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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Sì. “Vieni avanti, Crotone” era decisamente inflazionato, specialmente dopo la promozione dei calabresi nella massima serie, quando la stampa si sbizzarrì con la citazione del film con Lino Banfi. Così bisognava inventarsi qualcos’altro e, da qui, il titolo di cui sopra. Il significato, nel parallelo con le squadre di Montella e Nicola c’è eccome.
La partita-aperitivo di domenica a San Siro, contro il Crotone alle 12.30, rappresenta uno spartiacque importante per la stagione rossonera. E’ l’ultimo impegno del ciclo “agevole”, che ha previsto le gare con Pescara, Palermo, Empoli. Unico intermezzo: il derby con l’Inter, nel suo momento peggiore, ma con l’effetto neo-allenatore dalla sua che ha dato i suoi frutti al 92′. Vietato sottovalutare un match che, sulla carta, dovrebbe essere totalmente appannaggio di Suso e compagni, ma che, come spesso accade, riserva insidie impreviste.
Una squadra giovane e capace di tutto, come quella imbastita a Milanello, è sottoposta ad improvvisi cali di concentrazione, che rischiano di minare i pronostici favorevoli. E’ successo con l’Udinese ed è successo a Genova. Quella a Marassi è stata l’unica sconfitta maturata nelle ultime undici giornate di campionato dei rossoneri, impreziosite da otto vittorie che hanno lanciato il Milan nei piani alti della classifica. In particolare, a San Siro, prima del pareggio in extremis di Perisic nella stracittadina, erano arrivate quattro vittorie consecutive al Meazza.
A dare sostegno a tutti i pensieri positivi, c’è l’avversario. Quel Crotone fanalino di coda, insieme al pazzo Palermo di un ‘ritrovato’ Zamparini, capace di restare ancora a secco al capitolo “vittorie esterne”, con un solo punto racimolato nelle sette gare in trasferta, finora. Non inganni, però, la posizione deficitaria degli squali rossoblu. Anche se la situazione di squadra è differente, l’anno scorso, nell’unico precedente con la squadra calabrese, il Milan dovette faticare non poco per guadagnarsi il pass degli ottavi di Coppa Italia. Finì 3-1, ma la gara si decise ai supplementari e solo l’inserimento di alcuni titolari da parte di Mihajlovic (Bonaventura e Niang) scongiurò il rischio figuraccia. Ovviamente, il contesto è diverso, le motivazioni pure e l’amalgama è tutt’altra cosa. L’importante è che non si punti a sciogliere altri primati negativi, come successo con l’Empoli, mandando in rete il peggior attacco d’Europa. Il punto comune dei rossoblu coi toscani sta proprio nell’attacco lontano dalle mura amiche: solo quattro le reti segnate in trasferta dalla compagine di Nicola.
Tornando agli affari di casa rossonera, il momento è esaltante ed è giusto che lo sia. Il ritorno della coppia centrale Paletta-Romagnoli in tandem completo assorbe in parte l’amarezza dell’infortunio a Bonaventura. Suso è decisivo come non mai e Lapadula (molto probabilmente) potrà beneficiare di un’altra chance da titolare per il perdurare dei problemi muscolari del figliol prodigo Bacca. L’unico rischio potrebbe essere il fatto di giocare dopo Napoli-Inter e Juventus-Atalanta, con i risultati annessi (la Juve resta di un altro pianeta, ma mai dire mai) che potrebbero maturare e influenzare la prestazione. Ovvio, i tre punti non appaiono affatto impossibili. Anzi, guardando alle partite che seguiranno (Roma e Atalanta soprattutto), in un tour pre-natalizio impegnativo, il bottino pieno appare quasi un obbligo, se si vuole mettere sotto l’albero un pacchetto di punti importante per la reputazione nel mercato di gennaio. Parola d’ordine ‘prudenza’, per evitare che i pitagorici s’inventino qualcosa di spiacevole…

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