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Domani pomeriggio la Salernitana avrà per la prima volta la possibilità di effettuare un allenamento allo stadio Arechi in questa stagione sportiva. Singolare che una squadra possa avere tale possibilità soltanto nella settimana che precede la sesta giornata di campionato, quando altrove le condizioni sono ben diverse. Non per colpa della Salernitana, s’intende, a causa degli arcinoti danneggiamenti dolosi perpetrati in estate sul manto erboso dello stadio cittadino, rimesso in sesto in fretta e furia, comunque in tempo per la prima di campionato. Sannino in tempi non sospetti l’ha detto: “Ci è mancato l’Arechi”. L’impianto di casa dev’essere fortino per tutte le squadre, a maggior ragione per quella granata che può vantare un pubblico caloroso come poche altre. Ma che, parimenti, non scende in campo. E allora acquisire le giuste distanze,conoscere il proprio impianto, il proprio campo con pregi e difetti, diventa fondamentale per ogni collettivo, dalla massima serie alla Terza Categoria. La Salernitana non l’ha fatto e all’Arechi sono arrivati un pareggio e una sconfitta. Non certo solo per questo motivo, che non può né deve rappresentare un alibi. Sono ben altre le cause dell’avvio stentato della squadra di Sannino, che tuttavia spera di trovare un alleato nel proprio terreno di gioco: va detto, tuttavia, che sono ancora presenti alcune buche (con della sabbia smistata per turare falle) che non rendono l’Arechi un prato perfetto. Si fa di necessità virtù in attesa di tempi migliori, intanto Coda e compagni possono allenarvisi.
Stamani la rosa s’è allenata al Mary Rosy con divisione del gruppo in due tronconi: un primo ha effettuato lavoro atletico con i preparatori nel campo B, un secondo sul campo principale con Sannino e il vice Fiorin per mettere a punto situazioni tattiche non andate a buon fine a Cesena. Nel mirino del tecnico (ancora) la fase difensiva, sebbene quella offensiva si sia rivelata fin qui poco ficcante. Domani, nel chiuso dell’Arechi (ore 15, porte rigorosamente sbarrate), il tecnico di Ottaviano proverà a incrementare anche l’incisività degli attaccanti. Non è escluso che, complice la possibile indisponibilità di Perico per l’acciacco muscolare rimediato a Cesena, il tecnico possa rigettare nella mischia Mantovani (oppure puntare su Tuia dal primo minuto) e confermare la difesa a tre, con il ritorno in campo di Laverone dall’inizio: 3-5-2 o 3-4-1-2 con Rosina alle spalle di Coda e Donnarumma le ipotesi al vaglio per l’undici anti Trapani. Anche la difesa a quattro, tuttavia, resta opzione possibile. Domani le prove generali sul campo amico, poi venerdì la rifinitura ed i convocati.

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