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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Come su uno Helter Skelter (attrazione ludica caratterizzata da uno scivolo posto su una grande torre) la stagione della Fiorentina alterna discese ripide a speranzose risalite. Dopo la vertiginosa caduta di Roma, dove i vuoti alla stomaco non sono stati certamente accompagnati dalla dovuta carica d’adrenalina, ecco che si risale, con un netto tre a zero sull’Udinese. Come nel risalire le scale che portano alla sommità dello scivolo, si riaccende di nuovo la speranza di poter provare ancora un brivido di piacere, chiamato in questo caso Europa League. Molto in realtà dipenderà dal cammino delle altre. In primis la sfida di lunedì tra Lazio e Milan, il quale esito può rendere molto interessante la sfida di domenica prossima, proprio nella tana della squadra di Montella.
Buona la prestazione della Viola, al fronte di un Udinese che non sembra chiedere più nulla a questo campionato. Accantonata la presunzione vista all’Olimpico, la Fiorentina ha strappato tre punti alla squadra di Del Neri puntando tutto sull’umiltà. A testimoniarlo, oltre l’aver raccolto il meglio da ogni occasione senza mai dar la sensazione di voler strafare, ci sono le dichiarazioni di Babacar nel post-gara. Alla domanda su quale sia la qualità principale che il giocatore dovrebbe migliorare, la risposta del senegalese non ha lasciato spazio ad ulteriori interpretazioni: “tutto!”
A dispetto di una vittoria così netta, resta tuttavia difficile immaginare realmente una Fiorentina collocata alla fine del campionato in uno dei due (o forse tre) posti che valgono l’accesso all’Europa, proprio in virtù della suo continuo altalenarsi tra cadute e risalite. A seguirla la Fiorentina di quest’anno, si prova infatti lo stesso senso di vertigini provocato dalla giostra. Le stesse vertigini che d’altronde dovette provare Peter Townshend, quando Paul McCartney gli mostrò, scrivendo e cantando la sua Helter Skelter, cosa volesse realmente dire comporre una canzone “rumorosa, selvaggia e sporca“. Con le vertigini e con la possibilità che “(ri)parta un giro“, le speranze non possono che continuare a seguire la loro discesa, proprio come su uno “scivolo a spirale” (Helter Skelter).
Stay Rock and Forza Viola

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