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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo un giorno importante per l’Italia. Protagonista di questo giorno, fu l’ex attaccante Christian, o meglio, Bobo Vieri. Facciamo riferimento alla partita che si tenne il 29 Marzo 1997, un’amichevole fra l’Italia e la Moldova giocata a Trieste. La nazionale guidata da Cesare Maldini trionfò per 3-0. I gol nel primo tempo furono di Maldini e Zola. Nella ripresa, poi, proprio Christian Vieri segnò un gol molti significativo: il millesimo nella storia dell’Italia. L’attaccante batté in uscita Romanenco. Il primo gol della storia della nostra nazionale fu siglato da Lana, nel lontano 1910 quando l’Italia batté all’esordio 6-2 la Francia. Vieri totalizzò 49 presenze con l’Italia mettendo a segno 23 reti. Che tipo di attaccante fu Vieri? Vieri era un attaccante dotato di grande stazza fisica e con un sinistro preciso e potente. Spesso trovava la via del gol anche con dei tiri dalla distanza. Inoltre, una particolare dote che aveva era l’opportunismo; un qualcosa di abbastanza insolito per gli attaccanti della sua stazza. Si affidava spesso, anche, alla sua velocità e alle sue progressioni. Fu anche indagato per calcioscommesse e bancarotta, con al centro la società che aveva con il suo amico Cristian Brocchi. Tuttavia, ha lasciato comunque un segno nel calcio italiano, accompagnato dal padre Roberto Vieri, celebre calciatore degli anni sessanta e settanta, e dal fratello, Massimiliano Vieri, anch’egli calciatore professionista. “Bobo è molto diverso, è un orsacchiotto. Risulta burbero se non sei suo amico, ma non è affatto così. Un ragazzo buono, a volte dovevo consolarlo perché aveva paura di tutto. Gli sudavano le mani, non sapevo come consolarlo.” Queste le parole di Marco Delvecchio parlando proprio di Bobo Vieri, nel bene e nel male, una pagina di calcio italiano.
Auguri, inoltre, a Rui Costa, per i suoi 45 anni. Una piccola parentesi volevamo dedicargliela. Un calciatore dalla tecnica sopraffina, abile ne dribbling e dotato di una visione di gioco più unica che rara. L’ex talento della Fiorentina e del Milan, era capace di mandare con assist perfetti i suoi compagni in rete. Vogliamo ricordarne uno a caso: l’assist lampo a Shevchenko, nella sfida di Champions League contro i Real Madrid (stagione 2002/2003). Un assist incredibile. Prima ancora del centrocampo, il trequartista portoghese fu capace di lanciare in porta l’ucraino per il gol che valse il vantagio e anche la vittoria nella seconda fase a gironi. Nemmeno a volerlo, quell’edizione fu vinta proprio dal Milan che batté in finale la Juventus 3-2 dopo i calci di rigore. Non faceva tanti gol, ma era pur sempre Rui Costa, emblema del calcio portoghese e pagina di quello italiano. Vi lasciamo con una citazione di Boban (visto che ne siamo in vena). Appuntamento a domani, con un nuovo “Accadde oggi”. “È un fuoriclasse puro, quindi giocatore di statura straordinaria, mondiale. È l’unico, assieme a Zidane, in grado di cambiare volto a una squadra. Anzi più di Zidane. Rui è giocatore universale, completo.”

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