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Capita molto di frequente nel mondo del calcio che la rivalità delle tifoserie oltrepassa il limite dell’educazione umana che in teoria dovrebbe differenziare l’uomo dal mondo animale. Come nella vita quotidiana, anche in quella calcistica noi tifosi non siamo tutti uguali ,c’è quello tranquillo che va allo stadio per vedere la partita di calcio sperando che la sua squadra vinca, quello nervoso che aspetta il primo errore di un calciatore del proprio team per scaricare tutta frustrazione di una settimana ricca di stress e quello che invece usa l’evento agonistico per tifare e rappresentare insieme ad altri gruppi quello che in gergo si chiama dodicesimo uomo in campo che spesso nel bene o nel male fa la differenza. Fin qui tutto normale, solo che spesso il dodicesimo uomo in campo pur di offendere la tifoseria avversaria non rinuncia a rievocare tragedie avvenute nel mondo del calcio che fanno male a tutti gli appassionati di qualunque campanile appartenga.Ecco allora che, per esempio (uno dei tanti)nel derby della mole i tifosi della Juve invocano sempre una nuova Superga ,mentre quelli granata vorrebbero un nuovo Hysel. Ma ora che nel nuovo millennio ,dove la tecnologia avanzata e l’avvento di strumenti supermoderni al massimo della precisione non hanno salvato la vita ad una tranquilla squadra della serie A brasiliana, la Chapecoense in volo e pronta a giocarsi il titolo per la copa Sudamericana (l’equivalente della nostra Europa League )”finalmente “ ,purtroppo capiamo dal vivo il dolore vissuto dai tifosi del grande Torino quando nel 1948 venne a mancare l’allora squadra più forte al mondo, l’equivalente del Barcellona e Real Madrid di oggi che si schiantò sulle colline di Superga, e quelli del grande Manchester United denominata i Busby Babes che nel febbraio del 1958 perì al suo terzo tentativo di decollo da una pista ricoperta di neve mista a fango all’aereoporto di Monaco di Baviera , nella Germania Ovest . Solo ora possiamo immaginare a provare lo sconforto e il dolore vissuto dai supporters granata i giorni seguenti alla sciagura quando passati i primi giorni di lutto, hanno metabolizzato che i loro beniamini erano andati via per sempre portando con se tutte l’emozioni belle e brutte che solo la squadra del cuore riesce a regalare. Per questo in conclusione il modo migliore forse per essere vicini ai colleghi tifosi del Chapecoense, è quello di far riposare in pace tutti coloro che hanno perso la vita per un semplice pallone che rotola su un campo di calcio evitando di usarli invece come mezzo di offesa per la tifoseria rivale della settimana.
