16 Maggio 2026
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Sannino, salvo per ora

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Quella di ier è la quarta sconfitta in stagione. Una battuta d’arresto che condanna la Salernitana alla zona playout, ed apre riflessioni in seno alla dirigenza. Non sono solo le prestazioni di Rosina e compagni a far storcere il naso ai tifosi del cavalluccio. Anche i numeri non sono così confortanti, soprattutto se paragonati a quelli di un anno fa, quando sulla panchina granata sedeva Vincenzo Torrente. I due trainer campani sembra abbiano svolto lo stesso percorso visto che la media punti si differenzia per pochi centesimi dopo 13 turni: il tecnico di Cetara aveva raccolto fin qui 14 punti, Sannino invece uno in meno, esattamente un punto a partita di media. Non cambia di molto neanche la media di gol messi a segno, visto che lo scorso anno ne erano stati segnati 14 rispetto ai 12 messi a segno fin qui. Dato invece in controtendenza rispetto alla passata stagione è quello delle reti incassate, vero tallone d’Achille della squadra allenata da Torrente: 19 gol presi un anno fa a causa anche dei numerosi infortuni, 14 invece quest’anno grazie ad una solidità difensiva sicuramente migliorata. Tutti numeri che però cozzano con le aspettative di inizio stagione. La Salernitana avrebbe dovuto cominciare la nuova stagione in maniera opposta a quella conclusasi con la salvezza ai playout, almeno da come annunciato dalla società prima dell’inizio del torneo. Ma ad oggi nessuna novità, e via con i primi veri malumori della piazza. Perché la Salernitana si esprime sicuramente meglio dello scorso anno, ha giocatori di maggiore qualità, ma in fin dei conti sono sempre i numeri a fare la differenza. La dirigenza ad oggi medita. Non si sa cosa, ma medita forse di fare qualcosa nel caso con la Ternana non dovessero arrivare i tre punti.Che Giuseppe Sannino creda fortemente in questo gruppo è fuori discussione. Guai se non fosse stato così. Ed anche giustamente, verrebbe da dire. Perché qualitativamente questa rosa, di gran lunga superiore a quella dello scorso anno, non meriterebbe l’attuale classifica. Ma i risultati, almeno fino a questo momento, sono pressoché gli stessi.
Però “noi vinceremo il campionato, questo perché siamo forti”, il Sannino-pensiero esposto dal tecnico alla squadra pochi giorni fa. Faccia a faccia, a cuore aperto. Come un padre parla a suo figlio, Sannino ha invitato i suoi ragazzi ad andare a spulciare “i dati sui cross, sulla supremazia territoriale, sul possesso palla”. E ribadendo: “Siamo forti!” Prima di aggiungere che “bisogna superare questo momento ed essere più forti delle critiche. Anche quando guidavo il Pergocrema mi criticavano ed ho vinto un campionato”. Un modo per spronare i suoi uomini che, almeno a Cittadella, non ha sortito gli effetti sperati. Ma la speranza è che possa servire per il futuro, soprattutto in virtù della fiducia che è stata rinnovata al tecnico nella tarda serata di ieri. Che questa Salernitana abbia le qualità per evitare una stagione di sofferenze è fuori discussione, proprio come la fiducia che il trainer ripone nei suoi uomini. Almeno in buona parte… Basterebbe capire che col possesso sterile, con i tanti cross ma con il solo Coda a riempire l’area avversaria, non si può andare di certo lontani. Tocca uscire dal guscio. Ricominciare a segnare, a vincere. Per rilanciarsi e per rinsaldare una panchina che per il momento non dovrebbe subire stravolgimenti. Ma si faccia in fretta, Salerno, purtroppo o per fortuna, non è Crema. Con tutto il rispetto.

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