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Spesso si sentono i lamenti di allenatori e giocatori, che non possono esprimere un gioco gradevole, causa le pessime condizioni del manto erboso. Logica vuole che un terreno di gioco in buone condizioni agevola le prestazioni dei calciatori e quindi risulta fondamentale curare il proprio campo per avere dei benefici. Se poi i giocatori sono messi in condizione di far meglio, ne beneficia anche la spettacolarità della partita ed è per questo che la Lega B ha istituito un premio per le società che curano maggiormente questo aspetto. Ci sono due classifiche distinte, una per i terreni sintetici e una per quelli naturali o misti, che sono compilate, giornata per giornata, da una commissione formata da capitani, allenatori, produttori televisivi e dall’agronomo della Lega. Al termine della stagione ci sarà un riconoscimento economico per la società con la media migliore, mentre alla società ultima in classifica sarà decurtata una somma, derivante dalle risorse collettive, da investire nella miglioria del terreno. Nella stagione passata la Salernitana ha avuto diritto a questo premio finendo al terzo posto, ma quest’anno, complici anche i problemi avuti quest’estate con l’infezione che ha colpito l’erba dell’Arechi, il terreno dello stadio salernitano occupa momentaneamente il decimo posto (sui sedici campi in erba naturale). Infatti al primo impegno casalingo, contro il Verona, il campo dei granata ha occupato l’ultimo posto, ma si è ripreso bene nelle giornate successive. Purtroppo, però, nell’ultima gara interna il terreno dell’Arechi è risultato di nuovo in cattive condizioni, tanto è vero che al termine del match con la Ternana ha di nuovo ottenuto il peggior piazzamento della giornata. Servirà sicuramente maggiore attenzione se si vuole che il fattore campo, tanto celebrato a Salerno, torni ad essere decisivo sotto tutti gli aspetti.

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