del 22 Novembre 2011, Yaya Tourè, centrocampista attualmente ancora ai Citizens, rilasciò, un anno dopo, alcune dichiarazioni ai “Signori del Calcio”:”“La mattina andammo a fare riscaldamento al San Paolo, Carlos (Tevez) mi parlava di questo stadio, ma io che ho giocato nel Barça mi dicevo, che sarà mai! Eppure quando misi piede su quel campo sentii un qualcosa di magico, di diverso. La sera quando ci fu l’inno della Champions, vedendo 80.000 persone fischiarci mi resi conto in che guaio ci eravamo messi! Qualche partita importante nella mia carriera l’ho giocata, ma quando sentii quell’urlo fu la prima volta che mi tremarono le gambe! Bene, fu li che mi resi conto che questa non e’ una solo squadra per loro, questo e’ un amore viscerale, come quello che c’è tra una madre ed un figlio! Fu l’unica volta che dopo aver perso rimasi in campo per godermi lo spettacolo!”. Tale dichiarazione, probabilmente, può esprimere più di tutte cosa significa il calcio a Napoli. Se si pensa, anche, alla presentazione di Maradona al San Paolo, del 1984, quando il Dio del Calcio, si presentò davanti a 60’000 persone. Ed era solo la presentazione..Inutile dire che la capienza dello stadio andò via via aumentandosi, poichè Diego fu l’artefice degli unici due scudetti del Napoli. Inoltre, c’è da dire, che proprio al San Paolo, si tenne la partita con il maggior numero di spettatori paganti in Italia, circa 89’900, in una sfida fra Napoli e Perugia terminata, poi, 0-1. Anche se molti sostengono che la capienza a cui arrivò lo stadio, in occasione di un Napoli-Juve, stagione 1976-1977, fu addirittura di 95’000 persone.  E’ risaputo, che l’atmosfera dello stadio di Fuorigrotta, metta i brividi.  “L’urlo Champions” scatena, infatti, un boato assordante. Si conta che, addirittura, il Sito dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia Vesuviano, ha riportato un grafico del “movimento” provocato dall’urlo dei tifosi azzurri, all’inno durante la gara Napoli-Benfica.

Foto Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Il grafico del “movimento”, una delle ultime volte dell’inno Champions

Nonostante il San Paolo, sia, probabilmente, uno stadio con innumerevoli problemi legati all’impianto, e ci auguriamo che possano essere risolti al più presto, l’atmosfera che si respira quando gioca la squadra azzurra, è unica e raramente se ne trova una simile in Italia. La passione, l’amore viscerale che lega i tifosi alla propria squadra non è mai cambiato, anzi aumenta anno dopo anno, segno che i giocatori vanno, ma la maglia resta (e il Napoli ha dovuto resistere all’addio di Maradona, il più forte calciatore al mondo in tutti i tempi). Mi faccio portavoce dell’importanza del calcio a Napoli. In questa città, il calcio non è solo sport, non solo “undici giocatori che corrono dietro ad un pallone”; ma è anche vita, è essere contemporaneamente un calciatore del Napoli, come se la partita la si stesse guardando dal campo o dalla panchina. E probabilmente, ci si potrà lamentare degli acquisti che il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis fa, ma ciò che è certo, è che l’amore verso questo sport, e verso il calcio dei “napoletani” non morirà, ed è concepito diversamente rispetto alle altre parti d’Italia, ma che dico d’Italia, del mondo. Basta pensare a come Maradona sia sempre lì lì sulla bocca dei napoletani, come se fosse ancora un calciatore del Napoli, e pensate, semplicemente, a cosa potrebbe accadere, se un calciatore come Maradona tornasse a Napoli..

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