Views: 0
Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
Questo 2016 sarà certamente ricordato come l’anno delle morti eccellenti, soprattutto in campo musicale. Non si fa infatti in tempo a digerire la scomparsa di un grande musicista che ci si ritrova ad inghiottirne un’altra. L’ultima in ordine cronologico quella di Greg Lake membro degli Emerson, Lake and Palmer, gruppo che quest’anno contava tra l’altro già la morte di un altro suo componente, Keith Emerson (voci certe attestano che Carl Palmer abbia deciso di grattarsi tutti i giorni fino alla fine dell’anno). Non molti invece sanno che prima formare gli ELP, la voce di Lake ha contribuito anche a dar vita ad uno dei più belli album della musica Rock, ovvero In the Court of the Crimson King dei King Crimson. E proprio da quest’album che voglio partire per descrivere la partita di stasera tra Fiorentina e Sassuolo. Tuttavia, questa volta non prenderò come riferimento una canzone bensì mi soffermerò piuttosto sulla cover dell’album. Per chi non la sapesse, l’album presenta in copertina l’immagine di un uomo che che grida dallo spavento, come lo suggeriscono gli occhi spalancati. Prima di realizzarla, il povero Barry Godber sembrerebbe aver avuto una visione, quella del Franchi durante un qualsiasi match del 2016. Come negare infatti che questa immagini rispecchi l’animo del tifoso viola versione 2016. Per tutto l’anno, il tifoso della Fiorentina ha senza dubbio goduto (non volutamente) di compagnia speciale, ovvero quella della paura.
Sebbene sia terminata con una vittoria della viola per due reti a uno, la partita con il Sassuolo non è stata l’eccezione che ha confermato la regola, tutt’altro. A nulla sono infatti servite le due superbi (aggettivo riduttivo oserei dire) reti di Kalinic nel primo tempo. Nell’attimo esatto in cui Acerbi ha depositato la palla alle spalle di Tatarusanu, la compagna di un anno si è ripresentata al tifoso viola, pronta a sollecitare l’ennesimo rischio d’infarto. Ed è rimasta al suo fianco fino alla fine, rendendo gli ultimi venti minuti interminabili. Solo al triplice fischio finale è andata via, portandosi con se tutti i cattivi pensieri, non prima tuttavia di aver salutato con garbo e rinnovato l’appuntamento al prossimo incontro.
Forza Viola and Stay Rock

Lascia un commento